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Dossier Nigeria, ultimatum ai cristiani

Tre giorni per lasciare il Paese. Ecco il diktat della setta armata Boko Haram che vuole cacciare i cristiani dalla Nigeria. La situazione nel Paese.

1 La strage dei cristiani

 

Tre giorni per lasciare il Nord del Paese. L’ultimatum lanciato ai cristiani dalla setta terroristica Boko Haram (la stessa che ha rivendicato le stragi di Natale) sta facendo salire ancora di più la tensione nella regione del Paese a maggioranza islamica. Il Governo ha decretato lo stato d’emergenza e chiuso i confini con Camerun, Ciad e Niger, mentre aleggia lo spettro della pulizia etnica.
      «Diciamo no alle rappresaglie e continuiamo a predicare la pace», ha dichiarato monsignor Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo di Jos, una delle diocesi presenti nella zona, «e speriamo che in futuro non troppo lontano musulmani e cristiani sappiano lavorare e vivere felicemente insieme. Intanto però osserviamo che molti cristiani stanno abbandonando le loro case per paura».
      Sulla vicenda è intervenuto anche il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei che ha invitato a riflettere sulla lbertà religiosa «diritto sì dichiarato, ma di fatto non osservato ovunque. La testimonianza dei cristiani nigeriani», ha aggiunto, «deve scuotere anche la nostra tiepidezza».
      L'ultimatum è stato letto come un attacco personale da parte degli islamici più integralisti al presidente Goodluck Jonathan, originario del Sud della Nigeria, a maggioranza cristiana. Gli stessi cristiani, però, si sentono poco protetti dal Presidente e hanno dichiarato in più occasione che la risposta del Governo alle violenze è «molto lenta».

Annachiara Valle
 
© Famiglia Cristiana, 3 gennaio 2012

 

2 Boko Haram e l'alleanza con Al Qaeda

 

Boko Haram (che alla lettera significa "L'educazione occidentale è peccato) è stato fondato nel 2002 da Ustaz Mohammed Yusuf, un imam nigeriano che lo ha guidato fino al 2009, quando fu ucciso durante un tentativo di fuga seguito al suo arresto. Dal 2004, cioè da quando decise di intraprendere la lotta armata, la setta ha ucciso almeno 800 persone, civili e militari, ma l’ondata di attacchi contro i cristiani lanciata ai primi di novembre e poi ancora a Natale è stata di gran lunga l’azione di maggior portata militare della sua storia di violenza.

     La “dottrina” di Ustaz Mohammed Yusuf (che i seguaci considerano risorto ma invisibile) è un coacervo di teorie politiche e pseudo-scientifiche. Boko Haram, come da un’intervista rilasciata dal suo leader nel 2009 poco prima di essere ucciso, rifiuta la democrazia all’occidentale ma anche l’idea che la Terra sia rotonda, il darwinismo e non ammette che la pioggia sia la ricaduta dell’acqua evaporata al suolo.

     Ciò che più conta, però, in Nigeria e oltre, è che Boko Haram predica l’instaurazione della shar’ia (legge islamica) in tutti i 36 Stati del Paese. La chiedeva sotto la guida del fondatore, la chiede adesso che il capo è Mallam Sanni Umaru. Da notare che l’ascesa del gruppo è avvenuta proprio nei primi anni Duemila, cioè quando la shar’ia è stata introdotta in 12 Stati della Nigeria: in 9 a pieno titolo, in altri 3 con validità solo per le aree con popolazione in maggioranza musulmana.

     Un retroscena inquietante dell'attuale campagna contro i cristiani è che Boko Haram sembra intrattenere rapporti sempre più stretti con l'Aqmi (Al Qaeda nel Maghreb islamico), la filiale dell'Africa del Nord del movimento terroristico fondato da Osama Bin Laden. Attaccato duramente nel Maghreb per tutto il 2010 (i militanti, che nel 2007 si riteneva fossero circa 30 mila, sono stati ridotti a un migliaio dalle operazioni dell’esercito algerino e dalle indagini condotte nell’area dalle polizie di Francia e Italia), l'Aqmi ha cominciato a ritirarsi verso Sud e a mettersi sempre più sotto la protezione dei movimenti di guerriglia come Boko Haram, che dispongono di basi e appoggi.

 

     In cambio, i terroristi dell'Acqmi prestano la loro indubbia esperienza a chi li protegge. Ecco forse spiegata anche la recrudescenza delle stragi e lo spettro sempre più ampio delle azioni condotte contro i cristiani in Nigeria.

 

Fulvio Scaglione

© Famiglia Cristiana, 3 gennaio 2012

 

3 La Nigeria in cifre

 

La Nigeria è il più popoloso Stato dell’Africa, anche se i numeri sono soltanto indicativi visto che le strumentalizzazioni di ciascuna parte impediscono di avere un censimento effettivo. Le Nazioni Unite stimano un numero di abitanti superiore ai 154 milioni divisi in oltre 250 gruppi etnici e appartenenti a diverse religioni.

     Il Nord del Paese, dove vivono soprattutto gli Hausa-fulani, è a maggioranza islamica, mentre gli Yoruba, che vivono nel Sud-Ovest del Paese, sono per metà cristiani, per un quarto musulmani e per il restante seguono religioni tradizionali.  Il gruppo prevalente nel Sud Est, gli Igbo, è a maggioranza cristiano.

     I culti predominanti sono quello cattolico, l’anglicano e il metodista. Complessivamente, secondo le ultime stime, i musulmani, nell’intero Paese, sono il 50% e i cristiani il 40, mentre il restante 10% segue religioni locali.

 

© Famiglia Cristiana, 3 gennaio 2012

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