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Minori e tv, una sfida mondiale

Dopo le proteste di utenti e telespettatori per il nuovo decreto del governo italiano che abolisce le fasce protette, uno sguardo su come altri Paesi affrontano la tutela di bambini e ragazzi davanti al video. Dalla Gran Bretagna, alla Germania alla Svezia.

Meglio i palinsesti che rispettano i più piccoli piuttosto che i filtri elettronici. L’Europa preferisce scommettere su una tv a misura di ragazzo invece di ricorrere alla censura tecnologica che blocca i programmi inadatti ai minori. Fasce protette, bollini sullo schermo, attenta classificazione delle trasmissioni sono gli strumenti di tutela più diffusi nei Paesi del continente. E anche se i televisori digitali o i decoder hanno il parental control che con un codice impostato dai genitori ferma i contenuti nocivi, la strada dei dispositivi hi-techviene impiegata soprattutto per Internet.

Anche l’Italia aveva seguito l’opzione della difesa preventiva, seppur con la deroga del decreto Romani che nel 2010 aveva aggirato lo stop europeo ai programmi pornografici prevedendone la trasmissione di notte e «ad accesso condizionato». Ma la Penisola era rimasta ancorata all’idea di vietare in pieno giorno o in prima serata film e rubriche a rischio.

Dalla scorsa settimana il blocco intorno a cui sono state costruite le fasce protette può essere superato quando il televisore ha un «accorgimento tecnico» che impedisce la visione dei programmi inadatti. Lo ha stabilito il Governo col decreto legislativo che riscrive il rapporto fra tv e minori nel nostro Paese recependo una direttiva europea del 2007.

Il testo su cui i due rami del Parlamento hanno espresso il loro parere favorevole consentirà alle emittenti di liberalizzare la programmazione mandando in onda di tutto in qualsiasi momento. Non è lo stesso orientamento adottato in Gran Bretagna che ha scelto un rigido spartiacque orario fra palinsesti familiari e trasmissioni per adulti: prima delle 21 non può essere proposto materiale nocivo e anche nelle pay tv i programmi a sfondo sessuale vanno trasmessi solo di notte e criptati. Per di più il Regno Unito ha un codice emanato dal Parlamento che determina i contenuti problematici.

Anche la Svezia segue la stessa linea. La Commissione per il broadcasting (Grot) ha previsto che i programmi inadatti ai minori di dodici anni non possano andare in onda prima delle 21. Altrettanto accurata l’articolazione in Finlandia: prima dalle 17 sono proibiti contenuti nocivi per gli under undici e prima delle 21 quelli per i minori di quindici anni.

In Olanda i contenuti tv sono classificati con questionari online che ne fissano la collocazione nei palinsesti: dopo le 20 per i materiali destinati agli over dodici e dopo le 22 per quelli riservati ai maggiori di sedici anni.

La Francia si affida a cinque categorie per schedare i programmi che vanno segnalati con indicatori sul video e la loro messa in onda è legata a precisi segmenti orari.

Le fasce protette sono i cardini anche in Germania. I programmi inadatti agli under sedici sono proibiti dalle 6 alle 22. Però il vincolo può essere aggirato se le trasmissioni nocive vengono criptate. Il sistema scelto è quello del Vorsperre che abbuia lo schermo quando vanno in onda programmi a rischio e per vederli occorre inserire un Pin. È la strategia suggerita dal Comitato Media e Minori per l’Italia dopo la recente riforma. Ma gli orientamenti dell’Agcom non vanno in questa direzione.

 
© Avvenire, 13 agosto 2012
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