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Il santuario è affidato ai Frati Minori della Provincia di Foggia. Chiesa e convento sorsero negli anni 1432-33 sotto il pontificato di Eugenio IV il quale, su richiesta del vescovo Carlo Arcamone e della Università di Bitetto, con breve Piis Fidelium autorizzò la costruzione di un convento per una comunità di Frati Minori Osservanti.
La chiesa cinquecentesca ha subìto, nel tempo, un ampliamento come si può rilevare da alcune anomalie strutturali ed architettoniche. Nel 1625 ai Minori Osservanti subentrarono i Frati Riformati, i quali trasformarono chiesa e convento. Fu abbattuta la primitiva copertura in legno, consolidati i pilastri, e costruita la volta a botte con finestre barocche; i pilastri furono addossati alle lesene su cui poggiano gli archi delle volte delle navate laterali. Fu rifatto anche il presbiterio, costruito l’attuale altare maggiore, e installati due cori poi demoliti nel 1842. Il 22 aprile 1657 il vescovo Francesco Gaeta consacrò la chiesa ed il nuovo altare, e fissò la festa della dedicazione al 1° settembre.
Nel 1749 padre Tommaso da Bari, prima Definitore, poi Custode, fece eseguire lavori di abbellimento della chiesa. Nel 1761 fu rifatto il prospetto, sul quale furono collocate le statue della Vergine Immacolata, di San Francesco e del Beato Giacomo. L’anno successivo furono commissionati degli stucchi dorati che abbellirono i dipinti di Giuseppe Musso, riflettenti la vita della Madonna.
Nel 1901 fu trasformato il portale della chiesa e l’interno del tempio subì varie trasformazioni: furono asportate alcune pitture murali e le lapidi sepolcrali dei Carafa e dei de Angelis. Nel 1943, per munificenza del barone Vincenzo de Ruggiero, il Soprintendente architetto Schettini curò alcuni lavori che comportarono lo smantellamento di sei altari, sostituiti con nuovi altari in marmo giallo tolti nel 1976.
In una cappella del santuario sono custodite le spoglie del Beato Giacomo. Nacque come cappellina - grotta, indipendente dalla chiesa, ma comunicante con essa; ne era proprietaria la famiglia Giannini dalla quale il Principe di Bitetto Flaminio de Angelis la riscattò. Il corpo del Beato fu deposto nel 1580. Francesco Carafa, feudatario di Bitetto, offrì una nuova urna e commissionò due ampliamenti della cappella realizzati nel 1587 e nel 1651, ed acquistò una nuova urna per le spoglie del Beato. Nel 1723 padre Bonaventura Capodiferro, guardiano del tempio, ampliò la cappella che non ha avuto altri interventi successivi. I pittori Musso dipinsero, sotto la volta, le scene della Resurrezione finale e del Giudizio universale, mentre nel 1723 Francesco Santulli dipinse la tela del Beato in estasi davanti all’immagine della Madonna. Infine, vi sono due tele di autori ignoti raffiguranti il Beato e San Pasquale. Al santuario è annesso il Convento dei Frati Minori con il Chiostro, un parco ed il Museo della devozione e del lavoro. I frati custodiscono anche la Chiesa della Benedetta dove il Beato Giacomo si recava a pregare.
 

Rettore                              fr. Miro Martin Relota, ofm

 

Il Beato Giacomo
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