Arcivescovo

S.E. Giuseppe

Satriano

IN AGENDA

XXVI Giornata Mondiale della Vita Consacrata

Carissimi/e Superiori/e delle Comunità di vita consacrata presenti nell'Arcidiocesi di Bari-Bitonto,

la bellezza della "tenerissima carne" di Gesù Cristo continui a riempire di stupore e di attenzione la nostra vita di consacrati e il servizio ecclesiale a cui siamo stati chiamati.

La ragione della comunicazione è motivata da alcune informazioni urgenti, condivise e sollecitate dal nostro Arcivescovo, S.E. Mons. Giuseppe Satriano:

 

  • Domenica 30 gennaio p.v., in tutte le parrocchie dell'Arcidiocesi, si annunci la celebrazione della. XXVI Giornata Mondiale della Vita Consacrata. Tale annuncio venga fatto con un breve messaggio dell'Arcivescovo e, nel limite del possibile, con la testimonianza di una consacrata/o;

 

  • Il 2 febbraio p.v., alle ore 18.00, nella Cattedrale di Bari, ci sarà la concelebrazione eucaristica, presieduta da S.E. Mons. Giuseppe Satriano. Si invitano a partecipare i PP. Provinciali, i presbiteri, in particolare i religiosi sacerdoti della diocesi, tutti i consacrati e il popolo di Dio. Tutti, con spirito di sinodalità, siamo invitali a prendere parte a questo rendimento di grazie favorendo la partecipazione, l'animazione gioiosa della celebrazione e la valorizzazione della dimensione multietnica delle nostre comunità (si preparino canti animati da gruppi culturali diversi, si organizzi la processione offertoriale, si presenti dopo la comunione una esperienza significativa di un Istituto presente in Diocesi, si faccia memoria dei 25° e 50° delle professioni e ordinazioni sacerdotali (si prega di inoltrare, entro il 30 gennaio, a luigi.gaetani@libero.it o daisy562011@gmail.com - Sr. Margherita Martellini - nome e cognome del religioso/a interessata, l'istituto di appartenenza e la città in cui vive);

 

  • Il 5 febbraio p.v., l'Arcivescovo incontra tutti i Superiori/e locali, dalle 9.30 alle 12.00, presso la cappella del Seminario Arcivescovile di Bari (via Alcide De Gasperi 274/A - Bari), per avviare il dialogo sul rapporto tra Sinodo e Vita consacrata nella nostra Chiesa particolare;

 

  • Il 12 febbraio p.v., l'Arcivescovo incontrerà, dalle 9.30 alle 11.00, presso il Seminario Arcivescovile di Bari (via Alcide De Gasperi 274/A - Bari), i Consigli degli Istituti secolari presenti nell'Arcidiocesi di Bari-Bitonto per avviare il dialogo sinodale.

 

Fraternamente in Cristo

P. Luigi Gaetani, Vicario Episcopale per la Vita Consacrata

 

 

Messaggio dell'Arcivescovo per la Giornata Mondiale della Vita Consacrata

 

Carissimi, camminare insieme è metafora dell'esistenza umana. Tutti siamo in viaggio, dentro una carovana umana o in un santo pellegrinaggio. Cammino è la vita, dalla nascita alla morte. Cammino è l'esperienza della comunità credente che continua a cercare Cristo come se non lo avesse ancora trovato (S. Agostino); d'altra parte, Cristo Signore assolve al suo ministero peregrinando, accompagnato dai suoi e dalle folle che ne aspettano i gesti e le parole di vita.

Richiamo l'esistenza come viaggio faticoso e benedetto, perché lo stile sinodale di cui parliamo non è una moda ma una condizione dell'esistere e, per noi cattolici, è lo stile della Chiesa trasformata dal popolo; ricordo tutto questo mentre ci accingiamo a celebrare la festa liturgica della Presentazione di Gesù al tempio, un fatto familiare vissuto in una carovana umana, e la XXVI Giornata Mondiale della Vita Consacrata (2 febbraio p.v.).

La Chiesa cammina in modo sinodale quando si lascia trasformare dalla Parola che la ispira e dal popolo che la anima. Quanto ci siamo allontanati da uno stile che avrebbe dovuto contrassegnare la comunità ecclesiale! Purtroppo ha prevalso uno stile di diseguaglianza e di disgiunzione, smarrendo la consapevolezza d'essere tutti popolo di Dio in cammino. Da qui la perdita dell'esercizio comune del sensus fidei (cfr. LG 12) e della comune dignità profetica regale sacerdotale.

Carissimi, la sinodalità ha un prezzo che passa attraverso un ripensamento del potere, della sacralità e della profezia (cfr. LG 10-11). In questo percorso, forse, la vita consacrata potrà aiutare a cambiare il modello di Chiesa e avviare un autentico stile sinodale, quello del riconoscersi fratelli e sorelle, segnati alla pari dalla grazia battesimale-crismale che ci rende idonei a cibarci del corpo e sangue di Cristo ed essere cristiani. Le nostre comunità sono ben lontane da questa consapevolezza, perché una chiesa trasformata dal popolo, corresponsabile richiede impegno, discernimento, acquisizione e riconoscimento di competenza. E queste cose costano fatica.

Una Chiesa locale come pure le comunità che la abitano, comprese quelle dei consacrati/e, non possono accontentarsi di difendere una pastorale di sopravvivenza, deve turbarci il congedo dalla fede di tanti adolescenti e adulti, occorre interrogarsi sulla propria fede e sulle modalità di confessarla e annunciarla; occorre essere più incisivamente profeti, capaci di stare, nella fatica del discernimento e del confronto, dentro un progetto ecclesiale conforme al proprio carisma, visto che la Chiesa non esiste per se stessa, ma per essere sacramento, ossia segno e strumento dell'incontro con Dio e dell'unità di tutto il genere umano (cfr. LG 1).

Uno stile sinodale è dunque quello che a tutto antepone il reciproco riconoscimento, animato dalla fatica della consapevolezza dei doni a ciascuno elargiti dallo Spirito per l'utilità comune. Nessuno è inutile nella Chiesa locale, come nelle comunità che la costituiscono. Nessuno è inutile in una comunità religiosa ma tutti e tutte sono egualmente segnati dallo Spirito, pur nella straordinaria diversità dei doni a ciascuno/a elargiti.

Carissimi, sinodalità è sapersi in cammino insieme, maturando una fraternità e una sororità che hanno sapore di famiglia, che rimandano alla migliore famiglia: la Trinità. Fratelli e sorelle, nel segno della libertà e della creatività, del dialogo e del servizio, capaci di abitare la storia umana attestando le sfide e i valori del Regno di Dio, viviamo la sinodalità in una prospettiva di conciliarità. E' di questo, infatti, che il sinodo può prendere coscienza.

Carissimi, preghiamo per tutti i consacrati e le consacrate della nostra Chiesa di Bari-Bitonto, siano pietre vive di una Chiesa chiamata oggi dallo Spirito Santo a trasformare sé stessa per essere sempre più chiesa di ascolto, comunione e missione.

 

  Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto

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