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Il 10 giugno colletta in tutte le chiese

​La gara di solidarietà è partita in tutto il paese e la Chiesa italiana si mobilita per stare accanto all’Emilia ferita.

Se infatti lo stato d’emergenza assegna alla Protezione Civile il coordinamento degli interventi per gli sfollati, sul territorio le Caritas delle diocesi emiliane colpite (oltre a Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Bologna) hanno deciso di prestare soccorso e reclutare volontari dopo l’aggravarsi della situazione nelle ultime 48 ore. E, per sostenere la popolazione, la Presidenza della Conferenza episcopale italiana ha lanciato ieri una colletta nazionale per il 10 giugno.
«La Presidenza della Cei – si legge nel comunicato – dopo aver messo a disposizione un milione di euro proveniente dai fondi dell’otto per mille, indice una colletta nazionale da tenersi in tutte le chiese domenica 10 giugno, solennità del Corpus Domini».

Inoltre, dopo l’aggravarsi della situazione, martedì la Caritas italiana ha messo a disposizione delle Caritas emiliane 100mila euro e ha rafforzato la sua presenza inviando operatori nelle aree colpite per affiancare la delegazione regionale Caritas dell’Emilia Romagna collaborando nel coordinamento dell’emergenza di queste ore. Il direttore nazionale dell’organismo pastorale della Cei don Francesco Soddu è tornato più volte in questi giorni sui luoghi del terremoto per manifestare solidarietà e vicinanza. Intanto alla delegazione emiliana della Caritas stanno pervenendo aiuti spontanei.

«Sono soprattutto generi di prima necessità – spiega il delegato emiliano Gianmarco Marzocchini – come viveri, pannolini, coperte. Li stiamo immagazzinando in un capannone nel polo industriale di Finale Emilia messo a disposizione da un’azienda. Naturalmente invitiamo chi intende effettuare donazioni o mandare aiuti a contattare prima la propria Caritas diocesana in modo da evitare invii indiscriminati. L’obiettivo è organizzare risposte mirate».

Sempre a Finale Emilia il vecchio seminario, scelto come Centro di coordinamento prima della scossa del 29 maggio, attende di essere sottoposto a nuove verifiche. Nel frattempo si sta predisponendo una struttura mobile accanto all’edificio per ospitare la Caritas.

«Tutti i nostri volontari – prosegue Marzocchini – sono impegnati a distribuire generi di prima necessità a chi ha più bisogno. La priorità va alle famiglie più povere che seguivamo anche prima del sisma, ma ora che la situazione è completamente mutata, dovremo monitorare i bisogni nei campi. Solo per capire quanti hanno perso  casa e lavoro occorrerà aspettare qualche giorno»

Continua intanto la raccolta fondi. Da tutta Italia e dall’estero anche le Caritas continuano a far pervenire messaggi di solidarietà e disponibilità a sostenere gli interventi in atto. Ieri la Caritas italiana, che sollecita la piena collaborazione con le diocesi colpite in stretto collegamento con la delegazione regionale, ha reso noto che chi vuole inviare aiuti materiali o rendersi disponibile come volontario può scrivere una e-mail a emergenzaitalia@caritasitaliana.it. Entro qualche giorno, con il quadro più chiaro, arriveranno indicazioni più dettagliate anche per quanto riguarda i volontari.

«Considerando che le necessità e i bisogni anche di ripresa del tessuto produttivo e di riaggregazione comunitaria si protrarranno nel tempo – conclude Marzocchini –  è necessario coordinare e programmare al meglio ogni intervento».

Infine la Lega calcio di serie B ha deciso di devolvere alla Caritas parte degli incassi delle gare di play off e play out alle popolazioni colpite dal terremoto nell’ambito delle iniziative collegate all’iniziativa «B Solidale».

Paolo Lambruschi
 
© Avvenire, 31 maggio 2012
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