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«Bari, non avere paura... nel nome di San Nicola, scegli ancora il Vangelo della pace, della legalità e della speranza»

Messaggio alla città di Bari per la Festa di San Nicola dell'Arcivescovo Mons. Giuseppe Satriano

Carissime e carissimi,

la Festa di San Nicola torna a visitare Bari come una luce antica che non smette di accendere il presente. Il nostro Patrono, pellegrino del mare, pastore dal cuore indomito e uomo di carità, viene ancora una volta a bussare alla coscienza della città. San Nicola non è solo memoria devota, né semplice tradizione popolare. È una domanda viva. Ci chiede se siamo ancora capaci di lasciarci scuotere dal dolore degli altri, se sappiamo riconoscere nei poveri il volto di Dio, se abbiamo il coraggio di alzarci quando il male pretende di occupare le strade, le case, i cuori.

Viviamo giorni pesanti. La guerra insanguina la terra. Essa non resta lontana: entra nei nostri linguaggi, indurisce i sentimenti, alimenta paura, abitua alla logica della forza. Rivela il delirio di onnipotenza di chi pensa di poter disporre della vita degli altri come di una merce, dimenticando che ogni creatura appartiene al mistero santo di Dio, che è mistero d’amore. Questo delirio abita anche la nostra città, il nostro territorio. La guerra sotterranea tra bande per lo spaccio di droga, fatta di intimidazioni, vendette e regolamenti di conti, riaffiora e avvelena il tessuto sociale con affari sporchi. Una guerra che semina vittime, spegne la fiducia, rende più fragile la speranza.

Bari non può abituarsi alla violenza. Non possiamo permettere che i nostri quartieri diventino nomi legati alla paura, né che le strade, le piazze, i luoghi della vita ordinaria siano trasformati in scenari di sopraffazione. La mafia, lo sappiamo, non è soltanto il colpo di pistola che ferisce o uccide: è anche il denaro che corrompe, il silenzio che copre, il favore che lega, la droga che arricchisce pochi e distrugge molti, la solitudine che diventa terreno di reclutamento. Noi non vogliamo più inaugurare monumenti alla memoria di vittime innocenti.

Per questo, nel nome di San Nicola, sento il dovere di rivolgere alla città un monito e un appello: non deleghiamo ad altri la liberazione di Bari. Magistratura e forze dell’ordine vanno sostenute con gratitudine e fiducia per il loro prezioso operato, al quale va affiancato ciò che tocca alla coscienza personale di ciascuno. L’antimafia è compito di tutti. È educazione, presenza, prossimità. È famiglia, scuola, Chiesa, istituzioni, associazioni, sport, cultura, impresa onesta. È una città che sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Penso ai nostri adolescenti: troppi ragazzi sono soli. Cercano appartenenza e trovano il branco; cercano stima e incontrano prepotenza; cercano futuro e vengono sedotti da guadagni facili, modelli violenti, parole aggressive. A voi, ragazze e ragazzi, mi rivolgo con affetto: non consegnate la vostra vita a chi vuole usarla; non lasciatevi rubare il cuore. Siete fatti per la libertà, per l’amicizia vera, per la bellezza e per l’amore. Bari ha bisogno dei vostri sogni puliti e del vostro coraggio, proprio come avete fatto nei giorni scorsi organizzando un presidio nella Città vecchia.

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San Nicola ci indica una strada mite e forte. Nel suo cuore abitava il mistero di Dio, e quel mistero si è fatto amore concreto: pane spezzato per i poveri, difesa dei piccoli e coraggio davanti ai potenti. Il Santo ci ricorda che la fede, quando è vera, oltrepassa i muri delle chiese e scende per strada, fascia le ferite, denuncia l’ingiustizia, accende fraternità.

Ecco perché ai criminali diciamo con fermezza: Bari non vi appartiene. Non vi appartengono i suoi vicoli, i suoi quartieri, le sue piazze, i suoi figli. Bari è di quanti amano e si identificano in San Nicola! Questa città vuole essere libera, aperta alla solidarietà, alla speranza, alla pace. Non vogliamo essere ostaggio di chi controlla con la paura, imbavaglia nel silenzio e rinchiude nella rassegnazione.

Celebrare San Nicola diviene invito alla conversione: saper trasformare la devozione in responsabilità civile, la preghiera in impegno per la legalità, la festa in un nuovo patto educativo. A tutti un sussulto dell’anima: non lasciamo soli i nostri figli, i nostri ragazzi; non lasciamo soli i quartieri; non lasciamo sole le famiglie; non lasciamo soli coloro che denunciano. Non permettiamo che il male diventi normale. San Nicola ci renda inquieti davanti all’ingiustizia, liberi davanti ai poteri violenti, teneri verso i piccoli e perseveranti nel bene.

Bari, non avere paura, rialzati sempre. Ascolta i tuoi figli e cammina con loro. Nel nome di San Nicola, scegli ancora il Vangelo della pace, della legalità e della speranza. Lo hai già fatto tante volte nella tua storia ed è sempre sbocciata una nuova primavera.

Con affetto e benedizione,

✠ Giuseppe Satriano

Arcivescovo di Bari-Bitonto

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