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Dall'Ufficio Liturgico: aggiornamenti dalla Santa Sede e dalla CEI in merito alla vita liturgica ed alle celebrazioni dei sacramenti

Cari fratelli,

con la presente desidero richiamare sinteticamente alcune indicazioni ed aggiornamenti giunti in queste ultime settimane dalla Santa Sede e dalla CEI in merito alla vita liturgica ed alle celebrazioni dei sacramenti, al fine di camminare concordemente nella Chiesa.

Padre Arcivescovo consente di poter celebrare i matrimoni all’aperto, al fine di evitare assembramenti, onde garantire il previsto distanziamento sociale anti-Covid purché il rito si svolga sul sagrato o in prossimità della parrocchia, assicurando, in ogni caso, il rispetto ed il raccoglimento necessari alla celebrazione del rito. La stessa opportunità si offre per la celebrazione delle Prime Comunioni e delle Cresime. La Presidenza della CEI (Lettera ai vescovi del 23 Luglio 2020) comunica “la possibilità dei familiari di partecipare insieme alle celebrazioni, stando in uno stesso banco” e, al contempo, per le cresime suggerisce che “l’unzione può essere fatta usando un batuffolo di cotone o una salvietta per ogni cresimando”. La stessa modalità è suggerita per le unzioni battesimali e per il sacramento dell’Unzione degli infermi. Si ricorda che Padre Arcivescovo quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria, nei mesi di ottobre e novembre, ha concesso a tutti i parroci la facoltà di celebrare il sacramento della Confermazione nella propria parrocchia.

Resta, invece, in vigore la NOTA della CEP del 20 maggio 2020, secondo la quale “Non sarà possibile, nel rispetto della norma del distanziamento fra le persone attualmente vigente, organizzare processioni, trasferimento pubblico di immagini sacre, fiaccolate o momenti di preghiera che rischiano di creare assembramenti”.

Si riportano, infine, i numeri 118 e 121 dell’ultima Istruzione della Congregazione per il clero, La conversione pastorale della comunità parrocchiale al servizio della missione evangelizzatrice della Chiesa (29 giugno 2020), riguardanti il delicato tema delle offerte per la celebrazione dei sacramenti:

  • 118 Un tema connesso alla vita delle parrocchie e alla loro missione evangelizzatrice è quello dell’offerta data per la celebrazione della S. Messa, destinata al sacerdote celebrante, e deglialtri sacramenti, che spetta invece alla parrocchia. Si tratta di un’offerta che, per sua natura, deve essere un atto libero da parte dell’offerente, lasciato alla sua coscienza e al suo senso di responsabilità ecclesiale, non un “prezzo da pagare” o una “tassa da esigere”, come se si trattasse di una sorta di “imposta sui sacramenti”. Infatti, con l’offerta per la Santa Messa, «i fedeli contribuiscono al bene della Chiesa e partecipano della sua sollecitudine per il sostentamento dei ministri e delle opere».

 

  • 121 In ogni caso, «dall’offerta delle Messe deve essere assolutamente tenuta lontana anche l’apparenza di contrattazione o di commercio», tenuto conto che «è vivamente raccomandato ai sacerdoti di celebrare la Messa per le intenzioni dei fedeli, soprattutto dei più poveri, anche senza ricevere alcuna offerta». Tra gli strumenti che possono consentire il raggiungimento di tale fine, si può pensare alla raccolta delle offerte in modo anonimo, così che ciascuno si senta libero di donare ciò che può, o che ritiene giusto, senza sentirsi in dovere di corrispondere a un’attesa o a un prezzo.

 

La Vergine Odegitria ci protegga e guidi il nostro cammino.

Don Francesco Mancini

Direttore Ufficio Liturgico

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