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XVI Domenica del Tempo Ordinario anno C. Le preferenze del Signore

Qual è la parte migliore cui non bisogna rinunciare e da cui bisogna cominciare perché la vita si dispieghi via via sempre più in pienezza, senza deviazioni e senza dispersioni, perché l'uomo possa raggiungere il proprio compimento? Cosa pensa il Maestro? Lo ascoltiamo da Luca, cui dobbiamo questo brano di bellezza semplice e contenuta, ma proprio perciò, suggestiva e fragrante.

Marta lo accolse nella sua casa. Maria ha scelto la parte migliore

È diventata l'assillo delle terre dell'occaso, là dove il sole tramonta e dunque il sapore nostalgico dell'assenza di luce evoca il pensiero della fine della giornata, della vita, l'immagine della morte. Sto parlando della cosiddetta qualità della vita che, in realtà, bisognerebbe tradurre come il desiderio di ciò che è meglio, in cui il meglio, diciamolo pure con tranquillità, qui in occidente è nient'altro che benessere materiale, a prescindere, come si dice, e che da solo pretenderebbe di riempire la vita, fagocitando cose, esperienze, persone. Assillo dell'occidente, dicevo iniziando, laddove il senso della crisi è più forte, e dove induce, questo è sintomatico, ad esprimere il vivere in una sorta di vitalismo frenetico ed ansioso, incapace di acquietarsi perché non c'è nulla che possa riempire un languore preponderante che va a definire un vuoto sempre più lancinante, foriero di nulla.
Qual è dunque la parte migliore cui non bisogna rinunciare e da cui bisogna cominciare perché la vita si dispieghi via via sempre più in pienezza, senza deviazioni e senza dispersioni, perché l'uomo possa raggiungere il proprio compimento? Cosa pensa il Maestro? Lo ascoltiamo da Luca, cui dobbiamo questo brano di bellezza semplice e contenuta, ma proprio perciò, suggestiva e fragrante.

1. Il Signore è in cammino, un cammino il cui scopo è principalmente lo spargimento del seme della sua parola, per annunciare la quale non ha esitato a lasciare Cafarnao (cfr. Lc 4,43), consapevole che in questa parola c'è più salvezza che nei suoi interventi miracolosi.
Un villaggio anonimo per dare una dimensione più universale al suo insegnamento.
Entriamo con Lui nella casa delle due donne che conosciamo sorelle di Lazzaro. Luca, come è il suo solito, non si perde in particolari descrittivi, anche della casa di Nazaret non sappiamo nulla, i suoi interni appaiono come grigi fondali di una scena in cui debbono risaltare le persone, le loro parole e i silenzi, i loro gesti e i loro sentimenti. C'è un'accoglienza da operare per l'illustre ospite che, dal vangelo di Giovanni, sappiamo essere molto caro alle due donne e al loro fratello. Questi, forse ad arte, risulta assente dalla scena, cosicché la vicenda risulti ancora più un'icona nella correlazione drammatica di ciò che accade tra il Signore e le due donne. C'è da rendere il riposo del divino viandante degno, la sua vita di questo giorno più vivibile, lieta, affinché la ripresa della via riesca più facile ed alacre, affinché il suo ministero non risenta troppo della fatica, ma anche perché mantenga un buon ricordo della casa che lo ha accolto, delle persone che ha incontrato.
- Marta, Marta!
È il rimprovero di Gesù alla più intraprendente delle sorelle, un rimprovero soavissimo in cui combattono dolcezza e verità, la dolcezza di ascoltare per ben due volte il proprio nome sulla bocca del Maestro e la verità di sentirsi scrutata, nel profondo del cuore, dal suo sguardo interiore. Un rimprovero per un confronto quasi inevitabile nel consesso umano, tra chi si adopera e chi invece gode nel riposo, tra chi si sforza di servire e chi invece si "perde" nel contemplare, tra chi produce ricchezza e chi invece la consuma così, semplicemente.
Un rimprovero a chi vorrebbe tacciare il maestro di dimenticanza nei confronti di chi si sta adoperando ed affaticando a fronte di chi, al contrario, sta fruendo della presenza; di chi accoglie preparando, a fronte di chi accoglie raccolta ai piedi.

2. Tu ti preoccupi!
"Il tempo ormai si è fatto breve: d'ora innanzi quelli che hanno moglie vivano come se non l'avessero; coloro che piangono, come se non piangessero; e quelli che godono, come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero, perché passa la scena di questo mondo". Ecco il punto! Non sono io che non mi curo di te, ma sei tu che hai una cura esagerata, fino al turbamento, per molte cose, fino a farti condizionare nel giudizio nei confronti di Maria, fino a pensare male di lei e di me. È la preoccupazione che sta avendo la meglio su di te e che ti divide il cuore impedendoti di riconoscere che Maria, qui ai miei piedi, tranquilla, compresa della sua piccolezza e della sua povertà in ciò che è veramente raro e introvabile, la parola di Dio, "per la quale sono venuto", non è nell'inattività, come ti viene da pensare, ma come te, anzi meglio di te, mi sta accogliendo in quello che è il motivo del mio venire, l'unica cosa veramente necessaria: la salvezza e per quello che io sono: la Parola di Dio fatta Carne.
- Maria ha scelto la parte migliore
Sì, certamente, quello che Maria preferisce non è tutta la vita nuova, ma solo parte di essa: è l'ascolto attento e contemplante che è introduzione e anticipazione della condizione futura, mentre si contempla amorosamente Me che sono la Vita che si dona all'uomo, per diventare la sua vita, vita raccolta, e non dispersa, magari dissipata tra le molte cose che sono solamente una traccia ambigua di Me e in grado, nel loro fascino immediato e luccicante, di strapparvi a Me che, solo, sono Tutto e la ragione di tutto, che desidera donarsi totalmente a voi e che per questo è venuto e per questo morirà: per persuadervi del suo amore; ma risorgerà per convincervi della sua potenza e salirà in Cielo per riempirvi del suo Spirito e servire quindi la vostra felicità per tutta l'eternità.
Ecco la parte migliore della vita, quello che la rende di qualità, sottraendola all'esperienza inconcludente e deludente della molteplicità che non porta da nessuna parte, e che, come dice Qoèlet, si avvolge come il vento nelle sue spire ritornando da dove è partito.

3. Questa parte non le sarà mai tolta!
Infatti questa è la condizione del Cielo, quella in cui, finalmente Il Padre sarà Tutto in tutti come ora io sono tutto per Maria, mentre invece le preoccupazioni che ti angustiano, rivelano che io non sono tutto per te, pur essendo il destinatario del tuo servizio; infatti, sebbene tu lo stia facendo per me, non lo fai solamente per me; l'amore di te ti sottrae a me e ti impedisce di ritrovarti pienamente unificata in me insieme a tua sorella. Esse, come vedi, non solo ti dividono da tua sorella e da me, ma pure da te e, questa parte, scelta da te sulla terra e che purtroppo ora divide il tuo cuore, non farà parte di te in Cielo.
In realtà in Me il tempo si è fatto breve: "d'ora innanzi quelli che hanno moglie vivano come se non l'avessero; coloro che piangono, come se non piangessero; e quelli che godono, come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano del mondo, come se non ne usassero, perché passa la scena di questo mondo", per lasciare il posto al mio Regno. E questo è certo, certissimo, ne è pegno il mio Corpo e il mio sangue che tra poco saranno imbanditi sulla mensa per te, per voi, affinché Io sia in te e tu in me e in tutti, fin da ora.

Commento tratto da "Il pane della Domenica. Meditazioni sui vangeli festivi" Anno C - Ave, Roma 2009

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