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Papa Francesco, veglia di preghiera con i parenti delle vittime di mafia

Sarà un incontro destinato ad avere un’eco forte quello di Papa Francesco con i familiari delle vittime di mafia. L’appuntamento è per venerdì 21 marzo nella chiesa romana di San Gregorio VII, alle 17.30.

La data non è casuale: è stata scelta perché è la vigilia della diciannovesima "Giornata della memoria e dell'impegno", promossa dalla Fondazione Libera di don Luigi Ciotti e da altre associazioni in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Venerdì 21 arriveranno da tutta Italia 700 familiari delle vittime delle mafie in rappresentanza di circa 15.000 persone che hanno subito il dolore della perdita di un loro caro per mano della violenza mafiosa. Alle 17,30 è prevista a Roma la veglia di preghiera, presieduta dal Papa, con tutti i familiari accompagnati dai rappresentanti territoriali di "Libera", dai referenti di alcune delle 1600 associazioni aderenti e dai rappresentanti istituzionali che hanno confermato la loro partecipazione. La veglia con papa Bergoglio, nella parrocchia di San Gregorio VII, durerà fin verso le 19. Il 22 marzo invece, per le vie di Latina, si ritroveranno, in un grande abbraccio ai familiari, migliaia di persone, soprattutto giovani, provenienti da tutta Italia che dopo il corteo e la lettura dei nomi dal palco, si fermeranno a ragionare insieme all'interno dei 25 seminari, laboratori e spettacoli sui temi della legalità e dell'impegno civile contro le mafie.

In chiesa ci sarà sicuramente Rosaria Costa, la vedova dell'agente Vito Schifani morto nella strage di Capaci. Papa Francesco pregherà con i familiari, parlerà con loro. E c'è attesa per le sue parole, in cui non mancherà un forte atto d'accusa contro la violenza mafiosa, che negli ultimi tempi non risparmia neanche bambini in tenerissima età. E la memoria di molti correrà al 9 maggio del '93, quando ad Agrigento, Giovanni Paolo II invitò con forza i mafiosi a "convertirsi", perché un giorno sarebbe venuto "il giudizio di Dio".

"Per i familiari delle vittime innocenti delle mafie l'incontro con papa Francesco è un dono", ha dichiarato don Ciotti, presidente di Libera, sottolineando che "sarebbe bello che il 21 marzo diventasse istituzionalmente per tutti gli italiani" ciò che è per i familiari delle vittime, e cioè "il giorno in cui i loro cari, in tante città d'Italia, vengono chiamati per nome, uno a uno, in un appello rivolto alle coscienze di tutti".

© Avvenire, 20 marzo 2014

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