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A Betlemme fuori pericolo il sito della Natività

Il sito della nascita di Gesù a Betlemme in Palestina è stato cancellato dalla lista dei luoghi in pericolo stilata dall’Unesco. Lo ha stabilito lo scorso 30 giugno , la 43ma riunione del Comitato del Patrimonio Mondiale in corso a Baku, in Azerbagian fino al prossimo 10 luglio

Finalmente una buona notizia per i fedeli cristiani e i turisti di tutto il mondo.  Il luogo in cui è nato Gesù a Betlemme in Palestina, dichiarato dal 2012 Patrimonio dell’Umanità, è stato cancellato dalla lista dei luoghi in pericolo stilata dall’Unesco. 

Alta la qualità degli interventi di restauro eseguiti

In particolare sono stati rimossi dalla lista dei patrimoni dell’umanità in pericolo la Chiesa della Natività e la Via del Pellegrinaggio. La decisione, come spiega un comunicato diffuso oggi, “è stata determinata dall'alta qualità dei lavori di restauro eseguiti sul tetto, sulle facciate esterne, sui mosaici e sulle porte della chiesa”, il cui stato di salute era compromesso da significative infiltrazioni d'acqua. Il comitato esprime inoltre apprezzamento per l’accantonamento dello scavo di un tunnel proprio a ridosso del sito, al di sotto di Manger Square.

Un sito ricco di storia e spiritualità

Situato a 10 km a sud di Gerusalemme, il sito è stato identificato dal II secolo come luogo della nascita di Gesù. Qui nel 339 su iniziativa dell’imperatore Costantino è stata edificata una chiesa, ricostruita a seguito di un incendi e saccheggi nel VI secolo da Giustiniano: a testimonianza della primitiva aula di culto, restano i pregevoli mosaici pavimentali. Nel VII secolo la basilica sopravvisse all’incursione dei persiani. “Fanno parte del sito della Natività – prosegue il comunicato -  anche conventi e chiese latine, greco-ortodosse, francescane e armene, oltre a campanili, giardini terrazzati e percorsi di pellegrinaggio”.

Una lista per monitorare lo stato di salute dei patrimoni dell’umanità

La Lista dei patrimoni dell’umanità in pericolo è un elenco stilato al fine di sensibilizzare la Comunità internazionale sulle  condizioni critiche -  dovute a conflitti armati, disastri naturali, urbanizzazione non pianificata, bracconaggio, inquinamenti - in cui versano luoghi dichiarati  "Patrimonio Mondiale" dall’Unesco. Tra questi figurano le antiche città siriane di Aleppo e Damasco, il sito archeologico di Leptis Magna in Libia e la zona archeologica di Chan Chan in Perù. 

Paolo Ondarza - Città del Vaticano

© www.vaticannews.va, martedì 2 luglio 2019

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