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Da lunedì le Congregazioni generali

Spedite dal decano, cardinale Sodano, le lettere di convocazione. Attesi 115 elettori. Padre Lombardi: non aspettate subito la data di inizio del Conclave. Già fissate per il 4 marzo due riunioni: al mattino e anche al pomeriggio Sigillato l’appartamento

 

Ora è ufficiale: per lunedì 4 marzo è state convocata la prima Congregazione generale dei cardinali. Il «portavoce» vaticano padre Federico Lombardi nel suo briefing con i giornalisti ha mostrato ieri la lettera del cardinale decano Angelo Sodano con cui si notifica ai porporati la convocazione per le 9.30 nell’Aula nuova del Sinodo, in Vaticano.

Sarà proprio nel corso di una queste Congregazioni, ma non subito, che verrà decisa la data di inizio del Conclave. «Non è deciso e non dovete neanche aspettarvi lunedì – ha detto padre Lombardi – la decisione sul giorno di inizio del Conclave, perché i cardinali devono cominciare a far camminare, diciamo a mettere in moto la loro riflessione, le loro riunioni.

Quindi non è certo nella prima Congregazione del mattino e non è prevedibile neanche in quella del pomeriggio già una decisione del Collegio dei cardinali sul giorno del Conclave». Il «portavoce» ha preannunciato poi che la seconda Congregazione generale è prevista per lunedì pomeriggio. Poi saranno i cardinali di volta in volta a decidere quando riunirsi di nuovo. Nel briefing di ieri è stato poi mostrato un video registrato dal Ctv in cui si illustra cosa è accaduto giovedì sera alle 20 in Vaticano, con da una parte la chiusura della porta del Palazzo di Castel Gandolfo, che visivamente metteva fine al pontificato di Benedetto XVI, e dall’altra la riunione della Camera Apostolica guidata dal cardinale Camerlengo Tarcisio Bertone che insieme ai suoi collaboratori procedeva alla chiusura, con sigilli, dell’appartamento del Papa emerito.

Si è potuto vedere la preghiera che ha iniziato la cerimonia e poi i momenti in cui è stato sigillato l’ascensore interno del Palazzo Apostolico che porta dalla Seconda alla Terza loggia che il Papa usa per le udienze e poi la ceralacca apposta al portone dell’appartamento. Padre Lombardi ha inoltre confermato anche che sono stati già emessi i francobolli della Sede vacante e un annullo che riguarda la rinuncia di Benedetto XVI, mentre per le monete invece bisognerà attendere i tempi tecnici di conio, previsti in «diverse settimane». Non ci sono invece dati certi sul numero dei cardinali elettori che sono già presenti a Roma. Ieri comunque a salutare il Papa erano stati 144 porporati, elettori e non.

Con l’entrata della Sede vacante i cardinali che hanno meno di ottanta anni e quindi possono partecipare al Conclave sono 117, ma due di loro, l’indonesiano Julius Darmmatmadja e lo scozzese Keith O’Brien hanno annunciato che non parteciperanno. Verrà invece a Roma il cardinale egiziano Antonios Naguib, che il 31 dicembre 2011 era stato colpito da un’ischemia cerebrale emorragica che lo aveva costretto, a metà dello scorso gennaio, a rinunciare all’ufficio di patriarca dei copti cattolici.

«Sono contentissimo – ha dichiarato all’agenzia Fides di Propaganda Fide – di poter prender parte a questo importante momento della vita della Chiesa. Era una cosa che non sognavo più. In principio avevo detto che per me non era possibile recarmi nella Città Eterna per il Conclave. Ma poi ho riflettuto sul fatto che il primo dovere di un cardinale è partecipare alla scelta del Successore di Pietro. E ho cambiato la mia decisione iniziale».

Gianni Cardinale
 
© Avvenire, 2 marzo 2013
 
 

Commiato nella speranza: editoriale di padre Lombardi

 
 

Gli ultimi due giorni del Pontificato di Benedetto XVI rimarranno certamente scolpiti nella memoria di innumerevoli persone e segneranno una tappa importante, nuova e inedita, della storia della Chiesa in cammino. Per molti è stata quasi una scoperta dell’umanità e della spiritualità del Papa, per altri una conferma della sua umile e insieme altissima vita nella fede.

Se Papa Wojtyla aveva dato con coraggio ammirevole davanti agli occhi del mondo la sua testimonianza di fede nella sofferenza della malattia, Papa Ratzinger con non minore coraggio ci ha dato la testimonianza dell’accettazione davanti a Dio dei limiti della vecchiaia e del discernimento sull’esercizio della responsabilità che Dio gli aveva affidato. Ambedue ci hanno insegnato, non solo con il magistero, ma anche e forse ancor più efficacemente con la vita, che cosa vuol dire cercare e trovare ogni giorno la volontà di Dio per noi e per il nostro servizio, anche nelle situazioni più cruciali dell’esistenza umana.

Come ci ha detto efficacemente lui stesso, la rinuncia del Papa non è in nessun modo un abbandono, né della missione ricevuta, né tantomeno dei fedeli. E’ un continuare ad affidare a Dio la Sua Chiesa, nella sicura speranza che Egli continuerà a guidarla. Con umiltà e serenità Benedetto XVI afferma di aver “cercato di fare” tutto il possibile per servire bene la Chiesa, una Chiesa che non è sua, ma di Dio e che per la continua opera dello Spirito “vive, cresce e si risveglia nelle anime”.

In questo senso il lascito di Papa Benedetto è oggi un invito alla preghiera e alla responsabilità per tutti. Anzitutto naturalmente per i cardinali a cui incombe il compito dell’elezione del Successore, ma anche e non meno per tutta la Chiesa, che deve accompagnare nella preghiera il discernimento degli elettori e dovrà accompagnare il nuovo Papa nel compito di annunciare efficacemente il Vangelo “per il bene della Chiesa e dell’umanità”, e di guidare la comunità ad una fedeltà sempre più grande allo stesso Vangelo di Cristo. Perché questo nessun Papa può farlo da solo. Lo faremo dunque anche noi con lui, e il “Papa emerito” continuerà ad accompagnarci “lavorando” per questo – sono le sue ultime parole pubbliche – “con il suo cuore, con il suo amore, con la sua preghiera, con la sua riflessione”. Grazie, Papa Benedetto.»​

 
© Avvenire, 2 marzo 2013
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