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Il Papa: «Il cristiano deve essere rivoluzionario»

Il Santo Padre ha aperto in Aula Paolo VI il convegno ecclesiale diocesano, accolto da una folla oltre ogni previsione. "La società crudele non dà speranza, noi con la nostra testimonianza cristiana di gioia dobbiamo offrirla".

Il Papa ha aperto questa sera, in una sala Paolo VI stracolma di fedeli (almeno 15mila a fronte di una previsione di 10mila), tanto che è stato necessario allestire grandi schermi all'esterno, l'incontro con la sua Diocesi, quella di Roma, Il tema della catechesi del Papa è: "Io non mi vergogno del Vangelo", da un brano della Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani. 

La catechesi del Papa
"Il Signore ci ha voluto bene e per questo noi siamo in cammino sotto la Grazia di Dio. Questo è per noi gioia: non siete più sotto la legge, ma sotto la Grazia. Siamo liberi per questo, non siamo più schiavi della legge perché Gesù Cristo ci ha liberato. Il cristiano deve essere rivoluzionario perché la Grazia che il Padre ci dà attraverso suo Figlio fa di noi dei rivoluzionari perché cambia il cuore. Tutti siamo peccatori, ma la Grazia ci fa sentire che il Signore ci perdona e ci dà un cuore nuovo. Un cuore che ama, che soffre con gli altri. L'amore è la più grande forza di trasformazione della società perché annulla le distanze tra noi, ci fa sentire vicini. Dove si vende la Grazia, dove la posso comprare? No, la Grazia non si vende e non si compra, Gesù Cristo che la dona. L'amore di Gesù è così: ci dà la Grazia gratuitamente e noi dobbiamo darla ai fratelli e alle sorelle gratuitamente. Anche qui a Roma c'è tanta gente che vive senza speranza, che crede di trovare la felicità nella droga, nell'alcol, nel gioco d'azzardo, nella sessualità senza regole, ma si trovano sempre delusi. Quante persone senza speranza!".

"Pensate anche ai giovani, che spesso non trovano senso alla vita, hanno provato tante cose, e cercano il suicidio come soluzione ai problemi. La speranza è come la Grazia: non si può comprare, è un dono di Dio. Noi dobbiamo offrire la speranza cristiana con la nostra testimonianza, la nostra gioia. Noi che abbiamo la gioia di accorgerci che non siamo orfani, che abbiamo un padre, possiamo essere indifferenti a questa città che ci chiede una speranza per guardare al futuro con più fiducia?".   Il Papa ha poi scherzato sulle lamentale: non dobbiamo cedere alle visioni negative. Come già altre volte nelle scorse settimane, ha quindi chiesto ai sacerdoti di andare fuori, ad incontrare la gente, per portare la speranza e la gioia intorno a sé. "Bisogna prepararsi alla lotta spirituale contro lo spirito del male che non vuole evangelizzatori".
Infine, un accenno alla gratuità della consolazione che "noi discepoli del Crocifisso" dobbiamo portare nei luoghi dove nessuno vuole andare, per portare gratuitamente la Grazia di Dio. 
Oltre 15 mila fedeli
Oltre 15 mila fedeli sono arrivati in Vaticano per partecipare al Convegno ecclesiale della Diocesi di Roma. "Cristo, tu ci sei necessario. La responsabilità dei battezzati nell'annuncio di Gesù Cristo", era il tema del convegno ecclesiale. Ad aprire i lavori è stato papa Francesco che terrà una catechesi intitolata "Io non mi vergogno del Vangelo" e ha presieduto un incontro di preghiera e di meditazione comunitaria animato dal Coro e dall'Orchestra della diocesi di Roma, diretti da monsignor Marco Frisi.
Il saluto del cardinale Vallini

Ecco il testo del saluto del cardinale vicario di Roma, Vallini.
"Santo Padre! E’ grande la nostra gioia per questo incontro. La salutiamo con affetto e La ringraziamo di cuore di averci accolti. Sono qui i suoi Vescovi Ausiliari, i parroci, i vicari parrocchiali, i sacerdoti della pastorale universitaria, ospedaliera e del mondo del lavoro, i diaconi permanenti, i religiosi e le religiose e tanti fedeli laici, tutti impegnati nella pastorale delle nostre comunità. Come Chiesa di Roma siamo intorno a Lei, nostro Vescovo, e intendiamo rispondere con convinzione ed entusiasmo all’invito di Vostra Santità, espresso nelle Sue prime parole pronunciate la sera del 13 marzo, subito dopo la Sua elezione, alla Loggia di San Pietro. Quella sera ci ha detto: “Cominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. [Il] cammino della Chiesa di Roma, che presiede nella carità tutte le Chiese….Un cammino di fratellanza, di amore…[perché] sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella”.

Sì, Padre Santo, noi vogliamo essere con Lei, seguirLa in questo cammino, accogliere il suo magistero, attuare gli orientamenti pastorali che vorrà indicarci e anche consolarLa con abbondanti frutti spirituali per la nostra città e i suoi abitanti.

La diocesi di Roma, Padre Santo, in questi anni porta avanti un progetto pastorale che mira a riproporre il Vangelo e la bellezza di essere discepoli di Gesù agli abitanti della nostra città. Al pari delle altre grandi metropoli, Roma è attraversata da profondi cambiamenti che toccano le ragioni stesse della vita. Non possiamo più dare per scontato che tra noi e intorno a noi, in un crescente pluralismo culturale e religioso, sia conosciuto il Vangelo di Gesù. Si pone pertanto la necessità di riproporlo e di ripensare il modo di generare alla fede nell’ambito di una connotazione missionaria di tutta la pastorale. In questo compito imprescindibile ci stiamo impegnando con rinnovato ardore.

Sappiamo che non è impresa facile, ma – per citare un’espressione a Lei cara del documento di Aparecida – “la fede ci insegna che Dio vive nella città, perché il nostro Dio ha piantato la sua tenda in mezzo a noi” e “ci chiama a dialogare con tutte le culture”. Nell’ambito di una rinnovata pastorale battesimale e post-battesimale, che accompagni i genitori nell’educazione cristiana dei loro figli, abbiamo ritenuto quest’anno di insistere sullo stesso tema, allargando l’impegno alla responsabilità di tutti i battezzati di annunciare Gesù Cristo. La Chiesa, che è “madre e non una baby sitter” – come ha affermato Vostra Santità alcune settimane or sono (cfr. omelia 17 aprile 2013) - deve risvegliare e far crescere la responsabilità in tutti. Di qui il tema del nostro Convegno che questa sera si apre: “Cristo, tu ci sei necessario!”-

La responsabilità dei battezzati nell’annuncio di Gesù Cristo. Siamo convinti che una parrocchia missionaria ha bisogno di nuovi protagonisti: vale a dire una comunità che si senta tutta responsabile del Vangelo. Padre Santo, La ringraziamo di cuore per la catechesi che ci offrirà sul testo di San Paolo ai cristiani di Roma: “Io non mi vergogno del Vangelo”, che darà l’orientamento giusto al lavoro pastorale di questi giorni. Grazie, Padre Santo".

Il convegno diocesano
Al termine della catechesi, il Papa ha presieduto un incontro di preghiera e di meditazione comunitaria animato dal Coro e dall'Orchestra della diocesi di Roma, diretti da monsignor Marco Frisina. Il convegno proseguirà martedì 18, sempre alle 19.30, come di consueto nella basilica di San Giovanni in Laterano.
In programma la relazione di monsignor Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, su "L'impegno della comunità ecclesiale per la responsabilità dei cristiani di annunciare Gesù Cristo". Seguirà l'intervento del cardinale vicario Agostino Vallini sugli "Orientamenti pastorali". La conclusione, mercoledì 19, nelle parrocchie o nelle prefetture della diocesi.

© Avvenire, 17 giugno 2013

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