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Omaggio a San Nicola. Al museo archeologico la ricostruzione del volto

In occasione del trasferimento della reliquia di San Nicola da Bari a Mosca il prossimo 21 maggio 2017, rilanciamo un articolo pubblicato nel 2015. I visitatori del Museo archeologico di Santa Scolastica hanno avuto la possibilità di vedere il filmato della ricostruzione tridimensionale del volto di San Nicola

Frutto di uno studio effettuato nel 2005 dal professore Francesco Introna dell’Università di Bari e dalla dottoressa Caroline Wilkinson della Manchester School of Engineering, il filmato mostra le fasi salienti della ricerca, finanziata dalla Bbc, volta alla ricostruzione computerizzata del volto di San Nicola, partendo dalle radiografie e dalle misurazioni craniche rilevate dal prof. Martino durante l’unica ricognizione canonica effettuata nel 1953.

 

«L’iniziativa, promossa dalla Città Metropolitana di Bari - dichiara il sindaco Decaro - rientra tra gli eventi in programma per la Sagra di Maggio ed è stata resa possibile grazie alla disponibilità del prof. Introna del nostro Ateneo e della dott.ssa Clara Gelao, direttrice del Museo metropolitano».

Per dare un volto a San Nicola, nel 2005 Introna, medico legale dell’Università di Bari, in collaborazione con la Wilkinson, antropologa della Manchester School of Engineering, ha utilizzato le più recenti e sofisticate tecniche informatiche, le stesse impiegate dalla Criminalpol per dare un volto ad un cranio. Le misurazioni antropometriche del cranio di San Nicola, rilevate con strabiliante avvenirismo dal prof. Martino nel 1953 secondo i tre piani cartesiani, furono elaborate da un programma informatico che restituì una prima ricostruzione grezza tridimensionale del cranio. La verifica dell’attendibilità della immagine tridimensionale si ottenne mediante un confronto metrico statistico con le immagini delle radiografie laterali effettuate, sempre nel 1953, dal prof. Martino sul cranio del santo.

Furono quindi apposti, sempre tcon lo stesso software, i tessuti molli del volto, in funzione dello sviluppo e dello spessore delle creste ossee di inserzione muscolare visibili sulle fotografie del cranio, nonché della particolare conformazione che il volto doveva avere in ragione della morfologia del cranio e della occlusione dentaria.

Lo studio antropologico del cranio e l’analisi odontoiatrica informavano infatti gli studiosi, preventivamente, che il volto vescovo di Myra era caratterizzato da "un progenismo di III classe scheletrica, da una mandibola grossa e prominente e da una deviazione della piramide nasale verso destra per effetto di una vecchia frattura". Assemblati tali elementi e forniti i dati degli spessori muscolari, il software fornì una prima immagine del cranio con le strutture muscolari inserite, e quindi del volto grezzo.

La faccia di San Nicola fu completata con programmi di grafica utilizzati per le animazioni cinematografiche: furono attribuiti, in maniera del tutto soggettiva, i particolari che il computer non avrebbe potuto fornire: rughe frontali, il colore degli occhi e della pelle, la foggia di sopracciglia, barba e capelli, che si stabilì di comporre alla romana, canuti, "con calvizie ippocratica in II classe".

© www.barilive.it, giovedì 7 maggio 2015

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