
Dedicazione della nuova chiesa di San Giuseppe Moscati a Triggiano
Un'attesa lunga più di venticinque anni si compie sabato 5 settembre, alle ore 18.00, quando la comunità parrocchiale di San Giuseppe Moscati in San Lorenzo, a Triggiano, vedrà consacrata la propria nuova chiesa, durante una celebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo Giuseppe Satriano. Un momento che segna il compimento di un cammino iniziato negli anni Novanta, quando la crescita del quartiere San Lorenzo — sviluppatosi rapidamente dopo la costruzione dell'ospedale "Fallacara" — rese necessaria la nascita di una nuova comunità cristiana in quella parte della città.
Una comunità nata dal basso
La parrocchia fu eretta canonicamente il 25 giugno 1999 dall'allora Arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Mariano Magrassi, che accolse la richiesta del comitato di quartiere: oltre settecento firme raccolte per chiedere un terreno su cui costruire una chiesa e un oratorio. Fu l'inizio di un percorso segnato, come spesso accade, da sistemazioni provvisorie: le prime celebrazioni si tennero in un'aula della scuola media "Di Zonno", mentre le attività pastorali trovarono spazio nei locali dell'istituto "L. Addante".
Nel 2002 il Comune di Triggiano cedette alla parrocchia l'area nota come "Fondo Masino", circa cinquemila metri quadri destinati all'edificazione della chiesa definitiva. In attesa di quel traguardo, nel 2004 la comunità realizzò una dignitosa struttura in legno, benedetta il 1° novembre 2005 dall'allora Arcivescovo Francesco Cacucci: una "casa tra le case", come è stata definita, che per oltre vent'anni ha ospitato la vita liturgica e pastorale del quartiere, accompagnando l'avvicendarsi di più parroci, fino all'attuale guida di don Alessandro Manuele.
Il nuovo edificio
Il progetto della nuova chiesa, che sorge lungo viale Gramsci, si sviluppa attorno a due pareti curve che racchiudono l'aula liturgica, pensate fin dall'inizio come un "abbraccio accogliente" per l'assemblea dei fedeli. La facciata, rivestita in pietra locale, è scandita da un portico basso e da una torre campanaria leggermente distaccata dal corpo principale, che si eleva come segnale riconoscibile lungo la strada. Un rosone sopra il portale d'ingresso convoglia la luce naturale nell'aula, il cui impianto è organizzato attorno ai due fuochi liturgici dell'altare e dell'ambone. A destra dell'ingresso trova posto la cappella feriale, con la custodia eucaristica e lo spazio per la riconciliazione; il fonte battesimale è collocato in un ambiente esposto a sud, illuminato da un'ampia vetrata. Accanto alla chiesa, un edificio più basso e lineare ospiterà gli spazi per le attività pastorali e la casa canonica.
Chi era San Giuseppe Moscati
La nuova chiesa conserva la titolazione a San Giuseppe Moscati, il medico napoletano vissuto tra il 1880 e il 1927, ricordato per aver curato gratuitamente i malati più poveri e per aver saputo unire rigore scientifico e profonda vita di fede. Canonizzato nel 1987 da Giovanni Paolo II, è venerato come modello di carità vissuta nella professione medica, ed è patrono di numerose associazioni di medici e operatori sanitari. La sua memoria liturgica, il 16 novembre, resta uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità di Triggiano.
Un giorno di festa per tutto il quartiere
Con la consacrazione, la comunità parrocchiale lascia dopo oltre vent'anni la struttura provvisoria in legno per una casa stabile, frutto della tenacia di generazioni di fedeli, del sostegno dei parroci che si sono succeduti e dell'accompagnamento dei pastori dell'Arcidiocesi. Un traguardo che la comunità si prepara a vivere non solo come inaugurazione di un edificio, ma come segno tangibile di una fede che, prima ancora che nelle pietre, è cresciuta nelle persone.
