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Il Papa e l'Eucarestia: «Dio ci chiede poco e ci dà tanto»

Francesco prosegue il ciclo di catechesi sulla Messa e si sofferma sull’offertorio: «È poca cosa la nostra offerta, ma Cristo ha bisogno di questo poco». Poi prega per la Siria e il Medio Oriente: «Una terra martoriata dove i cristiani sono perseguitati e costretti a lasciare la loro terra»

C’è troppa gente, circa dodicimila fedeli, e l’udienza generale si “sdoppia”: nell’Aula Paolo VI, dove il Papa tiene la catechesi, e nella Basilica Vaticana: «Questa udienza», ha spiegato il Papa all’inizio, «si farà in due posti diversi noi qui nella Sala, nell'Aula Paolo VI, e un altro gruppo in Basilica, perché eravate tanti e non si poteva fare in piazza perché sembra che fa un po’ di freddo... È meglio farlo qui dentro e il gruppo che è in Basilica segue dal maxischermo quello che noi facciamo qui. Salutiamo il gruppo che è in basilica con un applauso».

Il pensiero di Francesco, nel salutare i pellegrini di lingua araba, va alle vittime della guerra in Siria: «Preghiamo per questa terra martoriata ove i cristiani sono perseguitati e costretti a lasciare la loro terra. Preghiamo per questi nostri fratelli e sorelle», l’appello di Francesco che ha proseguito nel ciclo di catechesi sulla Messa e si sofferma sulla presentazione dei doni nella liturgia eucaristica. «Quando noi ci avviciniamo all’altare per celebrare la Messa, la nostra memoria va all’altare della Croce, dove è stato fatto il primo sacrificio», spiega il Pontefice.

«Obbediente al comando di Gesù, la Chiesa ha disposto la Liturgia eucaristica in momenti che corrispondono alle parole e ai gesti compiuti da Lui la vigilia della sua Passione. Così, nella preparazione dei doni sono portati all’altare il pane e il vino, cioè gli elementi che Cristo prese nelle sue mani. Nella Preghiera eucaristica rendiamo grazie a Dio per l’opera della redenzione e le offerte diventano il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo. Seguono la frazione del Pane e la Comunione, mediante la quale riviviamo l’esperienza degli Apostoli che ricevettero i doni eucaristici dalle mani di Cristo stesso».

La nostra offerta è poca cosa ma Cristo ha bisogno di questo poco

Il pane e il vino, sottolinea il Papa, rappresentano l’offerta della propria vita, «affinché sia trasformata dallo Spirito Santo nel sacrificio di Cristo e diventi con Lui una sola offerta spirituale gradita al Padre». Certo, aggiunge il Papa, «è poca cosa la nostra offerta, ma Cristo ha bisogno di questo poco. Ci chiede poco, il Signore, e ci dà tanto. Ci chiede poco. Ci chiede, nella vita ordinaria, buona volontà; ci chiede cuore aperto; ci chiede voglia di essere migliori per accogliere Lui che offre se stesso a noi nell’Eucaristia; ci chiede queste offerte simboliche che poi diventeranno il Suo corpo e il Suo sangue. E non dimenticare: c’è l’altare che è Cristo, ma sempre in riferimento al primo altare che è la Croce, e sull’altare che è Cristo portiamo il poco dei nostri doni, il pane e il vino che poi diventeranno il tanto: Gesù stesso che si dà a noi».

Soprattutto in questo tempo di Quaresima, il Pontefice auspica che tutti i discepoli di Cristo possano coltivare «la spiritualità del dono di sé», che «questo momento della Messa ci insegna». Con «il cuore aperto alla potenza di Dio», ha concluso, è possibile trovare senso nelle proprie giornate, vivere in modo pieno «le relazioni con gli altri, le cose che facciamo, le sofferenze che incontriamo, aiutandoci a costruire la città terrena alla luce del Vangelo».

Antonio Sanfrancesco

© www.famigliacristiana.it, mercoledì 28 febbraio 2018

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