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Il santuario Santa Maria degli Angeli, affidato attualmente agli Agostiniani, è sorto il 29 maggio 1469 con la bolla Admonet Nos di Paolo II, che consentiva a Bartolomeo Cimbrone e al sac. Domenico De Consulibus di completare la casa e la chiesa (col titolo S. Maria degli Angeli) per l’uso e l’abitazione dei Frati Minori detti dell’Osservanza. Un documento del 25 febbraio 1467 riferisce che, venendo incontro alle richieste di De Consulibus e Cimbrone, i cardinali Marco, vescovo di Palestrina, Ludovico, dal titolo dei Santi Quattro Coronati, Giovanni dal titolo di S. Lorenzo in Damaso, Berardo, dal titolo di S. Sabina, e Bartolomeo, dal titolo di S. Clemente, concessero particolari indulgenze a coloro che visitavano il pio luogo.
L’immagine della Beata Vergine, dipinta sulla roccia di una grotta della Murgia, pare sia stata rinvenuta da un sacerdote di Cassano. Il titolo Santa Maria degli Angeli col quale si venera la Madonna è dovuto sia alla presenza di numerosi angeli intorno al volto della Vergine, sia alla prima presenza religiosa e custodia del Santuario dei Francescani, che venerano la Vergine con questo titolo in riferimento a Santa Maria degli Angeli in Assisi. Verso la metà del 1500, in fondo alla navata secondaria (quella a sinistra entrando) furono murate due arcate - per creare la Cappella del Presepe le cui statue vennero scolpite da un artista locale, Paolo da Cassano, nei primi anni del ‘500. Quando nel 1598 il Santuario e il Convento passarono ai Minori della Riforma, ambedue si arricchirono di opere d’arte oltre ad essere ampliati.
Durante il XVII secolo fu costruito il Cappellone del Crocifisso voluto da Mario Joppoli Ventimiglia, agente della Famiglia Ayerbo d’Aragona. Il culto e la devozione a Maria sono andati talmente incrementandosi che il 5 giugno 1757, Papa Bonifacio XIV concesse privilegi speciali ai visitatori.
Tra il XVIII e il XIX secolo alcuni sprovveduti per ricavare una cisterna, murarono l’ingresso della Grotta della Vergine ed aprirono una bocca superiore per attingere acqua. Solo nel 1855 il Ministro Provinciale dei Frati Minori, p. Daniele da
Valenzano, ed alcuni sacerdoti, desiderando rinvenire l’antico affresco, discesero con una scala in quella cisterna. In seguito, fecero ripulire il muro e il 19 maggio dello stesso anno fu riscoperto l’affresco della Vergine e poi costruita una scala tra la grotta e la chiesa superiore. Infine, fu costruito un altare.
Presso il Santuario sono stati il Beato Giovanni da Parma (1485 o 1490) e il Beato Giacomo da Bitetto (1497). Si narra che il Beato Giacomo da Bitetto lasciò qui il suo bastone che, secondo la leggenda, fu trasformato in pioppo secolare. Per la particolare posizione del sito nei pressi del santuario, sin dal 1482, veniva acceso ogni sera un grosso falò come una sorta di faro ante litteram per i naviganti che dovevano attraccare al porto di Bari. Nello stesso punto, nel 1954, gli Agostiniani vollero costruire un faro votivo mariano ad indicare a tutti il cammino verso Dio e Maria. La Chiesa di Bari l’ha elevato a Santuario Diocesano. La definitiva sistemazione dell’accesso alla grotta, dell’altare e del Presbiterio risale all’opera dei Padri Agostiniani subentrati alla cura del Santuario e alla custodia del Convento, il 27 luglio 1935, durante l’episcopato di Marcello Mimmi.

 

Rettore                                  p. Mario Sannino, osa

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