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La pace, finalmente: quella stretta di mano tra Etiopia ed Eritrea

Firmato ad Asmara un accordo che pone fine alle ostilità fra i due paesi del Corno d'Africa. Fra pochi giorni riprenderanno anche i voli diretti

A volte la storia corre in fretta, per fortuna nel verso giusto. Sono bastate poche settimane per arrivare alla dichiarazione di pace che pone fine allo “stato di guerra” che da vent’anni avvelenava i rapporti fra Etiopia ed Eritrea. Con un cordiale incontro che si è svolto il 9 luglio ad Asmara, i leader di Etiopia ed Eritrea, Abiy Ahmed e Isaias Afwerki, hanno dato una svolta ai rapporti fra i due Paesi. L’incontro fra il premier etiope e il presidente eritreo si è svolto pochi giorni dopo la visita di una delegazione del governo eritreo ad Addis Abeba.

Etiopia ed Eritrea erano entrati in conflitto nel 1998 per divergenze sui confini e nonostante un accordo di pace,  siglato il 12 dicembre del 2000 ad Algeri , non era mai stata del tutto accettata la fine delle ostilità. Con oltre 80000 morti e il continuo finanziamento di azioni di guerriglia contro i reciproci governi centrali, il conflitto è stato una delle principali cause di instabilità nel Corno d’Africa.

La volontà di un riavvicinamento con l’Eritrea era stata espressa fin dai primi giorni del mandato del nuovo primo in nostro etiope, Abiy Ahmed, in carica dallo scorso aprile. ABI Ahmed, 41 anni, è di etnia Oromo, il gruppo etnico maggioritario in Etiopia, ma anche il più marginalizzato. Il nuovo premier ha promesso la pacificazione interna e intende promuovere anche riforme in campo economico.

L’accordo firmato ad Asmara fa leva su due punti. Primo: la fine dello stato di guerra e l’inizio di una nuova era di pace e amicizia. Secondo: entrambi i Paesi lavoreranno per promuovere una stretta collaborazione politica, economica, sociale e culturale e nell’ambito della sicurezza. C'è da sperare che il nuovo clima possa spingere il governo eritreo a politiche più rispettose dei diritti umani. Sui giovani eitrei pesa, fra l'altro, l'obbligo di prestare servizio militare a tempo indeterminato.

Una prima conseguenza dell’accordo firmato il 9 luglio è la ripresa dei voli commerciali, dopo vent’anni di blocco, fra Etiopia ed Eritrea. I voli riprenderanno il 17 luglio. Questa permetterà anche il ricongiungimento delle numerose famiglie rimaste separate a causa del conflitto.

Roberto Zichittella

© www.famigliacristiana.it, mercoledì 11 luglio 2018

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