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«Riscoprire la centralità dell'Eucarestia»

XXV Congresso Eucaristico Nazionale. Saluto di Mons. Edoardo Menichelli, Arcivescovo di Ancona. Sabato 3 settembre 2011

Eminenze ed Eccellenze Reverendissime, Autorità civili e militari, che saluto con particolare gratitudine per la disponibilità, la sintonia e la sinergia con cui in questi mesi abbiamo organizzato quest’evento, e voi, carissimi congressisti: a voi tutti il mio saluto cordiale e un abbraccio di benvenuti.

È stato un momento suggestivo quello vissuto poco fa al porto, quando abbiamo accolto con gioia e semplicità il Legato Pontificio, l’Eminentissimo Cardinale Giovanni Battista Re.

In ogni città di mare, il porto è luogo di passaggio, di lavoro, di incontro e di scambio; è luogo in cui si incrociano i dialetti dei popoli, le loro storie cariche di attese e di speranze, di inquietudini e di paure in cerca di un approdo sicuro.

A fronte di questa umanità – che è la nostra, accomunata dalla domanda disarmante: “Signore, dove andremo?” – ci risulta ancora più facile sentirci contemporanei dei commercianti e dei pescatori di Cafarnao, fra le cui reti è rimasta impigliata la Parola di Gesù, il Suo proporsi come pane della vita.

Siamo consapevoli che, ieri come oggi, basta poco per scansarla, per saziare d’altro la fame del nostro corpo e andarcene raminghi, esuli provati da una carestia interiore degna delle annate più cattive.

Ma quella Parola si è rivelata per ciascuno anche seme che, se accolto e custodito, misteriosamente cresce, fiorisce in spiga, si fa frumento che profuma nel pane del perdono ed è misura della nostra capacità d’accoglienza e di condivisione, condizione perché non diventi pane raffermo e indurito.

Nell’Eucaristia quella presenza torna nella sua fragranza, quale nutrimento offerto ad ogni uomo, orizzonte di senso per la vita quotidiana, raccolta nella sua dimensione di eternità.

In questa settimana di grazia, carissimi, vorremo aiutarci a riscoprirne la centralità, convinti che questa mensa – che non conosce esclusione di sorta – alimenta l’impegno di santità e l’autentica fraternità.

Come sentiremo tra poco, attorno al memoriale di Cristo è cresciuta la stessa memoria condivisa che ha reso uno il nostro Paese; e, ne siamo convinti, passa ancora da lì ogni speranza di prospettiva futura. E’ la radice, ad esempio, di quel “vasto movimento cooperativistico che nel Nord è stato animatore di una cultura della solidarietà e dello sviluppo economico”; e di quelle “risorse e qualità di cui dispone il Sud, con i tratti di ospitalità che lo caratterizzano”. In questa direzione lo scorso maggio Papa Benedetto ci ha invitato a “rinnovare le occasioni di incontro, nel segno della reciprocità” e a “sostenere la vasta rete di aggregazioni e di associazioni che promuovono opere di carattere culturale, sociale e caritativo”.

Dal riconoscere la nostra appartenenza al Signore, dal nutrirci di Lui fino a rimanere in Lui, nascerà la fiducia che ci consentirà di uscire da ogni meschino cabotaggio e di tornare a prendere il largo sul mare della storia.

Così, con spirituale letizia e solidale speranza, avviamo questo nostro Congresso Eucaristico, rinnovando la nostra fede in Cristo Signore e con l’auspicio di grazia e benedizione per tutti.

Grazie di cuore e fruttuoso Congresso.

Mons. Edoardo Menichelli
Arcivescovo di Ancona
 
© Avvenire, 3 settembre 2011
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