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Al patriarca copto d'Egitto: faremo «nuovi e importanti passi verso la piena unità»

"L'odierna visita rafforza i legami di amicizia e di fratellanza che già uniscono la Sede di Pietro e la Sede di Marco, erede di un inestimabile lascito di martiri, teologi, santi monaci e fedeli discepoli di Cristo, che per generazioni e generazioni hanno reso testimonianza al Vangelo, spesso in situazioni di grandedifficoltà". Così papa Francesco si è rivolto al patriarca copto-ortodosso di Alessandria d'Egitto, Tawadros II, ricevuto in udienza.

"Siamo consapevoli che il cammino che ci attende è forse ancora lungo  ha detto il Papa -, ma non vogliamo dimenticare la molta strada già percorsa, che si è concretizzata in luminosi momenti di comunione, tra i quali mi piace ricordare l'incontro nel febbraio del 2000 al Cairo tra Shenouda III e il beato Giovanni Paolo II, pellegrino, nel corso del Grande Giubileo, sui luoghi di origine della nostra fede", ha detto Bergoglio.    "Sono convinto - ha aggiunto - che, con la guida dello Spirito Santo, la nostra perseverante preghiera, il nostro
dialogo e la volontà di costruire giorno per giorno la comunione nell'amore vicendevole ci consentiranno di porre nuovi e importanti passi verso la piena unità".

Papa Bergoglio ha ricordato "lo storico incontro che quarant'anni fa unì i nostri predecessori», Paolo VI e il patriarca Shenouda III recentemente scomparso,  «in un abbraccio di pace e di fraternità, dopo secoli di reciproca lontananza». Quarant'anni fa, ha sottolineato, "la Dichiarazione comune dei nostri predecessori rappresentò una pietra miliare nel cammino ecumenico, e da essa si sviluppò una Commissione di dialogo teologico tra le nostre Chiese, che ha portato buoni risultati ed ha preparato il terreno per il più ampio dialogo
tra la Chiesa cattolica e l'intera famiglia delle Chiese ortodosse orientali, che continua con frutto sino ad oggi". "Siamo lieti di poter oggi confermare quanto i nostri illustri predecessori solennemente dichiararono - ha aggiunto il Pontefice - siamo lieti di riconoscerci uniti dall'unico Battesimo, di cui è espressione speciale la nostra comune preghiera, la quale anela al giorno in cui, compiendosi il desiderio del Signore, potremo comunicare all'unico calice".

La Chiesa ortodossa copta d’Egitto conta circa dieci milioni di fedeli. Quest’ampia appartenenza fa della Chiesa copta una delle più importanti realtà nel paesaggio ecclesiale del Medio Oriente dove, in questi ultimi tempi, le comunità cristiane si trovano a dover affrontare situazioni di grande difficoltà.

© Avvenire, 10 maggio 2013

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