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L'angoscia di essere lontani da Dio

Papa Francesco sottolinea che, come Maria e Giuseppe, «dovremmo provare angoscia quando per più di tre giorni ci dimentichiamo di Gesù, senza pregare, senza leggere il Vangelo, senza sentire il bisogno della sua presenza e della sua consolante amicizia. E tante volte passano giorni senza che io ricordi» Gesù, questo è brutto

Stupore e angoscia. Papa Francesco commenta il Vangelo di oggi, quello della festa della Santa Famiglia che si celebra in questa domenica, chiedendo di meditare su queste due parole, di portarle a casa e di ricordarle. Stupore per come Dio si manifesta, per le cose buone che gli altri hanno e che aiutano nei problemi delle famiglie, angoscia per quando siamo lontani dal Signore. «L’odierno brano evangelico», dice Francesco, «racconta il viaggio della famiglia di Nazareth verso Gerusalemme, per la festa di Pasqua. Ma, nel viaggio di ritorno, i genitori si accorgono che il figlio dodicenne non è nella carovana. Dopo tre giorni di ricerca e di timore, lo trovano nel tempio, seduto tra i dottori, intento a discutere con essi. Alla vista del Figlio, Maria e Giuseppe “restarono stupiti” e la Madre gli manifestò la loro apprensione dicendo: “Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo”» . Ecco, «lo stupore, “loro restarono stupiti”,  e l’angoscia, “tuo padre e io eravamo angosciati”,  sono i due elementi sui quali vorrei richiamare la vostra attenzione: stupore e angoscia.  Nella famiglia di Nazareth non è mai venuto meno lo stupore, neanche in un momento drammatico come lo smarrimento di Gesù: è la capacità di stupirsi di fronte alla graduale manifestazione del Figlio di Dio. È lo stesso stupore che colpisce anche i dottori del tempio, ammirati “per la sua intelligenza e le sue risposte”». Ma cosa è lo stupore?, si chiede il Papa: «Cosa è stupirsi? Stupirsi e meravigliarsi è il contrario del dare tutto per scontato, è il contrario dell’interpretare la realtà che ci circonda e gli avvenimenti della storia solo secondo i nostri criteri. Una persona che fa questo non sa cosa sia l’ammirazione, cosa sia lo stupore. Stupirsi è aprirsi agli altri, comprendere le ragioni degli altri: questo atteggiamento è importante per sanare i rapporti compromessi tra le persone, ed è indispensabile anche per guarire le ferite aperte nell’ambito familiare.  Quando ci sono dei problemi nelle famiglie diamo per scontato che noi abbiamo ragione e chiudiamo la porta agli altri. Invece bisogna pensare a quale cosa di buono ha questa persona con la quale avete problemi».

Il secondo elemento, «l’angoscia che sperimentarono Maria e Giuseppe quando non riuscivano a trovare Gesù» manifesta «la centralità di Gesù nella Santa Famiglia». Francesco sottolinea che «dovremmo provare angoscia quando per più di tre giorni ci dimentichiamo di Gesù, senza pregare, senza leggere il Vangelo, senza sentire il bisogno della sua presenza e della sua consolante amicizia. E tante volte passano giorni senza che io ricordi Gesù, questo è brutto, questo è molto brutto. Dovremmo sentire l’angoscia quando succedono queste cose. Maria e Giuseppe lo cercarono e lo trovarono nel tempio mentre insegnava: anche noi, è soprattutto nella casa di Dio che possiamo incontrare il divino Maestro e accogliere il suo messaggio di salvezza».

Infine papa Francesco chiede di pregare con una Ave Maria per le popolazioni del Congo, provate dalla violenza e da ebola, per le loro sofferenze e per il paficio svolgimento delle elezioni.

Annachiara Valle

© www.famigliacristiana.it, domenica 30 dicembre 2018

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