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Ho una bella notizia! Io l’ho incontrato…

Solo chi ha veramente incontrato il Signore, può, da autentico testimone della fede gridare nel proprio intimo e a chi ancora non ha fatto una tale e esperienza “Gloria, gloria, io l’ho davvero incontrato”, in quanto l’esperienza dell’incontro con Gesù è davvero unica, irripetibile e straordinaria.

 

La XLVII Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni quest’anno cade il 25 aprile, IV domenica di Pasqua, detta anche domenica del Buon Pastore.

Benedetto XVI sottolinea nel suo messaggio per questa giornata mondiale, un tema che si intona molto bene con l’anno sacerdotale da lui voluto, ossia la testimonianza che suscita vocazioni.

Se è vero che la fecondità della proposta vocazionale dipende essenzialmente dall’azione gratuita di Dio è bene porre tutta la Chiesa ad una attenta riflessione su questa giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, alla luce della tematica di questo 2010.

Il tema di quest’anno è infatti quanto mai coinvolgente: “Ho una bella notizia! Io l’ho incontrato…”.

Solo chi ha veramente incontrato il Signore, può, da autentico testimone della fede gridare nel proprio intimo e a chi ancora non ha fatto una tale e esperienza “Gloria, gloria, io l’ho davvero incontrato”, in quanto l’esperienza dell’incontro con Gesù è davvero unica, irripetibile e straordinaria.

Sì perché, amici, qui si tratta di testimoniare l’Amore che Dio ci comunica e come l’incontro con il Signore cambia totalmente il corso dell’esistenza.

È sicuramente Dio che chiama i suoi testimoni ma è anche vero che la proposta vocazionale è favorita dall’autenticità e dalla qualità della testimonianza personale e comunitaria dei “chiamati” nella vigna del Signore.

Chi non ricorda la chiamata dagli apostoli affascinati dal maestro: “Vieni e seguimi!”? La chiamata di tanti santi è anche frutto della testimonianza di sacerdoti degni di tal nome (si pensi al curato d’Ars, a san Giovanni Bosco…)

“Perché loro sì ed io…” è la riflessione interiore, intima o fatta a voce alta da tanti testimoni del Vangelo, noti e meno conosciuti, i quali hanno risposto alla chiamata alla vita sacerdotale proprio sull’esempio di grandi testimoni…

Elemento fondamentale e riconoscibile di ogni vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata è secondo Benedetto XVI l’amicizia con Cristo.

Gesù,. infatti, vivendo in profonda comunione con Dio Padre destava nei discepoli e nei suoi seguaci il desiderio di vivere la medesima esperienza. È dunque la testimonianza che il sacerdote e il consacrato o la consacrata daranno di sé che porterà molti giovani, ragazzi e ragazze a riflettere sulla propria vocazione.

Essere amici di Gesù vuol dire farsi compagno di viaggio di tanti fratelli perché possano anch’essi incontrate Gesù e aprirsi alla conoscenza del Regno di Dio. L’impegno di ogni testimone di Cristo è quello di diventare “degno di contraddizione”.

La gioia di servire Cristo deve riempire il cuore di ogni consacrato sì da attirare, con il suo esempio quanti lo avvicinano ed in particolare i giovani che si aprono alla vita.

È nella preghiera che si matura e si diventa sempre più vicini e coerenti al Vangelo di Gesù.

Ne viene di conseguenza che ogni cristiano sentirà il bisogno di pregare per le vocazioni sacerdotali perché “la messe è molta, ma gli operai sono pochi…”

Nella nostra diocesi già da molti anni esiste l’iniziativa del “Monastero Invisibile” a cui aderiscono sacerdoti, consacrati e laici di ogni età che si impegnano ad offrire la loro preghiera per le vocazioni sacerdotali e alla vita consacrata.

Inoltre è stato affidato ai monasteri femminili di clausura della nostra diocesi l’impegno di pregare per tutti i sacerdoti. In particolare ad ogni suora è affidato un nominativo tra i sacerdoti ordinati negli ultimi dieci anni, affinché si impegnino a sostenerlo con la sua preghiera quotidiana e con la sua offerta silenziosa di vita.

Amici, l’augurio più bello che vi porgo, è riscoprire la dolcezza, la gioia e il senso della preghiera personale e comunitaria perché ognuno possa dire nel suo cuore, ogni giorno, “Signore, manda apostoli santi alla tua Chiesa”.

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