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Radio Maria. «Terremoto castigo divino», Vaticano: affermazioni offensive e scandalose

Il sostituto della Segreteria di Stato: Radio Maria deve conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato da Papa Francesco. Ci perdonino i terremotati

Il Vaticano ha condannato le affermazioni andate in onda su Radio Maria riguardo al terremoto come "castigo divino" dopo le unioni civili.

«Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede», deplora l'arcivescovo Giovanni Angelo Becciu, sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato vaticana, interpellato dall'Ansa. Becciu ha spiegato che si tratta di affermazioni «datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo». «I terremotati ci perdonino, a loro solidarietà del Papa".

«Chi evoca il castigo divino ai microfoni di Radio Maria - ha affermato l'arcivescovo Becciu - offende lo stesso nome della Madonna che dai credenti è vista come la Madre misericordiosa che si china sui figli piangenti e terge le loro lacrime soprattutto in momenti terribili come quelli del terremoto".

"Radio Maria - ha aggiunto Becciu - deve correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da Papa Francesco specie nell'anno giubilare. Non possiamo non chiedere perdono ai nostri fratelli colpiti dalla tragedia del terremoto per essere stati additati come vittime dell'ira di Dio. Sappiano invece che hanno la simpatia, la solidarietà e il sostegno del Papa, della Chiesa, di chi ha un briciolo di cuore».

 

Interpellato dall'Adnkronos, anche il vescovo di Rieti, Domenico Pompili che dallo scorso 24 agosto è in prima linea nell'aiuto agli sfollati con la sua diocesi, ha definito "scempiaggini blasfeme" le affermazioni di Radio Maria sul terremoto come «castigo divino». "L'idea di una punizione divina è già di per sé una caricatura divina. Un'affermazione inaccettabile. Siamo di fronte a scempiaggini e a una forma di blasfemia. Si tratta di una idiozia anche da un punto di vista teologico".

Il vescovo di Rieti pensa alla sofferenza della sua gente e al fatto che lo sciame sismico non si arresta: "Il dramma vero è che le scosse non si esauriscono. Questa tragedia senza fine colpisce gli affetti, mette a dura prova la fede ma è proprio davanti a tragedie di questa entità che chi pronuncia scempiaggini di questo tenore dovrebbe ricordare che significhi 'non nominare il nome di Dio invano'. In questo caso poi è una idiozia anche da un punto di vista teologico".

Terremoto e giudizio divino: la smentita di Radio Maria

Radio Maria è finita giovedì 3 novembre al centro di un «caso» in rete per alcune dichiarazioni rese durante una trasmissione di domenica scorsa. Sul suo sito internet l’Espresso ha pubblicato una registrazione attribuendo le frasi al direttore dell’emittente, Padre Livio Fanzaga.

Si sente: «Dal punto di vista teologico questi disastri sono una conseguenza del peccato originale, sono il castigo del peccato originale, anche se la parola non piace». Poi si sente ancora: «Arrivo al dunque, castigo divino. Queste offese alla famiglia e alla dignità del matrimonio, le stesse unioni civili. Chiamiamolo castigo divino».

La redazione di Radio Maria ha smentito categoricamente «che Padre Livio Fanzaga abbia pronunciato le parole attribuitegli sul 'terremoto che sarebbe colpa delle unioni civili'», aggiungendo che «il 30 ottobre Padre Livio non aveva alcuna diretta».

Per l’emittente «le espressioni sono di un conduttore esterno, fatte a titolo personale, che non rispecchiano assolutamente il pensiero di Radio Maria al riguardo».

© Avvenire, 4 novembre 2016

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