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Cacucci: il cammino di santità unifica e fa cadere le divisioni

Con la sguardo alla visita «ecumenica» del Papa il 7 luglio prossimo, l'omelia dell'arcivescovo di Bari-Bitonto per la festa di san Nicola

«Ci apprestiamo a vivere i giorni che ci separano dall'incontro del prossimo 7 luglio, a cui parteciperanno il Papa, i patriarchi cattolici e ortodossi e i capi religiosi del Medio Oriente» invocando l'unità e pregando per la comunione. Questo tempo «deve essere un tempo di invocazione, di preghiera, in cui puruficare il nostro cuore», desiderando non la fama della città di Bari ma «la consapevolezza di una responsabilità che ci apre al futuro: questo ci deve aiutare a vivere san Nicola». Lo ha detto l'arcivescovo di Bari-Bitonto e delegato pontificio per la Basilica di San Nicola di Bari, Francesco Cacucci, ieri a Bari, durante la messa celebrata in occasione del 931° anniversario della traslazione delle ossa di san Nicola da Mira - nella odierna Turchia - a Bari. «Ogni seme di unità che rende ogni Chiesa strumento di unità è la Trinità», ha tenuto a precisare Cacucci. «Occorre riprendere le esperienze di incontro ecumenico vissute negli ultimi due anni», ha aggiunto, partendo dall'incontro con il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, che a dicembre dello scorso anno è stato in visita a Bari.

In quell'occasione, «egli ha detto - in piena sintonia con la dottrina cattolica ede il Concilio Vaticano II - che ogni comunione scaturisce nella Trinità», ha ricordato Cacucci. Lo stesso «dice Gesù nel brano del vangelo di Giovanni che abbiamo appena ascoltato», ha continuato l'arcivescovo riferito al capitolo 6 per poi aggiungere: «La comunione non è frutto della nostra diplomazia, dei nostri sforzi, per quanto ammirevoli». Il patriarca di Mosca e di tutte le russie Kirill, durante il viaggio della reliquia di san Nicola a Mosca e San Pietroburgo lo scorso anno, «ha richiamato questa radice dell'unità e questa profonda esperienza dell'ecumenismo che passa attraverso la Chiesa tutta», ha evidenziato Cacucci. Con riguardo al pellegrinaggio della reliquia, che è stata venerata da oltre due milioni e duecentomila fedeli ortodossi, Cacucci ha detto che «forse è stato l'evento più grande dell'ecumenismo di popolo». Riferendosi a san Nicola, a cui Cacucci ha affidato durante l'orazione sulla tomba del santo l'incontro del 7 luglio, e cui parteciperanno anche leader protestanti, il pastore di Bari-Bitonto ha detto che «richiama l'universalità, perchè la santità è universale, perchè il cammino di santità ci unifica e fa cadere le divisioni, segno del peccato; le divisioni possono essere superate soltanto dalla grazia di Dio».

Al termine dell'Eucaristia Cacucci con una delegazione di cui faceva parte il priore della basilica, padre Giovanni Distante, si è recato nella cripta per il prelievo della santa manna - l'acqua che si forma nella tomba del santo - che è stata poi raccolta in una ampolla ed esposta all'adorazione dei fedeli. La festa per san Nicola continua ancora nel segno dell'ecumenismo. Sabato 19 maggio, alle 20.30, nella Basilica di San Nicola si terrà un concerto del coro da camera dell'Accademica teologica di San Pietroburgo. Martedì 22 maggio, festa della traslazione secondo il Calendario Giuliano, è previsto l'arrivo di migliaia di fedeli ortodossi russi. Per la festa di quest'anno, in occasione del 50° anniversario della Bolla di Paolo VI "Basilicae Nicolaitanae", Poste Italiane ha proceduto ad un annullo filatelico.

Antonio Rubino

© Avvenire, giovedì 10 maggio 2018

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