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Cacucci: a Bari un evento senza precedenti

Monsignor Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari- Bitonto, traccia un bilancio di Mediterraneo, frontiera di pace, l’evento di riflessione e spiritualità tenutosi nel capoluogo pugliese dal 19 al 23 febbraio e conclusosi ieri con la visita di Papa Francesco, usando un’espressione mutuata dal discorso che il Santo Padre ha rivolto nella Basilica di San Nicola ai 58 vescovi e patriarchi di venti Paesi bagnati dalla acque del Mare Nostrum: “E’ stato un avvenimento unico

E Bari è stata definita la ‘capitale dell’unità’ perché in questa città non si è consumato solo l’incontro dei vescovi del Mediterraneo ma nel 2018 anche il summit dei capi delle Chiese cristiane: cattolici, ortodossi ed evangelici.  Ciò non accadeva dal 1054”.

Ascolta l'intervista a mons. Cacucci

Mentre il summit dei vescovi cattolici mediterranei non si era mai verificato…

Giusto. Non si era mai verificato a questo livello perché dopo il periodo della decolonizzazione, l’asse d’interesse si è spostato verso il Nord Europa ed il Mediterraneo, pur rimanendo un punto cruciale geopolitico ed umano, nello scacchiere internazionale non ha trovato una dimensione definita.

A Bari si è sperimentata una dimensione sinodale tra le chiese locali che non verrà archiviata. E’ vero?

R. - E’ lo stile sinodale che Papa Francesco, in più occasioni, ha richiamato. Ho partecipato come delegato agli incontri e posso affermare che il clima è stato estremamente positivo ma anche molto concreto. Non sono state espresse lamentele ma sono state fatte proposte: come i gemellaggi tra le Chiese o l’invio di Fidei Donum. Noi siamo abituati a considerare i Fidei Donum in riferimento all’America Latina o all’Africa Sub Sahariana, ma in questo caso si è sottolineata la necessità di incentivare questi scambi con il Medioriente ed in Nord Africa dove la cultura araba non sempre ha avuto l’attenzione della nostra pastorale.

Il Papa, ieri nel suo discorso, ha duramente condannato la guerra e l’ipocrisia delle nazioni che pur dicendosi contro di essa poi vendono le armi a Paesi in perenne conflitto…

R. - Durante i lavori, in più di un intervento dei vescovi, è emerso questo atteggiamento ipocrita delle nazioni, anche europee come l’Italia, che per un verso inneggiano alla pace e poi, per interessi economici, tendono ad assoggettare i Paesi più poveri attraverso una nuova colonizzazione e la vendita delle armi. Il Papa l’ha sottolineato più volte: fin quando non si impedirà questo doppio binario, inneggiare alla pace non ha senso. Mi auguro che la voce dei vescovi del Mediterraneo che si è levata qui a Bari possa avere rilievo internazionale.

Secondo lei, Bari si può candidare ad ospitare altri appuntamenti di questo evento?

R. - Durante gli incontri, è emerso il desiderio di ripetere l’esperienza ma che questa possa essere ripetuta a Bari non compete a me deciderlo. Per me è importante che Bari abbia dato il ‘là’. Il resto spetta alla Conferenza Episcopale Italiana e alla Santa Sede.

Federico Piana – Città del Vaticano

© www.vaticannews.va, lunedì 24 febbraio 2020

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