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Il Crisma, l'olio dell'unzione regale

Nell'abbazia di San Paolo fuori le mura il Primo colloquio liturgico ecumenico nazionale. L'intervento dello studioso benedettino Jeronimo Pereira Silva

A Roma, il 21 marzo, presso l’abbazia di San Paolo fuori le mura, si svolge il primo Colloquio liturgico ecumenico internazionale, organizzato dal Pontificio Istituto Liturgico, con il patrocinio del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo. Dal 1968, ogni due anni, già si celebra nell’abbazia il Colloquio ecumenico paolino. Il tema riguarda “il Crisma”, l’olio misto a profumo usato nel Battesimo, nella Cresima e nell’Ordine. Pubblichiamo l’intervento del professor Jeronimo Pereira Silva OSB.

"Samuele prese allora l'ampolla dell'olio e gliela versò sulla testa, poi lo baciò dicendo: "Non ti ha forse unto il Signore come capo sulla sua eredità?" (1Sam 10,1).

Il Crisma, l'Olio dell'unzione regale, con tutte le sue potenze antropologiche (illuminazione, alimentazione, profumazione, ospitalità...), si ottiene per mezzo della miscela di olio d'oliva o, secondo i casi, di altro olio vegetale e di aromi o sostanze profumate («Un unguento composto secondo l'arte del profumiere», Es 30, 25), e attraverso la preghiera di consacrazione fatta esclusivamente dal vescovo, normalmente nel mattino del giovedì della Settimana Santa, o in un altro giorno, sempre in prossimità della pasqua. Nell'Antico Testamento veniva adoperato per la consacrazione dei re (cf. 1Sam 10,1), dei sacerdoti (cf. Lv 8,30), dei profeti (cf. Is 61,1) degli scudi per la difesa del popolo santo do Dio (cf. Is 21,5) e del tabernacolo (Es 30, 22-33), tutto ciò τυπος, figura, umbra, imago di Cristo, il cui nome significa “Unto del Signore”. In lui tutte le profezie sono state compiute; lo Spirito di Dio riposa su di lui, salvezza del suo popolo, vero tempio, vero altare, e quest'azione è l’immagine dell'unzione promessa (cf. Lc 4, 18-21;  At 10, 38).

 Nel segno dell'unzione con il sacro crisma i cristiani, inseriti nel mistero pasquale di Cristo per mezzo del Battesimo (unzione sul capo), partecipano al suo sacerdozio profetico e regale e sono aggregati alla comunità del popolo di Dio, entrano definitivamente nella «terra di frumento, di orzo, di viti, di fichi e di melograni; terra di ulivi, di olio e di miele» (Dt 8,8).

Unti sulla fronte con l'imposizione della mano, nel sacramento della Cresima, mentre si pronunciano le parole Accipe signaculum Doni Spiritus Sancti, i cristiani ricevono l'unzione spirituale dello Spirito Santo.

Nel sacramento dell'Ordine i vescovi, unti sul capo, sono “fatti partecipi del sommo sacerdozio di Cristo" e dell'effusione della "mistica unzione" che "con l’abbondanza della benedizione" celeste, concede "fecondità̀ al suo ministero"; i presbiteri, invece, vengono unti sulle palme delle mani perché, configurati a Cristo, "che il Padre ha consacrato in Spirito Santo e potenza", siano custoditi "per la santificazione del suo popolo e per l’offerta del sacrificio".

Nella celebrazione della Dedicazione di una Chiesa, altare e pareti sono unte con il santo Crisma. Per l'altare, in modo particolare, viene chiesto che il Signore, per mezzo dell'unzione, lo santifichi "con la sua potenza", perché "sia segno visibile del mistero di Cristo, che si è offerto al Padre per la vita del mondo".

Il Crisma, "eucaristizzato" dalla preghiera rituale della Chiesa, diventa segno del mistero di Cristo e via di accesso alla sua pienezza. Gli unti appartengono alla schiera di coloro che vivono la loro vita di illuminati, nutriti, guariti, santificati dal Signore; di coloro che si mantengono vigili con le lampade accese, nella liminalità dell'attesa operosa di Cristo-Sposo (cf. Mt 25), e si fanno continuamente testimoni di Cristo e della sua opera, perché il mondo degli uomini diventi il luogo "del profumo della sua conoscenza" (cf. 2Cor 2,14).

Il Colloquio liturgico-ecumenico internazionale (21 marzo 2019) convocato dall’Abbazia di San Paolo fuori le mura e organizzato dal PIL, vuole essere una sede di studio e riflessione liturgica su queste realtà, nonché un faro per approfondire la grande ricchezza della Liturgia della Chiesa in bene del popolo di Dio.

Jeronimo Pereira Silva osb

Pontificio Istituto Liturgico - Ateneo Sant’Anselmo

© www.famigliacristiana.it, mercoledì 20 marzo 2019

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