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Il Papa: «Denaro e successo sono cose morte»

«Perché cercate tra i morti colui che è vivo?». È la domanda, riecheggiante quella dell'angelo ai discepoli dopo la Risurrezione di Cristo, che papa Francesco ha invitato oggi i fedeli a ripetere, per cogliere la consapevolezza che "Gesù è vivo" e "abita nel mondo", e non bisogna chiudersi nell'"egoismo" o nell'"autocompiacimento", né soprattutto lasciarsi sedurre da "poteri terreni di questo mondo", dalle "vanità mondane", dal "denaro e dal successo", cercando così "la vita tra le cose morte"

«Quando ci lasciamo sedurre dai poteri terreni e dalle cose di questo mondo, dimenticando Dio e il prossimo; quando poniamo le nostre speranze in vanità mondane, nel denaro, nel successo. Allora la Parola di Dio ci dice: 'Perché cercate tra i morti colui che è vivo?'», ha ripetuto il Pontefice.

La Risurrezione rappresenta «una pietra miliare ma anche di inciampo: pensiamo che dia meno fastidio un Gesù morto che un Gesù vivo», ha affermato Papa Francesco. «Cristo risorto - ha assicurato - ormai non muore più: questa certezza abita nella Chiesa da quel giorno che l'angelo domandò alle donne: perchè cercate tra i morti colui che è vivo?»

Un fuori programma ha preceduto stamani l'udienza generale di papa Francesco. A causa della pioggia, infatti, malati e anziani sono stati portati nell'Aula Paolo VI dove il Papa è andato a salutarli, intrattenendosi lungamente con loro. Il Pontefice ha anche salutato artisti e delegazioni che hanno fatto omaggio di quadri. Piazza San Pietro, intanto, nonostante la mattinata piovosa, si è riempita di decine di migliaia di fedeli, in attesa dell'arrivo di Francesco.

Al termine dell’udienza generale il Papa ha lanciato un appello per gli operai della Lucchini. “Ieri – ha detto - ho ricevuto un video-appello da parte degli operai della Lucchini di Piombino, inviatomi prima della chiusura dell’altoforno che mi ha davvero commosso. Sono rimasto triste. Cari operai, cari fratelli sui vostri volti erano dipinte una profonda tristezza e le preoccupazioni di padri di famiglie che chiedono solo il loro diritto di lavorare per vivere dignitosamente e per poter custodire, nutrire ed educare i propri figli. Siate sicuri della mia vicinanza e della mia preghiera; non scoraggiatevi, il Papa è accanto a voi e prega per voi affinché quando si spengono le speranze umane rimanga sempre accesa la speranza divina che non delude mai. Cari operai, cari fratelli, vi abbraccio fraternamente e a tutti i responsabili chiedo di compiere ogni sforzo di creatività e di generosità per riaccendere la speranza nei cuori di questi nostri fratelli e nel cuore di tutte le persone disoccupate a causa dello spreco e della crisi economica. Per favore, aprite gli occhi e non rimanete con le braccia incrociate!”.

© Avvenire, 23 aprile 2014

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