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“Educazione in cerca d'autore”

Sintesi del Seminario sulla educazione della affettività e della sessualità del Forum delle Associazioni Familiari. Bari, Auditorium ITC "V. V. Lenoci", 30 gennaio 2010.

La Famiglia protagonista anche per la educazione della affettività e della sessualità. Questo il senso del Seminario di studi “Educazione in cerca d’autore: persona, affettività, sessualità. Per una alleanza fra Famiglia Scuola ed Istituzioni” svoltosi Sabato 30 gennaio u.s. a Bari, nell’auditorium dell’ITCS “V. V. Lenoci”, su iniziativa del Forum delle associazioni familiari. “Un modo, crediamo garbato e speriamo efficace, per dire alle istituzioni ed in particolare alla Regione Puglia, che i genitori ci sono e pretendono di essere ascoltati, anche in tema di educazione dell’affettività e della sessualità”, ha spiegato il prof. Passiatore, coordinatore della Commissione Educazione del Forum regionale.

Spunto per il Seminario era stata l’esclusione delle Associazioni dei Genitori (anche se riconosciute dal MIUR), dal tavolo istituzionale predisposto dalla Regione per l’elaborazione e la verifica dei percorsi formativi in tema di sessualità da proporre ai ragazzi nelle scuole ed il monitoraggio delle attività consultoriali. Il convegno ha anche messo in evidenza l’inadeguatezza della maggior parte dei corsi di educazione dell’affettività e della sessualità attualmente proposti agli studenti nelle scuole. In particolare, una ricerca realizzata per studiare le esperienze sul tema attualmente in atto in alcune scuole secondarie pugliesi e presentata per l’occasione, ha messo in evidenza la discrepanza fra i bisogni avvertiti dai ragazzi e quelli percepiti da chi dovrebbe educarli. Ne derivano percorsi per lo più moralistici o informativo-tecnicistici, entrambi evidentemente inefficaci perché incapaci di intercettare le domande autentiche dei nostri giovani sulla affettività e la sessualità e di individuare delle ipotesi di risposte.

Dalle relazioni si anche evinta  la necessità di rispondere all’emergenza interruzione di gravidanza, di cui la nostra regione detiene tristi primati fra le adolescenti, semplicemente con presidi farmacologici come la contraccezione orale o la cosiddetta “pillola del giorno dopo”, come previsto in Puglia. Paradossalmente, infatti, le statistiche mostrano che all’aumentare dell’uso della contraccezione non corrisponde affatto una diminuzione dell’IVG, anzi si verifica esattamente il contrario: le regioni italiane e le nazioni europee in cui più diffusa è la pratica della contraccezione, e più semplice la fruibilità della pillola del giorno dopo, sono quelle in cui vi è anche un più alto tasso di gravidanze indesiderate e di abortività: per deresponsabilizzazione ? Per banalizzazione del sesso?

È l’esperienza di nazioni come Francia, Inghilterra, Svezia, ove programmi di educazione sessuale nelle scuole basati sulle informazioni sulle tecniche contraccettive, o sulla diretta somministrazione di farmaci come la p.g.d.,  si accompagnano a gravidanze sempre più numerose fra le teenager, seguite, in almeno il 50% dei casi dalla interruzione volontaria di gravidanza. E’ evidente che il loro numero debba comunque essere stimato ancora maggiore, se consideriamo i casi in cui il meccanismo d’azione della pillola del giorno dopo si esplicita in termini anti-nidatori, cosa possibile se il farmaco è assunto in fase periovulatoria.

È evidente che tali esperienze minino la salute sessuale e riproduttiva dei nostri giovani, in una società in cui il tasso di coppie infertili arriva a sfiorare il 30% e le malattie a trasmissione sessuale conoscono un rapido incremento.

Ma faremmo torto alla centralità di questo argomento se, anche noi, ne riducessimo l’approccio a fatto  tecnico-sanitario.

La sessualità, infatti, è dimensione costitutiva della persona, e la sua educazione non può essere scissa dall’educazione dell’affettività; per essere affrontata in modo adeguato ha bisogno di legarsi alle grandi questioni di significato riguardanti la relazione interpersonale e la nostra stessa identità; altrimenti  il moralismo ostacola il sesso, la tecnica distrugge il desiderio, l’industria del lattice o del farmaco “inquina” le giovani donne e il sesso, che smette di essere relazione e si concentra su un corpo ridotto ad oggetto e mercificato, su piacere egocentrico, egoistico e dunque piccolo piccolo.

La sfida educativa da raccogliere è quindi fondamentalmente antropologica.

E’ diritto e dovere della famiglia, quindi, essere presente nella elaborazione e nella verifica di questi percorsi, riguardanti la sfera più intima e personale dei propri figli: è in gioco la libertà di educazione dei genitori! Essi non di rado sono consapevoli di una certa loro inadeguatezza a questo compito; ma proprio allora essi non possono cedere alla logica della delega all’esperto o sparire dalla scena ed essere sostituiti.

Uscire dalla solitudine, aggregarsi in nuclei associativi a livello scolastico, realizzare percorsi di empowerment delle proprie responsabilità educative: è stata questa una delle proposte concrete avanzate dal Seminario del Forum, così come l’affiancarsi delle associazioni dei genitori ai consultori familiari, per una maggiore efficacia della specifica azione, sia sul piano elaborativo, che attuativo e di verifica degli interventi predisposti con i giovani, con le donne e con le coppie. È stata questa la riflessione del prof. Fiore, assessore regionale alle politiche della Salute, che ha sottolineato la necessità di un pensare insieme ,- istituzioni ed associazioni-, la fisionomia di servizi ed interventi;è il caso del Comne di Forlì, dove enti territoriali e mondo associativo hanno costituito una rete, con una vera e propria cabina di regia, grazie alla quale in un periodo di osservazione di sedici mesi, il 10% delle donne che si erano rivolte ai consultori, supportati dall’associazionismo, ha rinunciato all’IVG.

La necessità di una logica di alleanza e di sussidiarietà è stata messa in evidenza anche dalla prof.ssa Stellacci, Direttore dell’Ufficio Scolastico regionale, che ha rilevato l’opportunità di sinergie educative fra Istituzioni e mondo associativo, così come proposto dal Seminario, in primis fra scuola e famiglia.

Relatori al Seminario sono state: le prof.ssa Maria Laura Basso, Maria Luisa Di Pietro ed Angela Mongelli. Alla tavola rotonda, moderata dal dott. Enzo Quarto, hanno inoltre partecipato la dott.ssa Lodovica Carli, la dott.ssa Angela Novielli, don Ciro Alabrese e, in rappresentanza del Sindaco Emiliano, indisposto, l’assessore Lodovico Abbaticchio.

 

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