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«Contro la secolarizzazione serve una fede integrale»

"Oggi la fede, vissuta a partire dell'intimo di se stessi, in un mondo secolarizzato, è la forza ecumenica più forte che ci ricongiunge, guidandoci verso l'unità dell'unico Signore".

Così Benedetto XVI si è rivolto oggi ai vertici della Chiesa evangelica tedesca durante l'incontro avvenuto nell'ex convento degli Agostiniani, a Erfurt, dove si formò Martin Lutero. Nel contesto del mondo secolarizzato, ha detto il Papa, "l'assenza di Dio nella nostra società si fa più pesante, la storia della sua rivelazione, di cui ci parla la Scrittura, sembra collocata in un passato che si allontana sempre di più". "Occorre forse cedere alla pressione della secolarizzazione, diventare moderni mediante un annacquamento della fede?", ha proseguito, aggiungendo che "naturalmente, la fede deve essere ripensata e soprattutto rivissuta oggi in modo nuovo per diventare una cosa che appartiene al presente". "Ma non è l'annacquamento della fede che aiuta - ha osservato -, bensì solo il viverla interamente nel nostro oggi". Per quanto riguarda poi la situazione del dialogo tra le diverse confessioni cristiane, il Pontefice ha spiegato che "la cosa più necessaria per l'ecumenismo è innanzitutto che, sotto la pressione della secolarizzazione, non perdiamo quasi inavvertitamente le grandi cose che abbiamo in comune, che di per sé ci rendono cristiani e che ci sono restate come dono e compito". "È stato l'errore dell'età confessionale - ha sottolineato - aver visto per lo più soltanto ciò che separa, e non aver percepito in modo esistenziale ciò che abbiamo in comune nelle grandi direttive della Sacra Scrittura e nelle professioni di fede del cristianesimo antico".

L'ARRIVO A ERFURT
Su un apparecchio dell'aeronautica militare tedesca partito da Berlino, Benedetto XVI è giunto a Erfurt, la città dove visse Martin Lutero. All'arrivo è stato accolto dal ministro presidente della Turingia, Christine Lieberknecht, e dal vescovo di Erfurt, monsignor Joachim Wanke. Nel chiostro della Cattedrale, che raggiungerà in auto dall'aeroporto, saluterà invece 15 professori di Teologia dell'Università di Erfurt e firmerà i Libri d'Oro della Turingia e della Città di Erfurt alla presenza del presidente e del sindaco. La tappa successiva, a fine mattinata, sarà l'antico Convento degli Agostiniani dove Lutero maturò la ribellione che lo portò allo scisma.

L'INCONTRO CON I RAPPRESENTANTI DELLA COMUNITA' ISLAMICA
Secondo Benedetto XVI "è possibile una collaborazione feconda tra cristiani e musulmani", che "in quanto uomini religiosi", "a partire dalle rispettive convinzioni" possono dare "una testimonianza importante in molti settori cruciali della vita sociale". "Penso, ad esempio - ha detto il Papa nella seconda giornata della sua visita in Germania - incontrando questa mattina i rappresentanti delle comunità musulmane a Berlino - alla tutela della famiglia fondata sul matrimonio, al rispetto della vita in ogni fase del suo naturale decorso o alla promozione di una più ampia giustizia sociale".

Sottolineando il rispetto e la fiducia esistenti tra la Chiesa cattolica e le comunità musulmane in Germania, il Pontefice ha posto l'accento sul fatto che "il rispetto reciproco cresce solo sulla base dell'intesa su alcuni valori inalienabili, propri della natura umana, soprattutto l'inviolabile dignità di ogni persona".

Quindi, rilevando la validità della Costituzione tedesca, redatta più di 60 anni fa, per quanto riguarda la convivenza tra religioni diverse in un contesto globalizzato, il Papa ha spiegato che "la ragione di ciò si trova nel fatto che i padri della legge fondamentale ebbero la piena consapevolezza di dover cercare un solido terreno nel quale tutti i cittadini potessero riconoscersi". Nel fare ciò "essi non prescindevano dalla propria appartenenza religiosa; per molti di loro, anzi, la visione cristiana dell'uomo era la vera forza ispiratrice".

"Tuttavia - ha concluso Benedetto XVI - sapevano di doversi confrontare con uomini con una base confessionale diversa o addirittura non religiosa: il terreno comune fu trovato nel riconoscimento di alcuni diritti inalienabili, che sono propri della natura umana e che precedono ogni formulazione positiva".

Il Papa ha poi sottolineato l'importanza della Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo che lui ha convocato per il prossimo 27 ottobre ad Assisi "a 25 anni dallo storico incontro guidato dal mio predecessore, il beato Giovanni Paolo II". "Con tale raduno - ha osservato il Papa - vogliamo mostrare, con semplicità, che da uomini religiosi noi offriamo il nostro particolare contributo per la costruzione di un mondo migliore, riconoscendo al tempo stesso la necessità, per l'efficacia della nostra azione, di crescere nel dialogo e nella stima reciproca".

© Avvenire, 23 settembre 2011

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