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Il Papa: «Se il matrimonio non è “per sempre” è meglio non sposarsi»

Francesco all’udienza generale: «Chi ama veramente ha il desiderio e il coraggio di dire “per sempre” ma sa di avere bisogno della grazia di Cristo e dell’aiuto dei santi per poter vivere la vita matrimoniale per sempre. Non come alcuni dicono: “finché dura l’amore”. O per sempre o niente»

«Chi ama veramente ha il desiderio e il coraggio di dire “per sempre” – “per sempre” – ma sa di avere bisogno della grazia di Cristo e dell’aiuto dei santi per poter vivere la vita matrimoniale per sempre. Non come alcuni dicono: “finché dura l’amore”. No: per sempre! Altrimenti è meglio che non ti sposi. O per sempre o niente». Papa Francesco ripete per tre volte, in piazza San Pietro, quel “per sempre” che è alla base del matrimonio cattolico. Lo fa durante l’udienza in cui parla dei Santi e dell'aiuto che possono darci nella vita di ogni giorno. Anche nel matrimonio. Non a caso, nota il Pontefice, l’intercessione dei santi, “la moltitudine di testimoni” di cui parla la Lettera agli Ebrei proclamata prima della catechesi, viene invocata per la prima volta nel momento del Battesimo, e poi nell’ordinazione sacerdotale o nel sacramento del Matrimonio per gli sposi.

«Ma qualcuno di voi», ha chiesto Francesco, «potrà domandarmi: “Padre, si può essere santo nella vita di tutti i giorni?” Sì, si può. “Ma questo significa che dobbiamo pregare tutta la giornata?” No, significa che tu devi fare il tuo dovere tutta la giornata: pregare, andare al lavoro, custodire i figli. Ma occorre fare tutto con il cuore aperto verso Dio, in modo che il lavoro, anche nella malattia e nella sofferenza, anche nelle difficoltà, sia aperto a Dio. E così si può diventare santi. Che il Signore ci dia la speranza di essere santi. Non pensiamo che è una cosa difficile, che è più facile essere delinquenti che santi! No. Si può essere santi perché ci aiuta il Signore; è Lui che ci aiuta». Il desiderio del Papa è che possiamo «diventare immagine di Cristo per questo mondo», persone «che vivono accettando anche una porzione di sofferenza, perché si fanno carico della fatica degli altri».

La nostra storia ha bisogno di “mistici”, persone che rifiutano il dominio e aspirano, invece, alla carità. «Senza questi uomini e donne il mondo non avrebbe speranza», avverte Francesco che conclude con un augurio: «a voi e anche a me, il Signore doni la speranza di essere santi».

Il cristianesimo, spiega ancora Francesco, «coltiva una inguaribile fiducia: non crede che le forze negative e disgreganti possano prevalere. L’ultima parola sulla storia dell’uomo non è l’odio, non è la morte, non è la guerra». E sono proprio i santi a testimoniare che «la vita cristiana non è un ideale irraggiungibile», hanno infatti conosciuto le «nostre stesse fatiche», gioie e dolori. Ad assisterci, quindi, nella vita è la mano di Dio e la loro presenza. «Non siamo soli», assicura più volte il Pontefice: «La Chiesa è fatta di innumerevoli fratelli, spesso anonimi, che ci hanno preceduto e che per l’azione dello Spirito Santo sono coinvolti nelle vicende di chi ancora vive quaggiù».

Antonio Sanfrancesco

© www.famigliacristiana.it, mercoledì 21 giugno 2017

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