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Ingerenze e convenienze

Dopo le prese di posizione ecclesiastiche sul tema del referendum sull'acqua non ho trovato l'editoriale indignato di «Repubblica» sul tema delle ingerenze

Paginata compiaciuta su Repubblica del 3 giugno per raccontare come la Cei e grossi pezzi del mondo cattolico si stiano spendendo per il sì ai referendum. Non trovo, però, l'editoriale indignato che grida all'ingerenza politica delle gerarchie vaticane. Poi ricordo a me stesso che ingerenza c'è solo quando la Chiesa la pensa diversamente da Repubblica. E mi tranquillizzo.

E dire che, forse, non sarebbe così difficile rendersi conto che, forse, la Chiesa ha qualche titolo per partecipare al dibattito su temi come quelli che riguardano la vita e la morte, qualcuno in più, forse, di quanti non ne abbia per inserirsi sul dibattito relativo alla titolarità delle condotte idriche. Ma tant'è. La storia è vecchia e rodata. Applausi e acritici titoloni di giornale quando magari un Papa tuona dalla finestra contro la guerra del repubblicano Bush o quando un vescovo di chiare simpatie progressiste sferza, con più d'una ragione, le politiche del governo nostrano in tema di immigrazione. Guai però se un papa, un porporato, un vescovo o l'ultimo parroco di campagna s'azzarda ad avventurarsi su temi del tipo sessualità, eutanasia, esperimenti scientifici su embrioni umani. Lì, le prefiche di Repubblica e soci attaccano in automatico a stracciarsi le vesti. Con un vezzo (che li accomuna a tanti altri media, sia chiaro) che, da giornalista, mi risulta particolarmente indigesto. Ossia, quello di attribuire qualsiasi articolo, editoriale o trafiletto di Avvenire ai "vescovi".

"Vescovi all'attacco su...", "I vescovi criticano...", "Affondo dei vescovi su..."

Trovo il vezzo particolarmente offensivo nei confronti di colleghi, giornalisti come quelli di Repubblica (magari pagati un po' meno), che a modo di vedere di quei titolisti parlano e scrivono sotto dettatura dei vescovi, solo per il fatto di scrivere su un quotidiano edito dalla Cei. Come se quando Giannini o D'Avanzo scrivono su Repubblica, si dovesse titolare "Affondo di De Benedetti...". Pensa un po' come reagirebbero quel giorno le prefiche del progressismo...

Salvo Toscano

© www.vinonuovo.it, 7 giugno 2011

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