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Convegno Ecclesiale Regionale. Intervista a Mons. Mario Paciello

La Chiesa di Puglia si prepara al terzo Convegno Regionale sul tema "I laici nella Chiesa e nella società pugliese oggi", in programma a San Giovanni Rotondo dal prossimo 27 aprile al 30 aprile. Oltre 350 delegati dalle 19 Diocesi regionali si interrogheranno sui temi del laicato cattolico (Educatori, Corresponsabili, Testimoni) per aprire un confronto che sappia coinvolgere le identità e le istituzioni sociali dalla famiglia, all'associazionismo, alla pubblica amministrazione, al mondo dell'economia e del lavoro, alla luce di una attuale riproposizione del Vangelo. Sono state realizzate delle interviste ad alcuni Vescovi sulle nove aree di discussione in cui si articolerà il convegno stesso.

puglia2.jpgIntervista a Mons. Mario Paciello, Vescovo di Altamura – Gravina – Aacquaviva delle Fonti, in preparazione del III Convegno Ecclesiale regionale di san Giovanni Rotondo (27 - 30 aprile 2011) sul tema: " I laici nella Chiesa e nella società pugliese oggi".

 

 

 

- Come essere sale e luce di speranza per gli uomini che abitano la mia città, la mia regione?

Il sale si mette in ciò che è insipido, il sale dà gusto e sapore; il sale evita che ciò che è vivo si corrompa. La luce serve dove c’è buio. Sale e luce sono “tutt’altro” rispetto all’ambito in cui si rendono presenti.

Per essere sale e luce, bisogna semplicemente essere se stessi; avere il coraggio di non lasciarsi vincere dall’insipienza e dall’oscurità del modo di pensare e di vivere del contesto sociale e culturale in cui si vive.

Solo se ci si impegna ad essere se stessi, diversi, coerenti con dei principi, retti, si può dare fondamento alla speranza che una politica, un’economia, una cultura, un’informazione diverse siano possibili.

- L’illegalità, nelle sue varie forme, è una piaga anche in Puglia. Dove il laico cristiano trova le risorse per opporsi coraggiosamente a questa condizione ?

Il laico cristiano in un contesto dove l’illegalità per tanti è quasi normalità è in un certo senso “privilegiato” e maggiormente “responsabilizzato”.

È privilegiato perché nel Vangelo, cioè nella Verità in cui crede, c’è tutta la luce necessaria per sapere come e perché ci si deve comportare in modo eticamente irreprensibile.

È maggiormente responsabilizzato perché, in quanto credente in Cristo, deve dare, con la testimonianza della vita, esempio di rettitudine morale, di rispetto delle leggi e delle istituzioni.

Poiché nessuno è eroe, il laico cristiano può e deve contare sulla forza che gli viene dalla preghiera, dall’ascolto della Parola di Dio, dalla grazia dei sacramenti, dal sostegno della Comunità cristiana.

- Cultura laica e cristiana sono spesso – anche artatamente – messe in contrapposizione. Cosa le unisce invece e quali comuni obiettivi hanno?

Se per cultura laica si intende cultura laicista, ideologicamente orientata alla negazione di valori metafisici e trascendentali, allora sì: le tenebre non hanno nulla a che vedere con la luce, dice l’Apostolo Paolo.

Se per cultura laica si intende l’insieme di tutti i valori dell’uomo e della comunità umana, allora la contrapposizione non esiste.

Provo a spiegarmi con un esempio: se Galileo, nello scrutare il cielo, avesse avuto i potenti radiotelescopi che abbiamo oggi, avrebbe visto infinitamente più in là l’universo e in modo più profondo.

La rivelazione, la fede, la morale cristiana aiutano l’uomo ad essere più pienamente se stesso e contribuiscono efficacemente a rendere “bella” la vita dell’uomo, “sana e giusta” la società, “orientata al bene” la scienza.

- Gap tecnologico, crisi del modello familiare, stili di vita differenti allontanano i giovani da adulti ed anziani. Esiste, invece, un filo rosso che può legare le diverse generazioni ?

Se si prendessero in considerazione tutti gli effetti negativi che derivano dai modelli e dagli stili di vita che il consumismo, certe correnti di pensiero e il permissivismo di certe leggi favoriscono, ci si renderebbe più facilmente conto di quanto male si sta facendo alla generazione di oggi e a quelle che verranno e di quanto la società si sta sgretolando e smarrendo.

Il filo rosso può essere solo una generale presa di coscienza di riportare uomini e istituzioni sulla strada del rispetto dei valori fondamentali; quali la vita, la pace, la dignità della persona, la famiglia, la fedeltà, la giustizia, la solidarietà, l’uguaglianza dell’uomo e della donna, degli esseri umani di tutto il pianeta terra.

- La Puglia è terra di frontiera: è una condanna o una risorsa?

Perché condanna? La Puglia ha dato testimonianze luminose di accoglienza e di solidarietà sin dai tempi dell’esodo dall’Albania, dal Kosovo e da altri Paesi dell’Est.

Questo non vuol dire che le altre Regioni o gli altri Stati Europei possono lavarsi le mani davanti alla gravissima emergenza dei nostri giorni.

 

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