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Storia

Il Santuario rupestre della Madonna della Grotta è sito a circa tre chilometri da Modugno sulla strada provinciale per Carbonara su una sponda della lama Lamasinata. Realizzato all’interno di una cavità naturale, ha origini antiche anche se non è possibile datare con precisione il primo insediamento a carattere religioso.
In un documento del 1189 è citato come Sancta Maria de Cripta Maiore. Fu edificato in momenti diversi su una laura basiliana, creata nella roccia dalle acque della Murgia barese. Nella zona sono stati trovati altri insediamenti ipogei, fatto frequente sui costoni delle lame pugliesi.
Nel periodo medievale fu costruito un monastero benedettino la cui presenza è testimoniata sin dal 1071. Elementi architettonici furono aggiunti nel Seicento. Nei secoli l’insediamento ha subito numerose manomissioni. Accurati lavori di scavo e di restauro eseguiti nel 1974 hanno restituito l’originaria bellezza e semplicità di preziose opere e hanno confermato le tesi secondo cui il luogo, in origine, sarebbe stato l’insediamento di una comunità di monaci basiliani giunti in Puglia dopo l’editto iconoclasta di Leone Isaurico, nel 726.
Un’altra antica tradizione vuole che nella grotta San Corrado di Baviera (1105-1155) nel 1139, sulla via della Terra Santa, si ammalò e trovò rifugio presso la comunità benedettina di S. Maria ad Cryptam. Corrado visse qui l’ultimo periodo della sua vita in una grotta adiacente alla cappella, nel digiuno e nella preghiera, dormendo sulla roccia nuda e suscitando ammirazione e fama nei dintorni. Visse da eremita fino alla sua morte avvenuta il 17 marzo 1155 e la sua tomba, nella cappella di S. Maria ad Cryptam, divenne meta di pellegrinaggi. Il 9 febbraio di un anno non precisato, i molfettesi, si impossessarono del corpo inumandolo nella Cattedrale e riconoscendolo come santo patrono della città. A San Corrado nel santuario è dedicato lo speco - un cunicolo di otto metri - ove soggiornò.
Il santuario ha anche una serie di interessanti testimonianze storiche tra le quali va innanzitutto ricordata l’icona della Vergine della Deposizione, affresco di tipico stilema basiliano ma risalente al periodo benedettino e, quindi, databile tra il 1260 e il 1310. Di data anteriore, invece, e quasi certamente di epoca basiliana, sono i resti di un volto di rara bellezza, un palinsesto raffigurante forse il volto di Cristo.
Di notevole fattura sono i frammenti di uno splendido mosaico pavimentale (XII sec.) in bianco e rosso che è costituito da tasselli di pietra calcarea di forma quadrata, rettangolare o romboidale disposti, secondo lo schema dell’opus reticolatus, all’interno di riquadri di forma rettangolare realizzati con listelli dello stesso materiale. Da notare, a ridosso della cripta di San Corrado, alcuni motivi decorativi e due graffiti nella malta del pavimento con riferimenti cristologici.
Presso il santuario ha sede il Centro Giovanile Rogazionista che, offre incontri formativi a carattere vocazionale per un cammino di formazione e spiritualità per giovani. La Casa è sede giuridica dell’Associazione Laici Animatori Vocazionali Rogazionisti - Lavr e del Gruppo Famiglie Rog.
 

Addetto al Santuario e Animatore Comunità giovanile:   p. Giuseppe Sergio, rcj

 

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