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«Preghiamo sempre, senza stancarci»

Lo ha detto il Papa nella catechesi del mercoledì, davanti a 20mila fedeli, prendendo le mossa dalla parabola del giudice disonesto e della vedova che reclamava giustizia con perseveranza. «Lei è sola e indifesa, come un orfano o un migrante... ». La preghiera per le vittime degli attentati in Siria e per i bambini vittime dello sfruttamento.

"Gesù vuole che preghiamo sempre, senza stancarci mai. Non dobbiamo desistere dalla preghiera, è la preghiera che conserva la fede, senza di essa la fede vacilla". Così ha esordito il Papa davanti a 20mila fedeli e pellegrini, proseguendo il ciclo di catechesi dedicate alla misericordia nella prospettiva evangelica, soffermandosi sulla parabola del giudice disonesto e della vedova.
"La preghiera non è una bacchetta magica - spiega Francesco -. Aiuta a conservare la fede in Dio e ad affidarci a lui anche quando non ne comprendiamo la volontà".

La parabola
Il giudice "è un personaggio potente, chiamato ad emettere sentenze sulla base della Legge di Mosè", ha esordito Francesco. "Per questo la tradizione biblica raccomandava che i giudici fossero persone timorate di Dio, degne di fede, imparziali e incorruttibili. Ci farà bene - ha sottolineato Francesco - ascoltare questo anche oggi".

Al contrario, il giudice della odierna parabola del Vangelo "non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno": "Era un giudice iniquo, senza scrupoli, che non teneva conto della Legge ma faceva quello che voleva, secondo il suo interesse. A lui si rivolge una vedova per avere giustizia. Le vedove, insieme agli orfani e agli stranieri, erano le categorie più deboli della società. I diritti assicurati loro dalla Legge potevano essere calpestati con facilità perché, essendo persone sole e senza difese, difficilmente potevano farsi valere.

Una povera vedova lì sola, è senza difese e - ha sottolineato il Papa - poteva essere ignorata e lasciata senza giustizia, così come l'orfano, lo straniero, il migrante. Di fronte all`indifferenza del giudice, la vedova ricorre alla sua unica arma: continuare insistentemente a importunarlo presentandogli la sua richiesta di giustizia. E proprio con questa perseveranza raggiunge lo scopo. Il giudice, infatti, a un certo punto la esaudisce, non perché è mosso da misericordia, né perché la coscienza glielo impone; semplicemente ammette: 'Dato che questa vedova mi dà fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmì".

L'insegnamento

Da questa parabola un insegnamento: "Per questo Gesù esorta a pregare senza stancarsi. Tutti proviamo momenti di stanchezza e di scoraggiamento - ha osservato Bergoglio - soprattutto quando la nostra preghiera sembra inefficace. Ma Gesù ci assicura: a differenza del giudice disonesto, Dio esaudisce prontamente i suoi figli, anche seciò non significa che lo faccia nei tempi e nei modi che noi vorremmo. La preghiera non è una bacchetta magica! Essa aiuta a conservare la fede in Dio e ad affidarci a Lui anche quando non ne comprendiamo la volontà. In questo, Gesù stesso - che pregava tanto! - ci è di esempio".
Il Papa mette in guardia: "Non dobbiamo desistere dalla preghiera
anche se non è corrisposta. È la preghiera che conserva la fede, senza di essa la fede vacilla! Chiediamo al Signore una fede che si fa preghiera incessante, perseverante, come quella della vedova della parabola, una fede che si nutre del desiderio della sua venuta. E nella preghiera sperimentiamo la compassione di Dio, che come un Padre viene incontro ai suoi figli pieno di amore misericordioso".

Il saluto all'anziana in sedia a rotelle
Papa Francesco ha interrotto per qualche istante il suo consueto giro del mercoledì in jeep scoperta tra i settori di piazza San Pietro per scendere dalla vettura e salutare un'anziana signora su una sedia a rotelle.

La preghiera per la Siria: gli attentatori si convertano
"Lunedì scorso in Siria - ha detto il Papa dopo la catechesi - sono avvenuti alcuni attentati terroristici, che hanno provocato la morte di un centinaio di civili inermi. Esorto tutti a pregare il Padre misericordioso - ha aggiunto - affinché doni il riposo eterno alle vittime, la consolazione ai familiari e converta il cuore di quanti seminano morte e distruzione".

I bambini vittime dello sfruttamento
"Oggi - ha detto testualmente Francesco - ricorre la Giornata internazionale per i bambini scomparsi. È un dovere di tutti proteggere i bambini, soprattutto quelli esposti ad elevato rischio di sfruttamento, tratta e condotte devianti. Auspico che le Autorità civili e religiose possano scuotere e sensibilizzare le coscienze, per evitare l'indifferenza di fronte al disagio di bambini soli, sfruttati e allontanati dalle loro famiglie e dal loro contesto sociale, bambini che non possono crescere serenamente e guardare con speranza al futuro. Invito tutti alla preghiera affinché ciascuno di essi sia restituito all'affetto dei propri cari".

© Avvenire, 25 maggio 2016

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