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Sulle reti sociali la Giornata delle comunicazioni 2013

Sarà uno dei fenomeni più significativi nell’orizzonte dei media digitali, quello delle reti sociali, a occupare il cuore della riflessione della prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, che si terrà il 12 maggio 2013 (domenica che precede la Pentecoste) nel segno del tema «Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione».

Tema, che, come di consueto, è stato reso noto dal Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali ieri, nel giorno della festa liturgica degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. In questo modo di fatto il cammino di preparazione all’evento s’intreccia con il cammino pastorale di tutto l’anno e avrà il suo culmine con la pubblicazione del messaggio del Papa, diffuso nel giorno di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, il 24 gennaio.

In una nota del Pontificio Consiglio, inoltre, si sottolinea che il tema della Giornata (l’unica istituita dal Concilio Vaticano II) è stato scelto dal Papa «nel contesto dell’Anno della Fede». Un’indicazione, scrive il Dicastero vaticano, che ricorda come «una tra le sfide più significative dell’evangelizzazione oggi sia quella che emerge dall’ambiente digitale». Non solo: la scelta di focalizzare il legame tra annuncio e reti sociali si pone in continuità con il messaggio per la Giornata del 2012, che, riflettendo su «Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione», dedica alcuni passaggi proprio alle reti sociali. «I motori di ricerca e le reti sociali – si legge nel testo del Papa – sono il punto di partenza della comunicazione per molte persone che cercano consigli, suggerimenti, informazioni, risposte. Ai nostri giorni, la Rete sta diventando sempre di più il luogo delle domande e delle risposte».

E poi ancora: «Sono da considerare con interesse le varie forme di siti, applicazioni e reti sociali che possono aiutare l’uomo di oggi a vivere momenti di riflessione e di autentica domanda, ma anche a trovare spazi di silenzio, occasioni di preghiera, meditazione o condivisione della Parola di Dio. Nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità».

E nella nota diffusa ieri dal dicastero vaticano sottolinea che «in un tempo in cui la tecnologia tende a diventare il tessuto connettivo di molte esperienze umane quali le relazioni e la conoscenza, è necessario chiedersi: può essa aiutare gli uomini a incontrare Cristo nella fede? Non basta più il superficiale adeguamento di un linguaggio, ma è necessario poter presentare il Vangelo come risposta a una perenne domanda umana di senso e di fede, che anche dalla rete emerge e nella rete si fa strada».

Un’attenzione particolare, quindi, non tanto al «mondo di internet» quando al mondo di oggi sempre più influenzato dai media digitali: «Non si tratta più di utilizzare internet come un "mezzo" di evangelizzazione ma di evangelizzare considerando che la vita dell’uomo di oggi si esprime anche nell’ambiente digitale». Lo sviluppo e la popolarità dei social network, infatti, «hanno consentito l’accentuazione di uno stile dialogico ed interattivo nella comunicazione e nella relazione».

Matteo Liut
 
© Avvenire, 1 ottobre 2012
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