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Commemorazione di Don Luigi Giussani. Riflessione introduttiva dell'Arcivescovo

Cattedrale di Bari, lunedi 22 febbraio 2021, Celebrazione Eucaristica per la Festa della Cattedra di San Pietro, Commemorazione di Don Luigi Giussani, 16° anniversario del suo Dies Natalis

Carissime sorelle e carissimi fratelli di Comunione e Liberazione,

 

mi spiace non poter essere tra voi, ma l’imprevisto del Covid 19 mi impedisce di partecipare alla celebrazione in cui desideravamo commemorare il 16mo anniversario della morte del servo di Dio, don Luigi Giussani, vostro padre e appassionato fondatore del movimento ecclesiale a cui appartenete.

 

Tra poco la Liturgia della Parola vi proporrà alcune immagini suggestive nelle quali ho intravisto in filigrana l’esperienza terrena del nostro caro don Luigi.

 

         Innanzitutto il dialogo tra Gesù e Pietro, in cui l’apostolo, apre uno squarcio di consapevolezza, nutrita dall’incontro con Cristo, che lo ha toccato dentro, mettendolo in discussione. Lui, uomo dalla testa dura e dalle certezze evidenti, sa guardare oltre la sua ottusità e, guidato dall’azione dello Spirito, riconosce in Gesù il figlio del Dio che vive; che cammina nella storia accanto ai suoi figli; che nutre di vita il susseguirsi dei giorni.

Avverto che, come per Pietro, anche nel cuore di don Luigi questo spazio profetico si sia aperto, intravedendo la potenza dirompente dell’incontro con Cristo che rimette sempre in gioco l’umano, accrescendolo di vita vera.

 

         Altra immagine che mi cattura e mi fa riflettere è quella del Buon Pastore offertaci dal salmo 22.

Nella vita non basta intuire, capire e comprendere c’è bisogno di un sano esercizio di responsabilità. È necessario gettare il cuore oltre lo steccato e prendersi cura, accompagnare quanti ci sono affidati, quanti incontriamo. Proprio come afferma la 1^ Pietro: “pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge”.

 

Uomo vero, credente toccato dalla grazia dell’incontro con Cristo, don Luigi ha saputo declinare una carità pastorale di grande respiro ecclesiale e culturale, in un tempo in cui le ideologie, il nichilismo si manifestavano minacciose per la Chiesa e la vita dell’uomo.

         Con voi elevo il mio ricordo al Signore per lui, invocando la sua intercessione per i vissuti feriti di questo tempo, bisognosi di un nuovo umanesimo cristiano.

         Nel ricordo orante vi abbraccio e vi benedico, camminiamo insieme e se potete, pregate per me.

 

 Giuseppe, Vescovo