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Rimanere in Cristo, per ritrovarsi come fratelli

Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani 2021

La Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani (SPUC) si colloca quest’anno, come ogni altra iniziativa, in un contesto del tutto nuovo. Piuttosto che chiedersi, in queste condizioni, cosa sia possibile fare o non fare, pare anzitutto spiritualmente necessario domandarsi come il Signore voglia guidare la Sua unica Chiesa sulla strada dell’unità, profezia di un mondo riconciliato, all’interno della storia travagliata dell’umanità. In tempi come questi è fecondo prendere ancora una volta consapevolezza che non siamo noi, con le nostre organizzazioni, i fautori dell’unità; attraverso le nostre attività, noi ci rendiamo semplicemente disponibili all’azione di Dio.

La SPUC diviene allora uno spazio di possibilità dato a Dio per poter costruire la sua Chiesa unita e il tema proposto è quella Parola che Egli rivolge congiuntamente ai cristiani di diverse confessioni, affinché cresca la comunione nell’ascolto comune e nella condivisione dei diversi riflessi che quell’unica Parola è in grado di far risplendere attraverso la varietà dei doni spirituali che ciascun battezzato porta con sé, in virtù dello Spirito che ha ricevuto e della comunità cristiana che lo ha educato.

È stata la Comunità monastica di Grandchamp, una comunità ecumenica femminile sorta in Svizzera all’incirca nel 1940, a scegliere la pagina biblica di riferimento per quest’anno. L’importanza storica di questa comunità è data non solo dall’essere costituita da sorelle provenienti da diverse confessioni cristiane, ma soprattutto dal rappresentare il risveglio del monachesimo femminile all’interno del mondo della Riforma.

La storia di questa comunità, inoltre, è intimamente legata alla SPUC in quanto essa, sin dai suoi inizi, si è relazionata con l’abate Paul Couturier, ideatore dell’odierno carisma della preghiera ecumenica e primo maestro dell’ecumenismo spirituale, nonché compositore della più diffusa preghiera per l’unità dei cristiani. Le sorelle monache di Grandchamp, quindi, con la loro testimonianza di vita ci invitano a ritornare al cuore del movimento ecumenico. Come afferma anche il Concilio Vaticano II: la “conversione del cuore”, la “santità di vita” e “la preghiera per l’unità” si devono ritenere come l’anima di tutto il movimento ecumenico (cfr. Unitatis Redintegratio, 8). Anche il recente Vademecum ecumenico (“Il vescovo e l’unità dei cristiani”, 2020) ribadisce la dimensione fontale dell’ecumenismo spirituale (cfr. nn. 16-24) e sprona affermando: «Poiché condividiamo una reale comunione come fratelli e sorelle in Cristo, noi cattolici non solo possiamo, ma dobbiamo cercare occasioni per pregare con altri cristiani» (n. 17).

Se l’anima del movimento ecumenico è l’ecumenismo spirituale, il cuore dell’ecumenismo spirituale è la continua conversione a Cristo. Ecco che, dunque, la comunità di Grandchamp ci invita a riascoltare insieme le parole che Gesù rivolse durante l’ultima cena ai suoi discepoli, utilizzando l’immagine della vite e dei tralci: Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto (cfr. Gv 15,5-9). Poiché la piena comunione si realizza compiutamente solo in Cristo, come singoli cristiani e come Chiese siamo invitati a compiere il nostro cammino verso di Lui, per ritrovarci, in Lui, tra di noi.

Questo concetto fu espresso già da Doroteo di Gaza, monaco palestinese del VI secolo, attraverso una immagine: «Immaginate un cerchio. Immaginate che il cerchio sia il mondo, il centro sia Dio e i raggi siano le diverse strade che le persone percorrono. Quando i santi, desiderando avvicinarsi a Dio, camminano verso il centro del cerchio, nella misura in cui penetrano al suo interno, si avvicinano l’un l’altro e più si avvicinano l’uno all’altro più si avvicinano a Dio». Questo principio spirituale è stato assunto dal movimento ecumenico nella Terzo Conferenza mondiale del Consiglio Ecumenico delle Chiese a Lund, in Svezia, nel 1952, dopo aver constatato gli scarsi risultati del solo metodo comparativistico, ossia il confronto tra le fedi delle diverse confessioni. Ciascuna confessione cristiana si deve continuamente ricentrare sul mistero di Cristo, poiché «più cerchiamo di avvicinarci a Cristo più ci avviciniamo tra di noi» (Lund, 1952).

Se pensiamo che il tema di quest’anno è stato scelto prima del diffondersi della pandemia, riusciamo a coglierne anche le dimensioni provvidenziali e profetiche. In un momento storico in cui tutto è sembrato vacillare e si è rimasti a contatto, soprattutto nei mesi di lockdown, con la semplice realtà di se stessi, con le proprie paure e fragilità, o con il vuoto tra le mani, perché “tutto passa in questo mondo”, Gesù ci invita a rimanere saldi in Lui, unica vite che non può essere sradicata. Le nostre vite di cristiani appartenenti a diverse comunità sono state egualmente scosse e tutti ci siamo affidati a Gesù, nostra unica speranza, e, nella condivisione di questa esperienza, abbiamo la possibilità di ritrovare la nostra comune fede.

Inoltre, quest’anno non sarà possibile vivere l’incontro tra le diverse comunità cristiane presenti sul territorio, ad eccezione della celebrazione comune in Basilica di S. Nicola, per motivi di spazio e rischi di assembramento. Saranno le singole comunità cristiane a radunarsi insieme per pregare per l’unità. Il limite del non potersi incontrare, tuttavia, può divenire un’opportunità feconda per comprendere che il movimento ecumenico non si alimenta solo di incontri riservati ad alcuni, ma che l’unità si costruisce anzitutto attraverso la preghiera di ciascuno e la propria conversione a Cristo e, in Lui, ai fratelli.

 

Programma

 

- 17 gennaio Incontro diocesano di preghiera ecumenica

"Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto".

Basilica San Nicola – ore 18.00 (possibilità di partecipare in presenza)

: Ecumenismo e Dialogo Interreligioso Arcidiocesi Bari-Bitonto

: Basilica Pontificia di San Nicola - Bari

 

- 18 gennaio "Chiamati da Dio". Basilica Santi Medici – Bitonto

(don Vito Piccinonna; p. Vyachyslav) online, ore 19.00

: Ecumenismo e Dialogo Interreligioso Arcidiocesi Bari-Bitonto

: Parrocchia-Santuario Santi Medici Bitonto – Basilica Pontificia

: www.santimedici.org

 

- 19 gennaio

Tavola rotonda interconfessionale: Maturare interiormente. L’importanza della vita spirituale oggi. (past. Valerio Bernardi, p. Stefan Catalin, p. Ciro Puzzovio sj) ore 19.00

      Piattaforma Zoom: ID: 94479093733   PW: 9rkbYk

            https://zoom.us/j/94479093733?pwd=czZaZHBuZ1JoK0Y4L0MvRFRNc291UT09

: Ecumenismo e Dialogo Interreligioso Arcidiocesi Bari-Bitonto

: “Consiglio delle chiese evangeliche Bari”

 

- 20 gennaio "Formare un solo corpo". Parrocchia Immacolata Adelfia. (don S. De Pascale; dottore Fabio Seclì) online, ore 19.00

: Ecumenismo e Dialogo Interreligioso Arcidiocesi Bari-Bitonto

: “Parrocchia Immacolata Adelfia”

 

- 21 gennaio "Pregare insieme". Parrocchia san Marcello – Bari

  (don Andrea Favale; past. Giovanni Caito) online, ore 19.00

: Ecumenismo e Dialogo Interreligioso Arcidiocesi Bari-Bitonto

: “Parrocchia San Marcello Bari”

 

- 21 gennaio, ore 17.30: La comunità ortodossa romena e la comunità della Parrocchia di Maria S.ma del Rosario si incontrano per pregare il Vespro Bizantino.

Presso la Chiesa romeno-ortodossa della S.ma Trinità, P.za Garibaldi, 60 - Bari

Possibilità di partecipare in presenza

 

- 22 gennaio "Lasciarsi trasformare dalla Parola". Chiesa di Cristo Bari (past. Valerio Bernardi; don Angelo Cassano) online, ore 19.00

: Ecumenismo e Dialogo Interreligioso Arcidiocesi Bari-Bitonto

: “Consiglio delle chiese evangeliche Bari”

 

- 23 gennaio "Accogliere gli altri".  Chiesa Avventista – Bari  (past. José L. E. Nunez B.; don Biagio Lavarra) online, ore 19.00

: Ecumenismo e Dialogo Interreligioso Arcidiocesi Bari-Bitonto

 

don Alfredo Gabrielli

Direttore diocesano Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso