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Psallite! Rivista gratuita di musica liturgica

E' online il numero 6 - settembre 2018 della rivista gratuita di musica liturgica Psallite!

Il tema di questo numero ha per titolo: Cantare il Matrimonio.

Tema attuale da nord a sud dell’Italia e non solo; che ha bisogno di un "tagliando di controllo".

La celebrazione del matrimonio ha bisogno di un ripensamento, perché ormai è presente una deriva pastorale, liturgica, celebrativa, musicale. I vari articoli aiutano a riflettere su varie situazioni non più rinviabili, come:


- La fede cristiana degli sposi
- La preparazione nei vari corsi per fidanzati
- La gestione del rito
- La scelta delle musiche e la presenza dei musicisti
- L’assemblea, tante volte di curiosi o distratti
- Gli addobbi floreali e l’apparato fotografico

In questo numero si parla del rito e della sua comprensione, dell’uso degli strumenti musicali e la buona scelta dei canti, le varie figure degli animatori musicali e il canto dell’assemblea. Come sempre qualche buon esempio di celebrazione. Completano la rivista un buon corredo di canti adatti e un brano organistico inedito.

Le note problematiche attuali legate all'animazione del rito del Matrimonio, hanno fatto sì che i diversi estensori degli articoli hanno volutamente tutti sottolineato più volte le leggerezze e gli irrigidimenti degli sposi che inconsapevolmente (o consapevolmente?) pretendono di modellare la celebrazione a proprio piacimento, "arricchendola" o depauperandola come fosse un rito unicamente mondano, una sorta di cerimonia laica con un protocollo predeterminato da mode del tempo. Da qui derivano gli ormai  consueti matrimoni addizionati di colonna sonora tratta dal film patinato che tanto è piaciuto agli sposi o con repertorio gospel o canzonettistico sanremese annullando tutto ciò che invece è essenziale ed importante. Per questo motivo ogni articolo - che analizza un aspetto particolare della celebrazione nuziale - ha la sua validità anche se premesse, concetti e riflessioni possono risultare già illustrati e presentati. Mai come in questo caso la locuzione latina  repetita iuvant è necessaria e indispensabile per aiutare a rompere clichés e penetrare in modo consapevole nel sacramento: il pensiero effimero di rendere la celebrazione nuziale il "matrimonio dell'anno" seppellisce e fa passare in secondo piano l'essenza e la vera realtà celebrativa.

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