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Il Papa: «Dio è infinitamente paziente con le nostre debolezze»

«L'emblema dell'infinita pazienza che Dio ha per l'uomo è riflesso nell'infinita pazienza che Gesù ha per Giuda». Così papa Francesco in occasione della Messa presieduta questa mattina nella Cappella della Casa Santa Marta in Vaticano. Dobbiamo imparare da Gesù anche la pazienza verso i peccatori e i nostri stessi peccati, ha ricordato Bergoglio.

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«L'emblema dell'infinita pazienza che Dio ha per l'uomo è riflesso nell'infinita pazienza che Gesù ha per Giuda». È la riflessione di papa Francesco in occasione della Messa presieduta questa mattina, come di consueto, nella Cappella della Casa Santa Marta in Vaticano. Dobbiamo imparare da Gesù anche la pazienza verso i peccatori e i nostri stessi peccati ha ricordato il successore di Pietro, sottolineando che Giuda era noto per i suoi furti dalla cassa comune ma, ha sottolineato, «Gesù non gli ha detto: “Tu sei un ladro”. È stato paziente con Giuda, cercando di attirarlo a sé con la sua pazienza, con il suo amore».

«Ci farà bene pensare - in questa Settimana Santa ha affermato papa Francesco - alla pazienza di Dio, a quella pazienza che il Signore ha con noi, con le nostre debolezze, con i nostri peccati». «Quanta pazienza ha Lui con noi! Facciamo tante cose, ma Lui è paziente» ha sottolineato nuovo Pontefice. Il Signore, ha detto ancora citando la parabola del "Figliol prodigo", è paziente «come quel padre che il Vangelo dice che ha visto il figlio da lontano, quel figlio che se n'era andato con tutti i soldi della sua eredità». E perché, si è chiesto il Papa, l'ha visto da lontano? «Perché tutti i giorni andava in alto a guardare se il figlio tornava» Questa, ha ripetuto Papa Francesco, «è la pazienza di Dio, questa è la pazienza di Gesù».
«Pensiamo - ha poi concluso Bergoglio - a un rapporto personale, in questa Settimana: come è stata nella mia vita la pazienza di Gesù con me? Soltanto questo. E poi, uscirà dal nostro cuore una sola parola: “Grazie, Signore! Grazie per la tua pazienza”».

All'Eucaristia di questa mattina sono stati invitati i dipendenti del Servizio fotografico dell'Osservatore Romano, con il loro direttore don Sergio Pellini e il direttore del giornale, professor Giovanni Maria Vian, una piccola delegazione della Associazione "Tu es Petrus", con il presidente Gianluca Barile, e la famiglia del medico pontificio e direttore dei servizi sanitari del Vaticano, professor Patrizio Polisca.

Le celebrazioni nella Settimana Santa. Papa Francesco avrà, nella Settimana Santa appena iniziata, un calendario fittissimo di impegni. Mercoledì terrà la prima Udienza generale del suo Pontificato in piazza San Pietro (si sono già prenotati oltre 15mila fedeli).
Nel Giovedì Santo nella Basilica Vaticana alle 9,30 presiederà la concelebrazione della Messa Crismale con i cardinali, i patriarchi, gli arcivescovi, i vescovi e i preti (diocesani e religiosi) presenti a Roma. Nel pomeriggio celebrerà poi la Messa "In coena Domini" nella Cappella dell'Istituto Penale per Minori di Casal del Marmo alle 17,30.

Per il Venerdì Santo si terrà la celebrazione della Passione del Signore nella Basilica Vaticana alle 17 (l'omelia come sempre in quest'occasione sarà affidata al predicatore della casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa) e papa Francesco presiederà la Liturgia della Parola, l'Adorazione della Croce e il Rito della Comunione. In serata, alle 21,15, Francesco raggiungerà il Colosseo dove - portando personalmente la Croce - presiederà la Via Crucis, al termine della quale rivolgerà la sua parola ai fedeli e impartirà la Benedizione Apostolica. Sabato, poi alle 20,30 è prevista la Veglia pasquale. Il Papa benedirà il fuoco nuovo nell'atrio della Basilica di San Pietro; dopo l'ingresso processionale in Basilica con il cero pasquale e il canto dell'Exsultet, presiederà la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica, che sarà concelebrata con i cardinali.

E come faceva Giovanni Paolo II fino al 2000, il nuovo Pontefice celebrerà poi una seconda messa di Pasqua sul Sagrato della Basilica Vaticana, domenica alle 10,15. Al termine della celebrazione, dalla loggia centrale della Basilica, impartirà la Benedizione Urbi et Orbi.

© Avvenire, 25 marzo 2013

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