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Macerata-Loreto: «Giovani, lasciatevi guidare da Gesù»

Il saluto del Papa ai pellegrini in partenza per il tradizionale pellegrinaggio, un'esperienza di preghiera, meditazione, amicizia. "Siate aperti alle sorprese di Dio, andate avanti con speranza e non lasciatevela rubare".

"So che siete tanti per questo pellegrinaggio, decine di migliaia", così ha esordito il Santo Padre nella sua telefonata allo stadio di Macerata colma di giovani intorno alle 21.

"Quello che voi fate - ha detto - è il paradigma della vita: tutta la vita è un pellegrinaggio, e l'importante è l'incontro con Gesù. Lasciatavi guidare da Gesù. Siate aperti alle sorprese di Dio. Anche per voi l'avvenimento di questa notte è una sorpresa, è il segno che nulla è impossibile a Dio: come spiegare altrimenti che da 300 dell'inizio siete arrivati a 30mila? Anche voi potete appoggiarvi su Gesù. Andate avanti con speranza, carissimi giovani, e per favore non lasciatevi rubate la speranza, è il Signore che ve la dà. Pregate per me". Infine ha impartito la benedizione..

Dopo la Messa celebrata dal cardinale Marc Ouellet, che proprio oggi compie gli anni come ha ricordato Papa Francesco, le strade della campagna maceratese saranno attraversate per tutta la notte da migliaia di giovani per il tradizionale pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto. Saranno in tanti, si parla di centomila presenze, a camminare di notte, per 28 chilometri. 

Il pellegrinaggio, il più numeroso tra quelli che si svolgono a piedi in Italia, è un’esperienza di preghiera, meditazione, amicizia, offerta di sé. Come si legge dalle innumerevoli intenzioni di preghiera che arrivano nella sede centrale di Macerata: si chiede un miracolo per una guarigione, si invoca un aiuto per salvare una famiglia dalla crisi, si ricerca un senso alla vita o un briciolo di speranza. Per questo ci si muove nel buio totale della giornata illuminati da testimonianze di cambiamento e dalla recita del Rosario «per domandare la fede come un’esperienza presente – dice nel messaggio di saluto il presidente della Fraternità di Comunione e liberazione Julian Carrón. «Il vostro pellegrinaggio è tutto segnato dal fatto di svolgersi all’interno dell’Anno della fede. È questa circostanza che mette davanti ai nostri occhi la domanda da portare lungo il cammino: chiedere la fede in Gesù Cristo, Signore e Dio nostro».

Ed è ancora Carrón a domandarsi: «Da dove possiamo ripartire? Da dove attingere l’energia per riprendere costantemente? Solo domandando la fede come esperienza presente». Ma ecco il punto: «La vostra meta non è la reliquia di un passato, ma il segno di qualcosa che, iniziato nel passato, sta accadendo ora». Il presidente della Fraternità di Cl, nel sottolineare la portentosa incisività di questo gesto di religiosità autentica, ricolloca la fede come evento reale nella vita e solo così «potremo essere all’altezza dell’appello di papa Francesco ad uscire per andare nelle "periferie esistenziali" a testimoniare la fede».

Anche il segretario generale della Cei, Mariano Crociata, ha rinnovato il vivo apprezzamento per questa 35ª edizione, «che esprime il volto popolare delle nostre comunità cristiane, allargandosi a tante persone provenienti da altri Paesi, secondo le intenzioni di preghiera indicate che sintonizzano il pellegrinaggio con il cammino della Chiesa». E tra le principali intenzioni, l’ideatore del pellegrinaggio Giancarlo Vecerrica, vescovo di Fabriano-Matelica ha inserito la crisi del mondo del lavoro, la libertà religiosa nel mondo, la conclusione dell’anno scolastico, ma anche l’Anno della fede e la Giornata mondiale della gioventù in Brasile.


Carlo Cammoranesi

© Avvenire, 8 giugno 2013

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