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Cacucci

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"Lasciatevi riconciliare con Dio"

Questa è l’immagine che viene affidata ad ogni comunità: san Giovanni adagiato sul petto di Gesù. “Il discepolo che Gesù amava” (Gv 13, 23), accogliendo l’amore di Cristo, ce lo indica. Gesù lo accoglie innanzitutto con il suo sguardo, e tra le sue braccia di Amico, di Fratello e di Sposo stringe a sé la Chiesa, tutti noi.

 

L’Anno liturgico, ogni volta, nello scorrere dei suoi tempi, ci dona l’opportunità di “vivere un’esperienza sempre più profonda e coinvolgente del mistero di Cristo e della sua azione salvifica”. La Quaresima è il tempo favorevole per «crescere nella conoscenza del mistero di Cristo» (Coll. I Dom. di Quaresima), e la Pasqua è il momento culminante che ravviva la fede e ci aiuta a comprendere «l’inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti» (Coll. II Dom. di Pasqua).
Cristo stesso ci accompagna in questo itinerario di fede, attirandoci a se, conducendoci nel deserto e parlando al nostro cuore (cf. Os 2, 16). E nel cuore di ciascuno di noi risuona la Parola, «il Figlio unigenito che è Dio ed è nel seno del Padre» (Gv 1, 18), che ci rivela il Mistero dell’Amore misericordioso e ci riporta nel cuore di Dio.
«Lasciatevi riconciliare con Dio»(2Cor 5, 20) è l’invito che raggiunge tutti e ciascuno.
Da cuore a cuore… come tra il Maestro e il discepolo amato, fino “a cogliere, a percepire, a imparare la capacità stessa di raggiungere il battito del Divino che c’è in ciascuno”.
Questa è l’immagine che viene affidata ad ogni comunità: san Giovanni adagiato sul petto di Gesù. “Il discepolo che Gesù amava” (Gv 13, 23), accogliendo l’amore di Cristo, ce lo indica. Gesù lo accoglie innanzitutto con il suo sguardo, e tra le sue braccia di Amico, di Fratello e di Sposo stringe a sé la Chiesa, tutti noi. “Le porte dell’Eden sono spalancate per sempre, il cuore dilatato e offerto in sacrificio, fino a lacerarsi molto prima del colpo di lancia, … alleanza con tutto ciò che vive: genesi dell’uomo in Dio. L’amato nasce dalle ferite del cuore di chi lo ama. L’uomo nasce dal cuore trafitto del Creatore”.
L’immagine ci riporta nella sala al piano superiore dove Gesù può mangiare la Pasqua con i suoi discepoli (cf. Lc 22, 11-12). In quella sala e in quella sera, Cristo ci consegna i doni dell’Eucaristia, memoriale della sua morte e risurrezione, e del Sacerdozio ministeriale. Quale immagine più bella in questo anno dedicato da Papa Benedetto XVI alla preghiera per i sacerdoti, “vite spese e consumate per amore, pastori secondo il Suo cuore”.
L’Arcivescovo, mons. Francesco Cacucci, nell’ultimo messaggio per il Seminario diocesano, consegnandoci questa immagine, ha scritto: «San Giovanni, adagiato sul petto del Maestro, nell’ultima cena, esprime l’icona più bella del sacerdozio ministeriale. È da quel cuore che il discepolo attinge la linfa della sua esistenza; è da quel cuore che inizia a pulsare il suo cuore sacerdotale; è da quel cuore che alimenta il suo essere prete per gli altri. Mi piace consegnare ai nostri seminaristi questa immagine di ineffabile bellezza. Comincino a meditarla e a scolpirla nell’intimo del proprio essere. È Gesù che chiama a questa amicizia, perché nell’intimità che è propria di tale rapporto si possano scoprire i tesori della propria vocazione. Notiamo, poi, che è durante l’ultima cena – momento di assoluta confidenza con i discepoli – che Gesù chiama i suoi a quella che appare come una vocazione nella vocazione: non c’è solo la chiamata alla sequela. Vi è molto di più: la sequela è amicizia, è condivisione di vita, è sogno di eternità che il Padre affida al Figlio e il Figlio condivide con i suoi “amici”».
La chiamata a questa amicizia è invito alla riconciliazione con Dio. Esso attraversa tutto questo tempo ed è sempre affidato al ministero dei sacerdoti, per rimanere tutti uniti, più intimamente possibile, a Cristo Signore, per scrutare il mistero del Suo cuore, per ricevere il perdono e diventare dono per gli altri. A questo siamo chiamati tutti: sacerdoti e laici, che pure sono sacerdoti in virtù del battesimo: tutti “possiamo tornare tra le braccia del Padre come figli, passando dal cuore del Figlio”.
Tutti dobbiamo tornare a gustare questa profonda verità della nostra esistenza, a prendere coscienza sempre più della “situazione di salvezza” in cui siamo stati immessi, e ad annunciarla con la testimonianza della vita, iniziando dalle nostre case, passando per le comunità parrocchiali, fino ad arrivare in ogni luogo di vita. Le famiglie potranno sperimentare la gioia della comunione, la forza della riconciliazione, e di cuore in cuore, di generazione in generazione, si tornerà a raccontare la fede come storia di salvezza, che da' pienezza di significato alla vita.
Tre Sussidi sono stati preparati, nella nostra Diocesi, per aiutare le comunità.
Il primo, pubblicato in un libro, per aiutare a celebrare, approfondire e vivere il mistero attraverso la catechesi mistagogica, l’incontro settimanale della comunità, che non deve essere soltanto preparazione immediata della liturgia domenicale, ma momento strutturante la vita comunitaria nel suo cammino di fede, di domenica in domenica. La comunità si confronta con il mistero attraverso la riflessione sui testi della liturgia domenicale, e li rilegge attraverso la mediazione autorevole dei Padri, dei santi e dei testimoni della fede, ma anche in relazione al contesto culturale contemporaneo. Il Mistero nella storia, celebrato e creduto inonda l’esistenza personale e comunitaria e si fa vita.
Il secondo, curato dall’Ufficio giovani, Ufficio liturgico e Centro diocesano vocazioni, e offerto ai giovani, ma anche agli adulti delle nostre comunità parrocchiali, è «Vivi davvero!».L’itinerario per la preghiera personale quotidiana propone un commento e una preghiera giornaliera per tutta la settimana sui testi delle liturgie domenicali e festive della Quaresima e della Pasqua.
Il terzo presenta molteplici proposte di celebrazioni per accompagnare la preghiera delle comunità e delle famiglie.
Affidando questi Sussidi alle comunità della nostra Chiesa diocesana, per i tempi di Quaresima e di Pasqua, auguro a tutti di scoprire la misericodia del Padre, sperimentare la riconcilizione con Lui mediante Cristo e, sostenuti dallo Spirito, vivere il perdono come dono anche per gli altri.
 
[Per scaricare i sussidi per il Tempo di Quaresima-Pasqua, clicca qui]
 

 

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