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«Divisioni tra cristiani: colpa grave della Chiesa»

La Chiesa "è sempre bisognosa di purificazione", e "una delle colpe più gravi che deturpano il volto della Chiesa è quella contro la sua unità visibile, in particolare le storiche divisioni che hanno separato i cristiani e che non sono state ancora del tutto superate"

È quanto ha affermato ieri Benedetto XVI, all'Angelus in Piazza San Pietro, ricordando che "proprio in questi giorni, dal 18 al 25 gennaio, si svolge l'annuale Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, un momento sempre gradito ai credenti e alle comunità - ha detto -, che risveglia in tutti il desiderio e l'impegno spirituale per la piena comunione".

In tal senso, il Papa ha definito "molto significativa" la veglia da lui celebrata circa un mese fa, "in questa Piazza, con migliaia di giovani di tutta Europa e con la comunità ecumenica di Taizè: un momento di grazia in cui abbiamo sperimentato la bellezza di formare una cosa sola in Cristo".

"Incoraggio tutti a pregare insieme - ha proseguito - affinchè possiamo realizzare 'Quello che esige il Signore da noì, come dice quest'anno il tema della Settimana; un tema proposto da alcune comunità cristiane dell'India, che invitano a camminare con decisione verso l'unità visibile tra tutti i cristiani e a superare, come fratelli in Cristo, ogni tipo di ingiusta discriminazione".

Il Pontefice ha anche ricordato che venerdì prossimo, al termine di queste giornate di preghiera, presiederà i Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le mura, alla presenza dei rappresentanti delle altre Chiese e comunità ecclesiali.

Il Papa ha fatto anche sentire la sua voce perché nel mondo "cessino le stragi di civili inermi" e perchè, attraverso la via del negoziato, "abbia fine ogni violenza".  L'appello di Benedetto XVI, pronunciato all'Angelus, non ha fatto riferimento particolare ed esplicito a nessuno dei conflitti in corso, ma non è difficile vedere nelle accorate parole del Pontefice l'angoscia crescente per la sanguinosa guerra civile in Siria, come pure per le nuove aree di scontro in Africa - vedi l'intervento francese in Mali - o anche per la recente strage di ostaggi nel blitz in Algeria. Il Papa, parlando ai fedeli in una Piazza San Pietro bagnata dalla pioggia, è tornato "ancora una volta" a pregare "per la pace", perché - ha affermato - "nei diversi conflitti purtroppo in atto, cessino le stragi di civili inermi, abbia fine ogni violenza, e si trovi il coraggio del dialogo e del negoziato".

© Avvenire, 21 gennaio 2013

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