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Tajikistan, dove pregare è vietato

Il presidente dell'ex repubblica dell’Unione Sovietica ha deciso che i minori di 18 anni non possono frequentare le chiese e le moschee

In Tajikistan, stato dell’Asia Centrale ex repubblica dell’Unione Sovietica, i minori di 18 anni non possono frequentare le chiese e le moschee. Il divieto è stato imposto dal presidente della Repubblica, Emomali Rakhmon, 59 anni, il quale intende così prevenire la diffusione del fondamentalismo religioso. Sono ammesse deroghe soltanto per gli studenti delle scuole religiose.

Il provvedimento è contenuto nella legge sulla “responsabilità genitoriale”, firmata nei giorni scorsi da Rakhmon. Oltre al divieto di accesso ai luoghi di preghiera, sono previste altre limitazioni. Le ragazze non possono indossare gioielli, a parte gli orecchini. I minori di vent’anni non possono farsi tatuare, andare nelle discoteche, guardare o leggere film e libri che “diffondono la pornografia, la violenza, l’estremismo e il terrorismo”. Non è chiaro quali siano le pene previste per i trasgressori.

Il divieto di preghiera ha scatenato le proteste delle autorità islamiche, anche perché la legge entra in vigore proprio durante il mese sacro del Ramadan. In Tajikistan, dove vivono circa 7 milioni e mezzo di persone, il 98 per cento della popolazione pratica la religione islamica. In passato Rakhmon, al potere dal 1992, è stato più volte richiamato dagli Stati Uniti e dall’Unione europea al rispettosa libertà di coscienza. Ma a quanto pare, con scarsi risultati.

Roberto Zichittella
© Famiglia Cristiana, 9 agosto 2011
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