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I Laici nella Chiesa e nella società pugliese, oggi

Proposizioni finali del Terzo Convegno Ecclesiale Regionale consegnate ai Vescovi di Puglia il 30 aprile 2011

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1. Laici educatori

 

La portata educativa della missione ecclesiale chiede alla comunità cristiana di porre al centro della sua azione la persona da accogliere nella sua interezza, favorendone la sua crescita integrale. Gli atteggiamenti da sviluppare sono l’ascolto e la disponibilità non invadente, espressione di un amore e di un rispetto profondo dell’uomo, immagine di Dio.

La difficoltà di educare nella società contemporanea è superabile solo all’interno di un progetto educativo in rete tra famiglie, parrocchia, scuola e istituzioni locali, che condividano la responsabilità della cura e della crescita delle persone affidate.

È forte l’esigenza di una parrocchia a dimensione di famiglia che sappia rimodulare i propri tempi, spazi e luoghi in rapporto ai ritmi e alle esigenze dei soggetti coinvolti.

Allo stesso modo è urgente che la comunità cristiana ponga al primo posto la cura delle relazioni, divenendo spazio vitale nel quale si sperimenta l’accoglienza senza condizioni.

Solo attraverso l’esperienza di un amore incondizionato, infatti, è possibile trasmettere la fede e suscitare il desiderio di un incontro con Dio, senza cedere a facili percorsi d’indottrinamento e a sbrigativi cammini di sacramentalizzazione.

Il sogno che ci attende richiede un impegno di formazione permanente finalizzato alla edificazione di  una comunità capace di riconoscere carismi, valorizzare competenze, condividere responsabilità e operare un consapevole discernimento comunitario.

 

2. Alleanza educativa e scuola

 

Ogni cristiano è chiamato per vocazione a prendersi cura dell’altro, ad educare.

Tutte le agenzie educative nel proprio specifico, per ragioni di continuità ed efficacia, possono costruire una rete di collaborazioni.

I laici impegnati (in parrocchia, scuola, famiglia, aggregazioni laicali e istituzioni…), insieme ai sacerdoti e ai religiosi/e dovranno potenziare o creare luoghi di dialogo (osservatori, centri di ascolto, caffè pedagogici, incontri tematici, progetti formativi…) per realizzare una proposta unitaria (o patto educativo) che poggi sui valori condivisi e proponibili a tutti per accompagnare le giovani generazioni ad una vita adulta e piena.

Si propone di sostenere con particolare cura la famiglia nella riscoperta e nel concreto esercizio del suo originario compito educativo, favorendo un lavoro di collaborazione senza deleghe con le istituzioni formative nel comune intento di aiutare la persona a conquistare la sua autonomia e la sua identità.

La comunità cristiana deve guardare con rinnovata attenzione e fiducia alla scuola e all’università statale: i laici cristiani possono contribuire a renderle luoghi di formazione integrale e non di mero accumulo di informazioni e competenze operative. Essa, allo stesso modo, deve guardare alla scuola e all’università cattolica considerandole un bene prezioso da promuovere con rinnovato vigore e deve riscoprirne le ragioni, a volte poco chiare anche per gli stessi credenti.

 

3. Parrocchia, famiglia e giovani

 

A partire dalla consapevolezza della fragilità/risorsa di parrocchia, famiglia e giovani, riteniamo fondamentale:

  • il recupero della dimensione dell’amore come metodologia comune
  • la promozione di una apertura in termini di ricerca di significati, di ascolto e narrazione di esperienze.

Tutto questo va vissuto in un sogno/impegno di una parrocchia “famiglia di famiglie” che, nella corresponsabilità, curi le relazioni interpersonali, con sé e con Dio, tenendo presenti i tempi, le nuove condizioni di vita e le esigenze di tutti, soprattutto dei giovani, scegliendo i luoghi e le modalità più consoni, evitando che essa diventi solo una erogatrice di servizi, ma sia pienamente una comunità eucaristica.

 

4. Trasmissione della fede

 

Gesù si fece compagno di viaggio per i discepoli di Emmaus. Anche noi ad imitazione del Maestro ci facciamo compagni di viaggio degli uomini e delle donne del nostro tempo. Come popolo di Dio, nella diversità ministeriale e vocazionale che ci caratterizza, siamo chiamati ad annunziare “la vita buona del Vangelo” come risposta ai bisogni e alle attese della gente.

Le sfide che ci attendono nella trasmissione della fede, come chiese di Puglia, sono quelle di:

       rimettere al centro le Sante Scritture;

       riconoscere i singoli carismi, perché la comunità cristiana sia sempre una comunità plurale;

       valorizzare le competenze e condividere le responsabilità, per operare un consapevole discernimento.

Perché tutto questo si realizzi nella corresponsabilità reciproca, sono necessari percorsi permanenti e differenziati, sia per i formatori dei formatori (aperti alla diversità dei ministeri e delle vocazioni), sia per gli operatori pastorali impegnati nell’area della catechesi e, più in generale, della trasmissione della fede. In questo senso «ci sembra importante che la comunità sia coraggiosamente aiutata a maturare una fede adulta, “pensata”» (CVMC 50), capace di rendere conto della speranza che la abita (cf 1Pt 3,15).

Così, assumendo stili e linguaggi nuovi e comprensibili, come nel dialogo ecumenico e interreligioso, per recuperare orizzonti di senso nella quotidianità, la nostra comunità ecclesiale pugliese riparte da questo terzo convegno senza indugio e con gioia, per raccontare la bellezza della fede.

 

5. Laici corresponsabili

 

La corresponsabilità è espressione significativa e luminosa dell’ecclesiologia di comunione riproposta dal Concilio. Si attua nella comune presa in carico delle istanze provenienti dal mondo e dalla stessa vita ecclesiale mediante cammini condivisi.

Per una crescita di corresponsabilità nelle Chiese di Puglia si auspica di:

       sperimentare itinerari di formazione tra presbiteri, religiosi e laici, attuati con una metodologia di formazione degli adulti liberamente scelti e condivisi nelle fasi di progettazione, di attuazione e di valutazione

       porre attenzione ad un’autentica riattivazione del “genio cristiano del laico” in Puglia.  Per dare concretezza ad un autentico “affectus” laicale occorre una rinnovata stagione di confronto e di convergenza da accogliere in un permanente cammino sinodale del laicato pugliese, al fine di vivere in maniera corresponsabile la comune passione evangelica

       realizzare un Direttorio Diocesano per gli organismi di comunione e partecipazione, sapendo tradurre nella storia di ogni Chiesa particolare il grande dono della “comunione” che nell’Eucaristia pone una seria ipoteca sul nostro essere personale e comunitario

       valorizzare una maggiore capacità di cittadinanza attiva ponendo attenzione a tutte le risorse presenti sul territorio con cui realizzare percorsi di corresponsabilità

 

6. I luoghi della corresponsabilità

 

Formati in Cristo, accomunati dalla stessa vocazione battesimale, come membri del popolo di Dio presente nelle Chiese di Puglia, proponiamo percorsi formativi comuni rivenienti da un discernimento comunitario condiviso, fondato su una solida spiritualità di comunione per camminare insieme nel servizio, in fedeltà a Dio e all’uomo.

I luoghi classici della corresponsabilità pastorale (ad intra: Consigli Pastorali parrocchiali e diocesani, Consigli degli Affari Economici, Gruppi, Associazioni, Movimenti, ecc.), oltre a valorizzare e qualificare il loro specifico, possono allargare gli orizzonti ad una pastorale d’ambiente aperta al territorio e alle istanze della storia (ad extra: Amministrazioni pubbliche, scuole, organismi di partecipazione civile, ecc.).

 

7. Aggregazioni laicali

 

Con la consapevolezza di dover riscoprire la bellezza della fede in Cristo, occorre prendere coscienza della profonda domanda di senso che ci pervade.

Il metodo è quello di prendere sul serio la realtà in cui Dio ci chiama: nel nostro caso, le Chiese e la terra di Puglia.

La relazione tra ministri ordinati, religiosi e laici, pur nella diversità dei carismi, è tuttavia segnata dalla difficoltà di comunicazione.

Per superare questa difficoltà che, in grande misura, deriva dall’autoreferenzialità, è necessario che ogni aggregazione, pur nella sua propria identità, sia aperta alle altre per creare comunione, al fine del servizio a Cristo e alla Chiesa.

La strada è quella di una vera e profonda conoscenza reciproca, di una reale fraternità fra laici e fra ministri ordinati, religiosi e laici, con lo stile familiare dell’ ”essere a fianco”, del “prendersi cura” gli uni degli altri.

Un ruolo importante, in questa direzione, è affidato alla Consulta delle Aggregazioni Laicali.

 

8. Itinerari di formazione condivisi fra presbiteri, religiosi e laici

 

La bellezza dell’identità e della missione delle nostre Chiese pugliesi esige che tra le molteplici vocazioni e ministeri maturi un’autentica corresponsabilità. In ogni Diocesi gli organismi di partecipazione si preoccupino di educare al discernimento comunitario a partire dall’ascolto della Parola di Dio e dall’«estasi» eucaristica, e di promuovere la cultura della progettualità, che qualifichi e valorizzi l’identità di ciascuno a servizio della comunione.

Pertanto si propone la costituzione, al loro interno e/o al di fuori di essi, di una commissione diocesana per la formazione, composta di ministri ordinati, religiosi e laici, che possa pensare, progettare e realizzare ordinariamente itinerari formativi comuni, concreti e verificabili a livello spirituale, culturale e sociale (ritiri comuni, esercizi spirituali da vivere insieme, seminari, ecc.).

 

9. Laici testimoni

 

La diffusa insoddisfazione sui modi attuali della politica, le deficitarie modalità di partecipazione democratica e di inclusione interculturale rendono sempre più urgente una più coraggiosa testimonianza cristiana nella realtà socio-politica ed economica pugliese, nazionale e globale, al fine di conseguire più elevati livelli di giustizia sociale, di fraterna condivisione ed integrazione del “diverso”, e di un più cosciente e responsabile perseguimento del bene comune.

Di fronte alle carenze del vigente modello di democrazia rappresentativa, si propone l’introduzione di forme di democrazia “deliberativa” o “inclusiva” (TM21, sondaggi deliberativi, giurie di cittadini, istituti di partecipazione) in cui siano valorizzati i luoghi di discernimento comunitario e in cui la società civile deliberi con effetto vincolante sulle questioni più rilevanti a livello locale.

Occorre inoltre abbandonare le prassi di separazione e di assimilazione del “diverso”, per instaurare esperienze di dialogo e di integrazione (a partire dalla scuola) basate sul riconoscimento dei diritti inviolabili della persona e sull’attribuzione della cittadinanza agli stranieri e ai figli nati in Italia in tempi più brevi degli attuali.

Allo scopo, si avverte l’esigenza di porre in essere una formazione integrale per il laicato, stabile e non occasionale, finalizzata ad acquisire la capacità di sviluppare una lettura culturale e sociopolitica delle problematiche del territorio, individuandone cause ed elaborando progetti lungimiranti. 

 

10. Cittadinanza e interculturalità

 

Constatando la fatica a dialogare e ad accogliere l’altro, si auspica il superamento della cultura dell’autosufficienza, dell’autoreferenzialità e il recupero del senso delle radici del nostro popolo.

Suggeriamo a livello pratico-operativo:

  • il censimento delle risorse educative in ordine all’interculturalità e alla cittadinanza attiva
  • l’attivazione di percorsi storico-antropologici volti alla conoscenza della propria e dell’altrui cultura
  • la creazione di una “scuola di formazione alla cittadinanza attiva” che faccia riferimento agli ISSR pugliesi. Tale scuola dovrà formare una coscienza laicale, interagendo con le diocesi, le parrocchie e le realtà presenti nel territorio.

 

11. Etica ed economia

 

L’attuale crisi economica (con la disoccupazione crescente, specie giovanile, e l’ampliarsi del divario tra fasce più ricche e più povere della società) evidenzia il fallimento dell’attuale modello di sviluppo e postula con forza un modello etico fondato sulla centralità della persona.

Tale modello dovrà essere perseguito innanzitutto attraverso la valorizzazione della risorsa fondamentale costituita dalla dottrina sociale della Chiesa

  • con opportuni percorsi informativi e formativi all’interno della prassi educativa ordinaria delle comunità ecclesiali
  • con prassi innovative risultanti da larghe alleanze fra soggetti e ambiti educativi diversi.

Tali percorsi siano improntati ad uno stile di accompagnamento autorevole da parte degli adulti verso le nuove generazioni.

È in questo ambito che i laici possono operare in termini più diretti e immediati rispetto a quanto le irrinunciabili esigenze di prudenza ‘politica’ non consentano di fare alle autorità ecclesiastiche.

A tal fine sarà bene partire da una sistematica opera di mappatura e di messa in rete delle numerosissime esperienze di economia solidale che con varie modalità (cooperazione, volontariato, progetto Policoro, finanza etica, micro-credito, commercio equo e solidale, banca del tempo, caritas, ecc…) vedono impegnate tante comunità ecclesiali del territorio pugliese.

 

12. Impegno socio-politico

 

Le chiese di Puglia, radicate in Cristo e fedeli all’uomo, attraverso un discernimento comunitario e corresponsabile, si impegnano a formare e a sostenere donne e uomini capaci di operare scelte, in campo socio-politico, nello stile del dono e della gratuità.

Si rende quindi necessario elaborare percorsi educativi radicati nella Parola e capaci di intercettare la vita concreta delle persone, valorizzando al meglio il patrimonio di cui dispongono.

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