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Il Rinnovamento del Concilio di Trento a Bari


Due arcivescovi di alta levatura intellettuale, Giacomo (1550-62) ed Antonio Puteo (1562-92), contribuirono in modo significativo a creare il rinnovamento tridentino. Con sistematico impegno posero segni sacri che “dovevano muovere i cuori de’ riguardanti alla divozione e vero culto di Dio” (G. PALEOTTI, Discorso intorno alle immagini sacre e profane, Bologna 1582). Stupisce ancora oggi l’arcivescovo Antonio Puteo che volle spettacolari cortei processionali, feste popolari e sacre rappresentazioni, al fine di suscitare fervore devozionale. Nel palazzo arcivescovile (1580) il fiammingo Gaspar Hovic dipinse rappresentazioni immediatamente comprensibili nel loro significato, come pure il pittore romano Andrea Bordoni (attivo in Puglia dal 1596 al 1629). La cattedrale e le cappelle delle famiglie facoltose si abbellirono di opere richieste alle botteghe veneziane di Paolo Veronese, Jacopo Tintoretto e Paris Bordon. Significativo di questo risveglio religioso furono il fiorire delle confraternite del SS. Corpo di Cristo (1555), della Madonna di Costantinopoli (1580) e di altre aggregazioni, e la presenza di Carmelitani (1561), Cappuccini (1573), Gesuiti (1583), Francescani riformati (1614), Minimi di s. Francesco de Paola (1620), Teatini (1675), con le loro case e le loro chiese.
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