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Il Papa: «La comunione va al di là della vita terrena»

Il Pontefice: il legame con chi è morto è indissolubile, continua nell'altra vita, è unione spirituale che nasce dal battesimo, non viene spezzata dalla morte. «Anche io, come tutti, ho avuto dubbi nel cammino di fede». L'appello: «Riconciliazione in Iraq». In piazza San Pietro 80mila fedeli. E un bambino sale sulla jeep

"Il legame profondo e indissolubile con coloro che hanno varcato la soglia della morte" è stato evocato questa mattina da Papa Francesco presentando il brano del "Credo" relativo alla vita eterna e alla comunione dei santi. Siamo, ha detto nella catechesi all'Udienza generale di oggi, "una sola grande famiglia tra terra e cielo, che si realizza nella preghiera di intercessione".

La "comunione nella fede" tra i vivi, e dei vivi con i morti, "è una realtà che ci fa fratelli, ci accompagna nel cammino della vita". Lo ha affermato il Papa nella udienza generale. "La comunione dei santi - ha detto papa Francesco - va al di là della vita terrena, va al di là e continua nell'altra vita, è una unione spirituale che nasce dal battesimo, non viene spezzata dalla morte, ma grazie al fatto che Cristo è risorto, è destinata a trovare la sua pienezza nella vita eterna". "C'è un legame profondo e indissolubile - ha aggiunto papa Bergoglio - tra coloro che sono pellegrini in questo mondo e coloro che hanno varcato la soglia per entrare nella eternità, tra tutte le anime del purgatorio e tutte le anime che sono già in paradiso, ... una sola grande famiglia, questa comunione - ha spiegato il Pontefice - si realizza soprattutto nella preghiera di intercessione. Abbiamo questa bellezza, - ha concluso - la memoria della fede, una realtà che ci fa fratelli, che ci accompagniamo nel cammino della vita, e ci troveremo lassù in cielo, andiamo con gioia, la gioia di avere tanti fratelli battezzati che camminano con noi, e anche con l'aiuto di questi fratelli e sorelle che fanno questa strada verso il cielo e quelli in cielo che pregano per noi, avanti su questa strada, - ha esortato - e con gioia".

"Anch'io, come tutti, ho avuto dubbi nel cammino di fede».Tutti abbiamo sperimentato insicurezze, smarrimenti e perfino dubbi: tutti e anche io". Con queste parole Papa Francesco ha commentato questa mattina in piazza San Pietro il brano del Credo che riguarda la vita eterna e la comunione dei santi. "L'insicurezza - ha spiegato - è parte del cammino della fede, tutto ciò non deve stupirci: tutti siamo fragili, tutti abbiamo limiti, non bisogna spaventarsi". A tranquillizzarci, secondo il Pontefice, deve essere la verità della fede per la quale "l'amore di Dio brucia anche i nostri peccati". "In questi momenti difficoltosi - ha spiegato Papa Bergoglio - è necessario confidare nell'aiuto di Dio, mediante la preghiera filiale, e, al tempo stesso, è importante trovare il coraggio e l'umiltà di aprirsi agli altri". Infatti, "la nostra fede ha bisogno del sostegno degli altri, specialmente nei momenti difficili". "Quanto è bello - ha concluso il Papa - sostenerci gli uni gli altri nell'avventura meravigliosa della fede!"

Sono più di 80mila i fedeli e i pellegrini arrivati in piazza San Pietro per l'Udienza generale di papa Francesco in piazza San Pietro. Il Papa, come di consueto, ha fatto vari giri di piazza sulla jeep scoperta poi, raccogliendo l'invito festoso dei pellegrini, è sceso dalla jeep, andando incontro ad anziani e bambini in visibilio. In piazza anche bambini con il saio bianco che, alla vista del Pontefice, lo hanno letteralmente preso d'assalto. Mentre la vettura era ferma, poi, un bambino di 4 o 5 anni ha potuto montare sul pianale accanto a Francesco che gli ha parlato per qualche istante a bassa voce.

Appello per la pace. "Vi invito - ha detto il Papa in un "appello" al termine della udienza generale - a pregare per la cara nazione irachena purtroppo colpita quotidianamente da tragici episodi di violenza perché trovi la strada della riconciliazione, della pace, dell'unità e della stabilità".​

© Avvenire, 30 ottobre 2013

 

Il Testo dell'Udienza

 

 

«La comunione dei santi va al di là della vita terrena»

 

L’Udienza Generale di questa mattina si è svolta alle ore 10.30 in Piazza San Pietro dove il Santo Padre Francesco ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e da ogni parte del mondo.
Nel discorso in lingua italiana, il Papa ha incentrato la sua meditazione sulla Comunione dei Santi.
Dopo la sintesi in diverse lingue, Papa Francesco ha rivolto particolari espressioni di saluto ai gruppi di fedeli presenti. Quindi ha rivolto un appello alla pace e alla riconciliazione nella nazione irachena.
L’Udienza Generale si è conclusa con il canto del Pater Noster e la Benedizione Apostolica.

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Oggi vorrei parlare di una realtà molto bella della nostra fede, cioè della"comunione dei santi". Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci ricorda che con questa espressione si intendono due realtà: la comunione alle cose sante e la comunione tra le persone sante (n. 948). Mi soffermo sul secondo significato: si tratta di una verità tra le più consolanti della nostra fede, poiché ci ricorda che non siamo soli ma esiste una comunione di vita tra tutti coloro che appartengono a Cristo. Una comunione che nasce dalla fede; infatti, il termine"santi"si riferisce a coloro che credono nel Signore Gesù e sono incorporati a Lui nella Chiesa mediante il Battesimo. Per questo i primi cristiani erano chiamati anche "i santi" (cfr At 9,13.32.41; Rm 8,27; 1 Cor 6,1).
1. Il Vangelo di Giovanni attesta che, prima della sua Passione, Gesù pregò il Padre per la comunione tra i discepoli, con queste parole: «Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (17,21). La Chiesa, nella sua verità più profonda, è comunione con Dio, familiarità con Dio, comunione di amore con Cristo e con il Padre nello Spirito Santo, che si prolunga in una comunione fraterna. Questa relazione tra Gesù e il Padre è la "matrice" del legame tra noi cristiani: se siamo intimamente inseriti in questa "matrice", in questa fornace ardente di amore, allora possiamo diventare veramente un cuore solo e un’anima sola tra di noi, perché l’amore di Dio brucia i nostri egoismi, i nostri pregiudizi, le nostre divisioni interiori ed esterne. L’amore di Dio brucia anche i nostri peccati.
2. Se c’è questo radicamento nella sorgente dell’Amore, che è Dio, allora si verifica anche il movimento reciproco: dai fratelli a Dio; l’esperienza della comunione fraterna mi conduce alla comunione con Dio. Essere uniti fra noi ci conduce ad essere uniti con Dio, ci conduce a questo legame con Dio che è nostro Padre. Questo è il secondo aspetto della comunione dei santi che vorrei sottolineare: la nostra fede ha bisogno del sostegno degli altri, specialmente nei momenti difficili. Se noi siamo uniti la fede diventa forte. Quanto è bello sostenerci gli uni gli altri nell’avventura meravigliosa della fede! Dico questo perché la tendenza a chiudersi nel privato ha influenzato anche l’ambito religioso, così che molte volte si fa fatica a chiedere l’aiuto spirituale di quanti condividono con noi l’esperienza cristiana. Chi di noi tutti non ha sperimentato insicurezze, smarrimenti e perfino dubbi nel cammino della fede? Tutti abbiamo sperimentato questo, anch’io: fa parte del cammino della fede, fa parte della nostra vita. Tutto ciò non deve stupirci, perché siamo esseri umani, segnati da fragilità e limiti; tutti siamo fragili, tutti abbiamo limiti. Tuttavia, in questi momenti difficoltosi è necessario confidare nell’aiuto di Dio, mediante la preghiera filiale, e, al tempo stesso, è importante trovare il coraggio e l’umiltà di aprirsi agli altri, per chiedere aiuto, per chiedere di darci una mano. Quante volte abbiamo fatto questo e poi siamo riusciti a venirne fuori dal problema e trovare Dio un’altra volta! In questa comunione - comunione vuol dire comune-unione - siamo una grande famiglia, dove tutti i componenti si aiutano e si sostengono fra loro.
3. E veniamo a un altro aspetto: la comunione dei santi va al di là della vita terrena, va oltre la morte e dura per sempre. Questa unione fra noi, va al di là e continua nell’altra vita; è una unione spirituale che nasce dal Battesimo e non viene spezzata dalla morte, ma, grazie a Cristo risorto, è destinata a trovare la sua pienezza nella vita eterna. C’è un legame profondo e indissolubile tra quanti sono ancora pellegrini in questo mondo – fra noi – e coloro che hanno varcato la soglia della morte per entrare nell’eternità. Tutti i battezzati quaggiù sulla terra, le anime del Purgatorio e tutti i beati che sono già in Paradiso formano una sola grande Famiglia. Questa comunione tra terra e cielo si realizza specialmente nella preghiera di intercessione.
Cari amici, abbiamo questa bellezza! È una realtà nostra, di tutti, che ci fa fratelli, che ci accompagna nel cammino della vita e ci fa trovare un’altra volta lassù in cielo. Andiamo per questo cammino con fiducia, con gioia. Un cristiano deve essere gioioso, con la gioia di avere tanti fratelli battezzati che camminano con lui; sostenuto dall’aiuto dei fratelli e delle sorelle che fanno questa stessa strada per andare al cielo; e anche con l’aiuto dei fratelli e delle sorelle che sono in cielo e pregano Gesù per noi. Avanti per questa strada con gioia!

Ai saluti:

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto i fedeli di Porto Santo Stefano, accompagnati dal loro Vescovo, Mons. Borghetti, e quelli di Árdara, venuti alla Sede di Pietro in occasione dell’Anno della fede. Saluto le associazioni e i gruppi presenti, specialmente i Maestri del Lavoro di Rimini; il Movimento Apostolico Ciechi di Treviso e l’Associazione italiana Ciechi di guerra; i Dirigenti e Soci della Banca di Credito Cooperativo Sangro Teatina, sorta ad opera di un gruppo di cattolici, capeggiati da quattro sacerdoti animati dall’ideale francescano. La visita alle tombe degli Apostoli confermi in tutti l’adesione a Cristo e il senso di appartenenza alla Chiesa!
Saluto infine i malati, gli sposi novelli e i giovani, con un pensiero speciale agli studenti dei Collegi Universitari provenienti da tutta Italia. Venerdì prossimo celebreremo la Solennità di Tutti i Santi. La loro testimonianza di fede rafforzi in ciascuno di voi, cari giovani, la certezza che Dio vi accompagna nel cammino della vita; sostenga voi, cari ammalati, alleviando la vostra quotidiana sofferenza; e sia di aiuto a voi, cari sposi novelli, nel costruire la vostra famiglia sulla fede in Dio.

Appello del Santo Padre:

Al termine dell’Udienza saluterò una delegazione di sovraintendenze irachene, con rappresentanti dei diversi gruppi religiosi, che costituiscono la ricchezza del Paese, accompagnata dal Card. Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Vi invito a pregare per la cara nazione irachena purtroppo colpita quotidianamente da tragici episodi di violenza, perché trovi la strada della riconciliazione, della pace, dell’unità e della stabilità.

© Avvenire, 30 ottobre 2013

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