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Dossier. Gesù non è un'abitudine

Aperto a Roma il convegno del Progetto culturale Cei. Molti studiosi con i cardinali Bagnasco, Ruini, Scola e Ravasi. Il dossier di Jesus nel 2003.

1 Bagnasco: per non essere cristiani insipidi

 

 «L’abitudine ci ha sopraffatto? Siamo forse diventati ripetitori stanchi di un cristianesimo scontato e insipido, di una parola che non trafigge il cuore e non muove a conversione, di un’alternativa di vita che non affascina?». L’interrogativo proposto dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha dato avvio ai lavori del simposio "Gesù nostro contemporaneo", organizzato a Roma dal Comitato per il progetto culturale della Cei, del quale è responsabile il cardinale Camillo Ruini.

A due anni di distanza dall’incontro «Dio oggi. Con lui o senza di lui cambia tutto», questo appuntamento – che proseguirà con numerosi incontri fino a sabato – si propone, spiegano gli organizzatori, di sottolineare l’attualità di Gesù e il suo carattere di persona viva, «portatrice di una speranza capace di orientare il cammino di un’umanità che è entrata in un tempo di grandi cambiamenti e di scelte di enorme portata».

Tracciando una linea di collegamento fra i due convegni, il cardinale Bagnasco ha spiegato infatti che «la questione di Dio e Gesù Cristo sono dunque inestricabili, e solo senza dividere Dio da Gesù possiamo rendere presente il mistero cristiano agli uomini e alle donne del nostro tempo. In Gesù Cristo, nel cielo della storia finalmente risplende la verità di Dio: egli è apparso, si è mostrato, è uscito dalla luce inaccessibile». Come d’altra parte ha sottolineato Benedetto XVI nel messaggio ai convegnisti, «la Chiesa è contemporanea di ogni uomo... al fine di continuare l’opera di Gesù nella storia».

     Fra gli altri momenti del primo pomeriggio di lavori, il docente universitario di esegesi Klaus Berger ha riflettuto sul tema "Gesù mette fine all’invisibilità di Dio", il cardinale Angelo Scola ha partecipato alla discussione a partire dal libro di papa Ratzinger su Gesù di Nazaret, il cardinale Gianfranco Ravasi ha conversato sulle rappresentazioni del corpo di Gesù, mentre il rabbino David Rosen, il biblista Romano Penna e il saggista Paolo Mieli hanno dialogato sulla Gerusalemme di ieri e di oggi.

Saverio Gaeta


 

2 Quel dossier di "Jesus" nel 2003...

 

«Le tracce del Suo volto sulle strade del mondo. È la sfida di Dio. È l’Incarnazione. L’assunzione da parte di Dio di un corpo umano ha voluto significare che Dio stesso non poteva "dirsi" senza diventare volto». Così scriveva don Vincenzo Marras celebrando, nell’editoriale del dicembre 2003, i 25 anni del mensile Jesus.  

     Le parole dell’allora direttore della testata, oggi superiore provinciale della Società San Paolo, sono più che mai attuali e possono servire da spunto e sottolineare ancora di più alcune delle riflessioni messe a fuoco dal Convegno “Gesù nostro contemporaneo”. Un tema, quello scelto dal Progetto culturale della Chiesa italiana per l’incontro di Roma, che il dossier di Jesus di quel numero affrontava con argomenti validi anche oggi. Partendo dal volto di Cristo, innanzitutto. 

     «Nei Vangeli non c’è una riga», scriveva don Marras, «che descriva il volto di Gesù. Tuttavia, in questa “assenza del volto” che nessuno può compiutamente riempire, ci ha lasciato delle impronte. Sono i suoi occhi, gli occhi aperti di Gesù... speranza per quell’uomo cieco fin dalla nascita. È il suo toccare... il muto, e il farsi toccare... dall’emorroissa»

     Fece scalpore la copertina del primo numero della rivista, il Gesù in giacca e cravatta che, nella celebrazione del venticinquesimo, diventa un Gesù con piercing e collanina. Perché «in Gesù, Dio si è gettato nella storia, nella nostra storia. È un Dio che scende tra gli uomini. Nel volto di Gesù ci sono i nostri volti di uomini, trasfigurati nel Suo, e questo Suo volto ci rimanda a cercarlo di nuovo nei volti degli uomini. Rinvenirlo richiede occhi aperti che sappiano scorgere dietro un volto umano il Suo volto. Misuriamo anche noi – che non ci siamo sottratti all’incanto della sua figura e del suo annuncio – tutta l’inadeguatezza delle nostre parole, dei nostri mezzi espressivi. Ma non potevamo non raccogliere la sfida di cercare il volto di Gesù nelle nostre strade»

     I testi di quel dossier sono disponibili all’indirizzo www.stpauls.it/jesus03/default.htm

Annachiara Valle

© Famiglia Cristiana, 10 febbraio 2012

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