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Abitanti Digitali. Educare alla consapevolezza del tempo e dello spazio in Rete

Intervento del Prof. Ruggero Eugeni, Docente di Semiotica dei media, Università Cattolica di Milano. Macerata, 19 maggio 2011

Macerata_foto.jpgPremessa

La sfida educativa investe l’esperienza del web in vari modi: alcune attività si svolgono necessariamente all’interno del web, altre tendono a spostare la presenza dei soggetti al di fuori del web. In questo intervento sosterrò che educare alla consapevolezza spaziale e temporale richiede una “incarnazione” nel web di istanze che non necessariamente né automaticamente nascono al suo interno. Sosterrò in particolare che l’esperienza del web è prioritariamente relazionale e concentrata sul qui e ora della situazione presente. Tuttavia una relazione pienamente umana richiede la costituzione di un orizzonte e di una cornice più ampi che permettano di contestualizzare lo spazio – tempo relazionali; tale orizzonte deriva dalla costruzione di uno spazio - tempo esteso, che permetta di dare un senso pieno allo svolgimento della relazione immediata. La possibilità di costruire spazi, occasioni, competenze per la costituzione di un simile spazio tempo esteso rappresenta a mio avviso una sfida educativa essenziale: essa,. come accennavo, non nasce o per lo meno non nasce automaticamente dalle pratiche comunicative e relazionali del web; tuttavia la costruzione dello spazio – tempo esteso non si colloca altrove rispetto all’esperienza relazionale , ma la attraversa e si incarna in essa. Sottolineerò in particolare il ruolo essenziale in questa direzione della valorizzazione del racconto e delle forme narrative complesse, e del montaggio intermediale di materiali web.

Qualche dato di contesto: la priorità degli usi relazionali del web

I dati Istat più recenti relativi all’accesso a Internet [Istat, Cittadini e nuove tecnologie anno 2010, indagine multiscopo condotta su 19.000 famiglie (48000 individui), 23 dicembre 2010, reperibile in rete http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/nuovetec/20101223_00/] segnalano che nel 2010 gli incrementi più rilevanti nell’uso del web hanno riguardato gli usi relazionali del web, che hanno coinvolto soprattutto : se il 52,4 delle famiglie italiane e il 48, 9 degli individui dai 6 anni in sù ha accesso a Internet, ma le punte massime (dal 73 al 90 %) si colloca tra gli 11 e il 24 anni, con il picco nella fascia 15-19 anni. Inoltre gli sviluppi più sensibili hanno riguardato alcuni usi articolari del web: i social networks, le varie forme di messaging, le videochiamate (mentre altre forme come la lettura di giornali ondine o il dowload di giochi sono in leggero calo). I darti analitici rivelano che in tutti questi tipi di uso risultano dominanti le fasce di hard users del Web, in particolar le fasce tra i 15 e i 24 anni. L’uso di mail è ancora dominante, ma non cresce molto in quanto spesso la mail sembra essere percepita come vecchia e sostituita con gli scambi attraverso servizi di messaging e i servizi mail integrati ai social networks.. Commentano gli estensori del rapporto: Rispetto al 2009 tra gli utenti di Internet aumenta il ricorso ai sistemi di comunicazione in tempo reale:aumentano le telefonate via Internet, le videochiamate e l’inserimento dei messaggi in chat, blog newsgroup o forum di discussione online. […]Risulta in calo, invece, la quota di utenti che scarica software (con una diminuzione di 5 punti percentuali), usa servizi relativi a viaggi e soggiorni, legge o scarica giornali news, riviste, ricerca online informazioni su attività di istruzione o corsi, ricerca informazioni su merci o servizi, consulta Internet per apprendere, sottoscrive abbonamenti per ricevere regolarmente delle news (tutti con una diminuzione che non supera i 3 punti percentuali).

Se, invece, si analizzano le attività svolte su Internet sul totale della popolazione di 6 anni e più, non solo le attività di comunicazione ma anche tutte le altre attività mostrano una crescita rispetto al 2009 Ciò significa che la crescita degli utenti di Internet potrebbe essere dovuta essenzialmente a persone che usano la rete per attività di comunicazione [Istat, op. cit., p. 15, sott. mia].

Non c’è dubbio che l’ambiente web sia multitasking e offra molteplici possibilità e affordances. Tuttavia risulta evidente che i diversi ambienti web siano diventati tutti ambienti di relazione e che l’esperienza web costituisca oggi essenzialmente una esperienza di relazione. L’evidenza ci mostra come molti siti e servizi (da Youtube a Skype) hanno adottato negli ultimi mesi un format da social network. Varie ricerche, compresa quella diretta dalla prof. Chiara Giaccardi in relazione ai due convegni CEI, confermano d’altra parte l’assoluta rilevanza degli usi relazionali da parte degli utenti del web, soprattutto quelli più giovani [Chiara Giaccardi (a cura di), Abitanti della rete, Vita e Pensiero, Milano 2010].

L’importanza degli aspetti relazionali costituisce il punto di partenza delle mie considerazioni.

Lo spazio – tempo relazionale come esperienza situata

L’esperienza del web è dunque una esperienza prioritariamente relazionale. Ne derivano alcuni aspetti salienti di tale esperienza: ne evidenzio tre.

  • In primo luogo l’esperienza relazionale è situata, concentrata sul qui e sull’ora, legata all’emergere di una “coscienza nucleare” [Antonio Damasio, Emozione e coscienza, Adelphi, Milano 2000]. Si tratta di una esperienza attenta a monitorare lo svolgimento contingente di quanto avviene, a misurare la significatività di quanto avviene per il sé, a scorgere tatticamente i punti e i toni più adatti per un intervento personale.
  • In secondo luogo si tratta di una esperienza articolata da forme narrative deboli, da microsequenze ricorsive e da frammenti discorsivi che non possono organizzarsi in racconti di portata ampia o in discorsi completi.
  • In terzo luogo si tratta di una esperienza che richiama e costituisce un sé che espone costantemente (per quanto in forme e gradi differenti) la propria intimità, e dunque un sé che si costituisce attracv4rso una “estimità” – un sé esposto e spettacolarizzato nelle varie forme di presentazioni, avatar, ruoli di gioco, ecc. -.

     

Parlo in questo senso dell’esperienza d uno spazio – tempo relazionale immediato. Non intendo sostenere (come vedremo meglio) che questa esperienza sia automaticamente e necessariamente collegata alle tecnologie e ai linguaggi del web: ma si tratta sena dubbio del livello primo dell’esperienza del web.

La sfida educativa: verso la costruzione di uno spazio – tempo allargato

In un libro recente che ha sollevato un ampio dibattito, la filosofa americana Marta Nussbaum sostiene: «Siamo alla ricerca di beni che ci proteggono, ci piacciono e ci danno agio. Ma sembra che ci stiamo dimenticando dell’anima. [Con questa parola intendo] le capacità di pensiero e immaginazione che ci rendono umani, e che fanno delle nostre relazioni qualcosa di umanamente ricco, non relazioni di semplice uso e manipolazione. Quando ci troviamo in società, se non abbiamo imparato a vedere noi stessi e gli altri in questo modo, a immaginare le reciproche capacità di pensiero e di emozione, la democrazia è destinata a cadere, perché è costruita sul rispetto e la cura, e questi a loro volta sono costruiti sulla capacitò di vedere le altre persone come esseri umani, e non come oggetti..» [Marta Nussbaum, Non per profitto, Bologna. Il Mulino, 2010, sott. mia].

Se spostiamo le considerazioni della Nussbaum al tema di cui ci stiamo occupando, ci accorgiamo che l’appello della filosofa americana a non dimettere un impegno educativo di stampo umanistico, riguarda da vicino anche il web e i soggetti che ne abitano spazi e tempi.

A mio avviso la sfida educativa si configura oggi come impegno a dotare i soggetti (soprattutto i più giovani) della capacità di contestualizzare lo spazio tempo relazionale all’interno di uno spazio – tempo esteso. I caratteri di tale spazio temo esteso sono i seguenti:

  • Anzitutto lo spazio – tempo esteso trascende e reingloba lo spazio - tempo immediato; in questo senso non si tratta di uno spazio tempo differente, per due ordini di ragioni. Per un verso esso nasce da un ripensamento riflessivo degli spazi – tempo immediati e relazionali per costruire una storia coerente e globale. Per altro verso lo spazio – tempo esteso, nella forma di un sentire radicato del soggetto, costituisce l’orizzonte interpretativo di quanto accade nel presente relazionale, un indispensabile orizzonte di senso che permette di esercitare pratiche di discernimento nell’immediatezza della relazione.
  • Il passaggio alla forma esperienziale dello spazio – tempo esteso implica la costruzione di una forma di coscienza personale differente, che i neurocognitivisti chiamano “coscienza autobiografica” (e non più semplicemente “nucleare”). Essa implica l’adozione di strutture narrative e di intreccio complesse e non più frammentarie e ricorsive.
  • Infine, un simile passaggio richiede un lavoro sul sé, l’avvio e la coltivazione di una “confabulazione” interiore (di una “ruminazione” riflessiva) e dunque il passaggio da pratiche di estimità a pratiche di intimità – che non vuol dire assenza di relazione, ma costruzione di una rete ricca di relazioni interiori e con sé stessi.

     

Il web e lo sviluppo di uno spazio – tempo esteso

Ritengo che lo sviluppo di competenze volte alla costituzione di uno spazio – tempo esteso passi attraverso due pratiche di base. Per un verso la capacità di costruire e di seguire strutture narrative e intrecci complessi: come ricorda Paul Ricoeur [Paul Ricoeur, Tempo e racconto, 3 voll, Jaka Book, Milano, 1986-1988], il racconto è infatti il grande modo che l’uomo possiede per umanizzare il tempo, e dunque per abitare il proprio tempo individuale, familiare, collettivo. Per altro verso tale capacità viene implementata dal costruire racconti che riutilizzano e rilavorano materiali web già esistenti: questo tipo di racconti e i prodotti mediali che ne derivano mostrano dal vivo il passaggio dal qui e ora della relazione alla possibilità di lavorare su intelaiature narrative ampie: il montaggio intermediale è una pratica di estremo interesse sotto questo aspetto [Pietro Montani, L’immaginazione intermediale, Laterza, Roma – Bari 2010].

E’ giusto e importante riconoscere a partire da queste indicazioni che molti aspetti del web già vanno verso questo tipo di rielaborazione dell’esperienza immediata. Segnalo in particolare (e conclusivamente) quattro segnali della tendenza al passaggio dallo spazio tempo immediato allo spazio tempo esteso.

  • Un primo segnale è dato dalla frequenza di narrazioni autobiografiche in rete, diari più o meno in diretta che mettono in scena una elaborazione della propria storia individuale.
  • Un secondo segnale è dato dal meccanismo di alcuni videogiochii on e off line: molti giochi di simulazione (The Sims, Spore, World of Warcraft, ecc.) chiedono non solo il gioco in diretta, ma una periodica riorganizzazione narrativa di quanto si è svolto affinché quanto accade abbia senso.
  • Un terzo segnale è dato dalla pratica di alcuni prodotti di montaggio intermediale che ricorrono n el web: un esempio è l'iniziativa One day on earth (http://www.onedayonearth.org/) - un grande film composto da centinaia di micro testimonianze su quanto accaduto in un giorno qualunque in moltissime zone della Terra - che dopo il grande successo del 10.10.2010 si prepara a ripetersi per l'11.11.2011.

 

Ruggero Eugeni

Se vuoi scaricare le presentazioni in pdf degli interventi del 20 maggio 2011, clicca qui

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