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Avvento di Fraternità 2018

Nella III domenica di Avvento: quest’anno, quanto sarà raccolto, sarà devoluto, su indicazione dell’Arcivescovo, per Casa Ain Karem, Accoglienza per donne e nuclei familiari senza minori

È il silenzio dell’ascolto ciò di cui abbiamo bisogno per riconoscere la loro voce. Se parliamo troppo noi, non riusciremo ad ascoltare loro. Spesso, ho timore che tante iniziative pur meritevoli e necessarie, siano rivolte più a compiacere noi stessi che a recepire davvero il grido del povero. In tal caso, nel momento in cui i poveri fanno udire il loro grido, la reazione non è coerente, non è in grado di entrare in sintonia con la loro condizione. Si è talmente intrappolati in una cultura che obbliga a guardarsi allo specchio e ad accudire oltremisura sé stessi, da ritenere che un gesto di altruismo possa bastare a rendere soddisfatti, senza lasciarsi compromettere direttamente”. (Messaggio per la Giornata Mondiale dei Poveri 2018, n.2).

L’immagine che accompagna questo testo, nel quale come Caritas Diocesana ci permettiamo, come di consueto, di suggerire alcune piccole linee da poter integrare con il già ricco cammino parrocchiale, ci mostra come sia possibile imparare ad ascoltare, non con le orecchie, (non ci sono orecchie in chi ascolta) e a tacere (ne’ bocca) di fronte al grido del povero, per accogliere con il cuore, dove Dio pone la sua dimora per far riecheggiare l’invocazione dei più bisognosi.

Un monito importante quello di Papa Francesco nel messaggio per la II Giornata Mondiale dei Poveri; un monito particolarmente adatto al tempo di Avvento e al Natale, tempo di silenzio e di attesa, di attenzione a Colui che viene. Da Maria, in attesa della nascita del suo figlio primogenito, come da ogni madre che attende un figlio, impariamo l’attenzione e la custodia a ciò che ci è caro. Così dovremmo aver caro ogni fratello, ogni sorella, senza distinzione di cultura, colore, religione, età.

  • Come ogni anno chiediamo alle Caritas parrocchiali, in accordo con il parroco, di vivere questo tempo con maggiore attenzione per scorgere, nel proprio territorio, la presenza di fratelli poveri che attirano meno la nostra attenzione: adolescenti vittime di bullismo, giovani che stentano a vivere, anziani soli, piuttosto nuclei familiari “sofferenti” per problematiche particolari (es. detenzione di uno dei coniugi, lunghe malattie di uno dei membri della famiglia) e sottoporre al discernimento dell’intera comunità modalità per essere prossimi a queste persone particolarmente fragili.

 

  • Attenzione e cura dell’altro, di ogni altro, si apprendono alla scuola dello Spirito che, con la sua forza, dall’annuncio dell’Angelo alla Pentecoste, ha vinto ogni “Babele” ed è creatore di comunione nelle comunità e tra i popoli. Sarebbe opportuno in questo tempo, soprattutto con i bambini del catechismo e i più giovani contemplare il presepe sparso ormai per il mondo intero come segno di comunione. È facile trovare presepi, frutto di ogni cultura. Coglierne le sfumature più concrete, come quelle di un Bambino, figlio di migranti e privo di ogni sicurezza, per imparare da Lui il senso del Natale.

 

  • Attenzione all’altro è anche “contrasto” allo spreco. Suggeriamo alle famiglie che si preparano a vivere e a festeggiare i Sacramenti, di porre attenzione sia nella scelta delle “bomboniere”, favorendo acquisti che abbiamo una ricaduta sociale, sia locale che missionaria, sia nell’evitare lo spreco. Esistono diverse associazioni che potrebbero aiutarvi nel prendere decisioni sane e belle per voi stessi e per la comunità. Vi invitiamo a contattarci su orp@caritasbaribitonto.it per avere maggiori informazioni in merito.

 

  • Suggeriamo di organizzare a livello parrocchiale l’iniziativa del cesto di fraternità, dove far confluire una raccolta alimentare da svolgersi in una delle Domeniche di Avvento, coinvolgendo tutti i bambini e i ragazzi che seguono il percorso di iniziazione cristiana, i giovanissimi, i giovani, le famiglie e gli adulti. Sarebbe auspicabile che la raccolta dei generi di prima necessità continuasse anche oltre il tempo di Avvento e di Natale, diventando un appuntamento fisso a cadenza mensile.

 

  • Non di rado troviamo nei nostri condomini, nei nostri paesi famiglie che fanno fatica anche a vivere un momento di festa con altri. Perché non invitare una famiglia magari per il pranzo di Natale o per uno di quei giorni festivi? Magari si potrebbe chiedere ad altre famiglie di fare altrettanto. Così inizia la Chiesa...

 

  • Come da tradizione, nella III domenica di Avvento (dunque il prossimo 17 dicembre) si celebrerà l’Avvento di Fraternità: quest’anno, quanto sarà raccolto in tutte le Celebrazioni Eucaristiche nelle chiese della nostra Diocesi, sarà devoluto, su indicazione dell’Arcivescovo, per Casa Ain Karem, Accoglienza per donne e nuclei familiari senza minori, in Corso Alcide de Gasperi 471, Bari. Raccomandiamo tanta generosità!

Quanto raccolto potrà essere inviato nei seguenti modi:

- in Curia presso l’Economato diocesano;

- tramite bonifico: IBAN IT40Z0311104007000000007986 intestato a Arcidiocesi Bari-Bitonto/Caritas diocesana – Causale: Avvento di fraternità 2018;

- tramite ccp: 000011938701 intestato a Arcidiocesi Bari-Bitonto/Caritas diocesana – Causale: Avvento di fraternità 2018.

 

Infine due appuntamenti:

  • Mentre muoviamo i primi passi del cammino d’Avvento, vi invitiamo a fermarmi con noi e con Padre Arcivescovo il 4 dicembre presso la chiesa di San Giacomo alle ore 19.00. Incontremo gli operatori della Caritas diocesana, i volontari della Fondazione Antiusura “San Nicola e Santi Medici”, della Fondazione “Giovanni Paolo II” e della Fondazione “Opera Santi Medici Cosma e Damiano – Onlus”, per un momento di riflessione e commento sul Messaggio della Giornata, alla luce anche della traccia per l’anno pastorale 2018/2019. Naturalmente l’incontro è aperto a tutti.

 

  • Lunedì 31 dicembre a Matera si terrà la 51a Marcia della Pace organizzata da Pax Christi, Ufficio CEI per Giustizia e Pace, Caritas Italia, Azione Cattolica, e ovviamente, dalla Diocesi di Matera. Cerchiamo di organizzarci per tempo e di partecipare a livello diocesano a questo significativo momento.

 

Sentiamoci tutti debitori nei confronti dei poveri, perché tendendo reciprocamente le mani l’uno verso l’altro, si realizzi l’incontro salvifico che sostiene la fede, rende fattiva la carità e abilita la speranza a proseguire sicura nel cammino verso il Signore che viene. (Papa Francesco, II Giornata Mondiale dei Poveri)

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