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Video dell’Incontro Diocesano dei Ministri Straordinari della Comunione. Sintesi della Relazione

Lo scorso sabato 28 gennaio 2017, si è tenuto a Bari, presso l’Aula Magna del Politecnico, la Giornata di formazione permanente dei Ministri Straordinari della Santa Comunione in preparazione alla celebrazione della XXV Giornata mondiale del malato.

La Riflessione è stata affidata al prof. Arnaldo Pangrazzi, docente del “Camillianum” di Roma: sul tema “Mappe per consolare gli afflitti”.

Caratteristica fondamentale della missione del Ministro Straordinario della Comunione è quella di vedere Gesù in chi soffre e essere Gesù per chi soffre.

Vedere Gesù in chi soffre: Gli ammalati ci danno, molto spesso una lezione di “fede”, una lezione del senso della vita, una lezione della realtà della vita. Loro ammalati, sofferenti, addirittura spesso alla fine della loro vita, prossimi a morire ci chiedono di Gesù. È in questo senso che noi vediamo Gesù nell’ammalato. La presenza di Gesù in chi soffre. Per loro Gesù rappresenta l’unica salvezza. Quindi abbiamo faccia a faccia l’ammalato e Gesù.

Non è vero, infatti, che spesso il Ministro afferma: «Pensavo di essere io a portare, a dare qualcosa all’ammalato, Invece molte volte sono io a ricevere qualcosa dall’ammalato»?

L’altra caratteristica della missione, continua il prof. Pangrazzi, è essere Gesù per chi soffre. Andando in casa di un ammalato o di un anziano, incarniamo la presenza del Signore che ancora oggi passa, visita, guarisce, consola….

Ma Il Ministro della Comunione deve avere altre caratteristiche:

- Una competenza emotiva e una competenza spirituale;

- Deve interpretare un ruolo simbolico in quanto deve rappresentare Dio, la comunità ed essere portatore di valori spirituali;

- Deve avere il ruolo di consolatore, il ruolo di ascoltatore, il ruolo di mediatore, il ruolo di

educatore (catechesi, evangelizzazione), il ruolo di animatore, il ruolo di guida spirituale, e ruolo sacramentale (in quanto portatore di Gesù eucaristico).

Deve anche evitare alcuni atteggiamenti:

- non è suo compito rassicurare, proporre soluzioni frettolose o dare facili consigli;

- non deve giudicare i sentimenti;

- non deve generalizzare;

- non deve minimizzare.

Il Ministro ha il dovere di porsi alcune domande fondamentali

- cosa posso fare per l’ammalato?

- che cosa posso comunicare all’ammalato?

- cosa posso essere per l’ammalato?

- cosa posso imparare dall’ammalato?

 

La Relazione del prof. Pangrazzi può essere visionata cliccando sui link qui sotto

Prima Parte (Preghiera, saluti e Relazione)

Seconda Parte (Interventi e Comunicazioni)

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