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Viaggio in Perù. L'incontro del Papa con i popoli amazzonici: ecco chi sono

Già il 17 per cento dell'Amazzonia è stato distrutto

Oggi il Papa ha incontrato i popoli indigeni allo stadio regionale Madre de Dios di Puerto Maldinado.

800 concessioni per l'estrazione di minerali e gas

Il verde avvolgente dell’Amazzonia si estende per otto Paesi dell’America Latina. Nei 5,5 milioni di chilometri quadrati vivono 350 popoli indigeni, appartenenti a oltre duecento gruppi linguistici differenti. A minacciare la loro sopravvivenza la “fame di risorse” del mondo, di cui la foresta è ricca.

Sono in cantiere oltre 250 dighe che rischiano di alterare il delicato sistema fluviale della vasta regione. A queste si aggiungono venti progetti di costruzione di autostrade e 800 concessioni per l’estrazione di metalli, petrolio e gas in aree protette. Altre 6.800 richieste sono, al momento, all’esame. La pressione è tale che negli ultimi anni, già il 17 per cento dell’Amazzonia è stata distrutta: al momento, si contano trentuno “fronti caldi” di deforestazione.

Il 60 per cento del territorio peruviano è occupato dalla selva, “casa” di 330mila indios, divisi in 55 etnie e 1.375 comunità. La maggior parte vive in povertà, per l’abbandono delle istituzioni e le minacce dei “cacciatori di risorse” che invadono i loro territori. Scuola e servizi medici arrivano con il contagocce: il 47,8 per cento dei bimbi è malnutrito. Il 75 per cento del territorio amazzonico peruviano è stato dato in “appalto” a grandi imprese petrolifere e minerarie senza che i nativi fossero consultati, come prevede la Convenzione 169 dell’Organizzazione mondiale del lavoro.

Nel vicariato apostolico di Puerto Maldonado, dove oggi si reca papa Francesco, abitano 29mila indigeni, in gran parte Amahuaca, Amarakaeri, Ashaninka, Cashinahua, Kichwaruna, Matsigenka, Piro-Yine, Sharanahua e Yaminahua.

Lucia Capuzzi

© Avvenire, venerdì 19 gennaio 2018

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